Perdite da impianto: di cosa si tratta?

24 Febbraio 2021
Le perdite da impianto sono un fenomeno che si presta a equivoci, in quanto vengono spesso confuse con le mestruazioni. È importante prestare la giusta attenzione ai segnali dell'organismo per agire nel modo più adatto al caso.

Le perdite da impianto sono leggeri sanguinamenti che avvengono all’inizio della gravidanza. Tuttavia, non è un fenomeno comune a tutte le donne. In genere, coincidono con la data di inizio del ciclo mestruale, ragion per cui vengono facilmente confuse.

Uno dei sintomi più evidenti della gravidanza è proprio l’assenza delle mestruazioni. Tuttavia, in alcune donne, tale assenza è interrotta dalle perdite da impianto, le quali, come suggerisce il nome, comportano delle perdite di sangue, ma non di tipo mestruale.

Le perdite da impianto sono anche note come “false mestruazioni”. Nelle donne che sanno già di essere incinte, potrebbero far sorgere il sospetto di un aborto. Per evitare confusione è bene informarsi bene in modo da non lasciare spazio a equivoci.

Le perdite da impianto

Dolore mestruale.

Le perdite da impianto sono un fenomeno del tutto normale in una gravidanza sana. Si manifestano tra i 6 e i 12 giorni dopo la fecondazione dell’ovulo, in una data che coincide approssimatamene con le normali mestruazioni.

Di solito sono accompagnate da coliche meno intense rispetto a quelle mestruali. Sono frequenti anche mal di testa, nausea, sbalzi d’umore, tensione mammaria, dolore lombare, gonfiore addominale e affaticamento.

In genere, le perdite da impianto non seguono uno schema fisso. Una donna che ha già avuto figli può aver presentato tali perdite in alcune gravidanze, ma non in altre. A volte si manifestano con poche gocce di sangue, altre sono simili a una mestruazione leggera.

Dall’ovulo all’embrione

Nella fecondazione, l’unione tra l’ovulo e lo spermatozoo dà origine allo zigote, ovvero l’ovulo fecondato. In appena 72 ore, lo zigote si trasforma in morula, che è uno zigote segmentato. Quattro o cinque giorni dopo, la morula si trasforma in una blastula.

La blastula o blastocisti, ha un gruppo di cellule esterne e un altro di cellule interne. La prima si trasformerà in una membrana protettiva e l’altra nell’embrione. Ma è solamente quando la blastocisti si impianta nell’utero che si può parlare di embrione.

Circa una settimana dopo la fecondazione, la blastula inizia a generare dei prolungamenti. Questi le permetteranno di aderire al rivestimento dell’utero. In questa fase iniziale, l’utero è ampiamente irrorato e sanguina facilmente. Per tale ragione, l’impianto può provocare le perdite.

Perdite da impianto: differenze rispetto alle mestruazioni

Ciclo mestruale e ormoni.

Si tratta di perdite leggere, che possono essere notate per via di qualche traccia di sangue sulla biancheria intima o sulla carta igienica. Raramente si presentano in forma abbondante. Il colore è tra il rosa scuro e il marrone, ma mai rosso. Non presenta coaguli e dura da poche ore ai tre giorni.

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Nelle perdite da impianto, non vi è aumento graduale del flusso, come avviene con le mestruazioni. Hanno una frequenza intermittente, ma rimangono nell’ordine di piccole macchie, che tendono a non aumentare.

In caso di sospetta gravidanza, se si verifica una perdita di colore intenso o che aumenta improvvisamente, è bene consultare subito il medico. In alcuni casi, tale evento può essere il sintomo di un aborto spontaneo, di una gravidanza extrauterina o di una gravidanza molare. Inoltre, può anche indicare la presenza di un problema di salute.

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Conferma della gravidanza

Nelle fasi iniziali, è molto difficile stabilire, o meno, una gravidanza. Per la stessa ragione, non è affatto facile stabilire se si tratti di perdite da impianto, minaccia d’aborto o disturbi di altra natura. Da qui l’importanza tempestiva conferma della gravidanza.

I test di gravidanza più affidabili possono essere eseguiti nella prima settimana di gestazione. Si tratta di test eseguiti in laboratorio con un elevato grado di successo. Al contrario, i test di gravidanza fai da te hanno un grado di affidabilità nettamente inferiore quando eseguiti subito dopo la fecondazione.

Tutti questi test misurano il livello dell’ormone gonadotropina corionica umana (HCG), presente nel sangue e nelle urine. I test fai da te possono essere eseguiti in concomitanza con le perdite da impianto, ma è comunque meglio aspettare una settimana per ottenere risultati affidabili.

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