Peli incarniti nelle parti intime: perché compaiono?

4 Ottobre 2020
I peli incarniti nelle parti intime sono lesioni cutanee, in genere provocate dalla depilazione. Ciononostante, esistono anche altre cause più complesse. Ne parliamo in questo articolo.

Le parti intime femminili sono molto sensibili e delicati, proprio per questo sono ricoperte da pelo pubico; quest’ultimo mantiene temperatura e umidità corrette per evitare la proliferazione degli agenti patogeni. In seguito alla depilazione, possono comparire peli incarniti nelle parti intime.

Con il rasoio, la ceretta o il laser, la depilazione delle parti intime irrita i follicoli piliferi. Pur rispettando le dovute precauzioni, il rischio di infiammazione è sempre presente.

Che cos’è il follicolo pilifero?

Il follicolo pilifero è una struttura della pelle nella quale nasce il pelo che cresce lungo un canale attraverso il derma. Raggiunge la superficie del corpo e fuoriesce.

Prima di uscire, questo canale diventa più stretto e riceve il nome di “infundibolo“. Qui sono presenti in abbondanza ghiandole che rilasciano le proprie secrezioni.

In particolare, alcune accompagnano sempre il follicolo pilifero e producono una secrezione grassa, detta sebo. L’attività di queste ghiandole dipende, in larga misura, dagli ormoni.

D’altra parte, alcune che si trovano solamente in determinate regioni anatomiche, come l’inguine, le ascelle, i solchi sottomammari e il solco intergluteo. Prendono il nome di apocrine e producono una secrezione densa e odorante.

Depilazione delle parti intime.
La depilazione è la causa più frequente della comparsa dei brufoli nelle parti intime.

Potrebbe interessarvi leggere anche: La follicolite: 5 semplici rimedi naturali

Che cosa sono i peli incarniti nelle parti intime?

Se nell’infundibolo del follicolo pilifero è presente un’ostruzione, perché è molto stretto, per un’eccessiva produzione di grasso o perché è infiammato, compaiono dei piccoli rigonfiamenti con il pelo intrappolato all’interno.

Questi rigonfiamenti possono presentarsi anche sulla vagina, ovvero lo spazio compreso tra l’ingresso della stessa e il collo dell’utero.

Questo spazio è ricoperto da una mucosa che non contiene follicoli piliferi, motivo per cui non possono formarsi peli incarniti. L’eventuale presenza di lesioni vaginali, dunque, deve metterci in allerta e indurci a rivolgerci subito al medico.

In quest’area, i peli incarniti si formano a causa di un’alterazione del pelo pubico tra le grandi labbra fino al monte di Venere e l’inguine.

Cause dei peli incarniti nelle parti intime

Come visto, i peli incarniti nelle parti intime possono dipendere da molteplici cause: umidità, caldo, ormoni o perfino stress. Ciononostante, vi è una causa che ha il primato: la depilazione.

La depilazione della vulva altera la crescita del pelo pubico e l’infundibolo si infiamma, ostruendo il punto di uscita del pelo. Oltre a ciò, la rimozione del pelo provoca ferite e lesioni sulla pelle, consentendo l’ingresso di batteri che intensificano l’infiammazione e l’infezione.

I brufoli sono associati anche alla dermatite da contatto, una reazione allergica che provoca prurito quando la pelle entra in contatto con una sostanza irritante, come saponi, lozioni, deodoranti, assorbenti igienici, tamponi, medicinali e perfino il tessuto dei vestiti. Ogni persona reagisce in maniera differente ai possibili agenti irritanti.

Vi consigliamo di leggere anche: Depilazione intima integrale: è sbagliato farla?

Quali problemi possono provocare?

La depilazione con la cera nelle parti intime.
Bisogna fare moltissima attenzione alle tecniche di depilazione del pube, perché in questo punto la pelle è più sensibile.

In generale, i peli incarniti nelle parti intime sono inoffensivi. Per evitarli, si consiglia di non depilarsi con la lametta o la ceretta oppure di rivolgersi a un professionista per valutare le opzioni migliori.

Sono tuttavia fastidiosi e se nel tentativo di toglierli aumentiamo il rischio di infezione. Si sconsiglia di schiacciarli o farli scoppiare, poiché si trovano in un’area del corpo molto sensibile. Se manipolato, il pelo incarnito può crescere e riempirsi di pus.

D’altra parte, è importante distinguere i peli incarniti da altre lesioni cutanee che potrebbero indicare la presenza di disturbi più gravi, come quelli che seguono:

  • Molluscum contagiosum: è un virus che si trasmette tra gli esseri umani. Si manifesta con maggiore frequenza tra i bambini, mentre negli adulti costituisce un’infezione sessualmente trasmissibile. Provoca la comparsa di piccole papule che non provocano prurito, ma che sono molto contagiose e presentano una lieve depressione centrale. Tendono a regredire senza bisogno di trattamento.
  • Virus del papilloma umano: provoca le famose verruche che possono comparire in qualunque punto dell’area genitale e sono molto contagiose. Alcuni tipi di questo virus sono pericolosi, perché possono evolvere e causare un cancro dell’utero.
  • Herpes simplex: si tratta di una malattia molto fastidiosa e contagiosa. Consiste in un raggruppamento di vescicole nell’area genitale, dolorose e pruriginose. È un’infezione sessualmente trasmissibile resistente ai trattamenti: il virus, infatti, non viene mai debellato e può ricomparire dopo il primo episodio.

Non confondete i peli incarniti nelle parti intime

Numerose malattie, come le infezioni sessualmente trasmissibili, possono provocare la comparsa di lesioni simili. Bisogna contattare il ginecologo se un rigonfiamento nella vulva inizia a prudere o a fare male, a ancora se assume una forma diversa.

Infine, è bene ricordare che il pelo pubico non è antigienico. Al contrario, protegge la pelle sensibile e agisce come difesa contro l’ingresso di microrganismi potenzialmente patogeni.

  • Restrepo R. Anatomía microscópica del folículo piloso. rev. asoc. colomb. dermatol. cir. dematol. [Internet]. 26 de febrero de 2019 [citado 5 de julio de 2020];18(3):123-38. Disponible en: https://revista.asocolderma.org.co/index.php/asocolderma/article/view/324
  • Granados, Pedro Mauricio Moreno. “Histofisiología del folículo piloso y su importancia para la medicina regenerativa.” Morfolia 9.1 (2017).
  • Ferrándiz. Dermatología clínica – 9788491132646 | Elsevier España. (n.d.). Retrieved July 5, 2020, from https://tienda.elsevier.es/ferrandiz-dermatologia-clinica-9788491132646.html
  • Adauy, Arlette, et al. “Quistes vaginales.” Revista chilena de obstetricia y ginecología 71.4 (2006): 252-258.
  • Machet, L., L. Martin, and L. Vaillant. “Infecciones bacterianas cutáneas superficiales foliculares y no foliculares.” EMC-Dermatología 52.4 (2018): 1-9.
  • Velázquez Mendoza, J. Dolores, et al. “Prevalencia de infección del sitio quirúrgico en pacientes con cirugía abdominal.” Cirujano general 33.1 (2011): 32-37.
  • del Tanago, Gómez González, et al. “Infecciones bacterianas de la piel.” Panorama actual del medicamento 41.406 (2017): 723-728.