Paracetamolo in gravidanza: è pericoloso?

28 Aprile 2020
L'AIFA ha eseguito diversi studi per testare quanto sia sicuro utilizzare il paracetamolo in gravidanza. Grazie a queste ricerche, oggi sappiamo con certezza che il farmaco è sicuro durante la gestazione.

La somministrazione di paracetamolo in gravidanza è stato oggetto di dibattito per lungo tempo, ed è probabile che ancora molti esperti abbiano opinioni contrastanti al riguardo. Il paracetamolo è uno dei farmaci più venduti al mondo. Il problema dei farmaci da banco, però, è che i pazienti in genere non sono consapevoli degli effetti nocivi e delle controindicazioni.

Fino a poco tempo fa, le raccomandazioni sull’uso del paracetamolo in gravidanza ne sottolineavano la pericolosità. Eppure, secondo i dati clinici a disposizione, non c’è prova dell’effettiva associazione tra l’uso del farmaco e l’impatto di quest’ultimo sull’apparato urogenitale o su anomalie nello sviluppo neuronale del bambino.

A cosa serve il paracetamolo e come agisce sull’organismo?

Questo farmaco di uso comune rilascia effetti analgesici e antipiretici, ovvero è in grado di calmare il dolore e di abbassare la febbre. Si tratta di un farmaco simile all’aspirina, ma che a differenza di quest’ultima, non è in grado di alleviare i quadri infiammatori né di esercitare un effetto antiaggregante.

Proprio per queste proprietà, il paracetamolo viene somministrato nel trattamento del dolore moderato, acuto e cronico. Viene considerato il principale analgesico per i pazienti sopra i 50 anni.

D’altra parte, non conosciamo esattamente il meccanismo attraverso cui questo farmaco rilascia i suoi effetti, ma sappiamo che agisce a livello centrale. L’ipotesi più probabile, secondo la comunità scientifica, è quella secondo cui il paracetamolo aumenterebbe la soglia del dolore, inibendo le ciclo ossigenasi, delle molecole attive nella sintesi delle prostaglandine.

Le prostaglandine sono delle proteine associate al dolore. Eppure, il paracetamolo non è in grado di inibire le ciclo-ossigenasi a livello periferico, ovvero al di fuori del sistema nervoso centrale. Per questo motivo, non presenta attività antinfiammatoria. Inoltre, inibisce la sintesi e gli effetti di diversi intermediari chimici che sensibilizzano i recettori del dolore agli stimoli meccanici o chimici.

Per quanto riguarda l’efficacia nel ridurre i quadri febbrili, il paracetamolo è in grado di bloccare l’area del cervello che regola la temperatura corporea. Di conseguenza, riesce a dissipare il calore, scatenando vasodilatazione e aumentando il flusso sanguigno periferico e la sudorazione.

Paracetamolo in gravidanza
Il paracetamolo è, di solito, un farmaco da banco e questo lo rende uno tra i medicinali più utilizzati.

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Effetti indesiderati del paracetamolo

Il paracetamolo è epatotossico, ovvero colpisce il fegato, sebbene nella maggior parte dei casi questa tossicità sia il risultato di una overdose o di dosi eccessive somministrate ripetutamente. L’epatotossicità indotta dal paracetamolo si manifesta come:

  • Necrosi epatica
  • Itterizia: colorazione giallastra della pelle e delle mucose
  • Emorragia digestiva o ematomi
  • Encefalopatia

Oltre a questa tossicità, il farmaco può anche produrre altri effetti collaterali quali:

  • Neutropenia: riduzione della presenza di globuli rossi
  • Orticaria e altre reazioni allergiche

Nuove raccomandazioni dell’Agenzia del Farmaco sull’uso di paracetamolo in gravidanza

Quali medicine si possono assumere durante la gravidanza

Il Ministero della Salute di recente ha modificato, con il contributo dell’Agenzia del Farmaco, le raccomandazioni sull’uso del paracetamolo in gravidanza. Un farmaco viene messo in commercio dopo aver eseguito una serie di studi di osservazione, al fine di valutare il grado di affidabilità dello stesso a lungo termine, oppure per individuare pericoli non valutabili nelle fasi di studio precedente.

In questa fase di valutazione periodica del paracetamolo, da parte dagli enti di farmacovigilanza, sono stati realizzati degli approfondimenti in merito al pericolo che può rappresentare per il feto. Tutti i nuovi dati, risultati da studi di osservazione, sono stati inclusi nella scheda tecnica e nei foglietti illustrativi dei farmaci che contengono questo principio attivo.

La AIFA, dunque, conta su solide basi per formulare un giudizio in merito. Dopo avere eseguito i necessari monitoraggi, ha concluso che non esistono prove del fatto che l’assunzione di paracetamolo in gravidanza sia responsabile di danni all’apparato urogenitale o di anomalie nello sviluppo neuronale del bambino.

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Riflessioni conclusive sul paracetamolo in gravidanza

Per concludere, è stato confermato che una donna in gravidanza può assumere paracetamolo se clinicamente indicato. Ciononostante, non bisogna abusare di questo farmaco. Le donne in questa condizione devono, infatti, prestare particolare attenzione quando si tratta di assumere farmaci, evitando a tutti i costi l’automedicazione.

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