Rasagilina, indicazioni terapeutiche

30 Ottobre 2019
Al giorno d'oggi non si conoscono ancora del tutto i meccanismi d'azione della rasagilina. Si ritiene che i suoi effetti possano essere correlati alla sua attività inibitoria sulle MAO-B, che provocherebbe un aumento dei livelli di dopamina extracellulari.

La rasagilina è un farmaco appartenente alla famiglia degli inibitori irreversibili della monoaminoossidasi (MAO). Può essere utilizzato da solo o come terapia coadiuvante nel trattamento del Parkinson. Quando la malattia è già in stato avanzato, viene utilizzato in combinazione con altri farmaci.

Come vedremo più avanti e in modo dettagliato, la rasagilina è un inibitore selettivo delle MAO di tipo B piuttosto che di quelle di tipo A. Per tale ragione, provoca un aumento delle sostanze naturali del cervello, come le monoammine. Questo medicinale si presenta in forma di compresse da somministrare per via orale. Il dosaggio è in genere di una compressa una volta al giorno, con o senza cibo.

La rasagilina possiede maggiori proprietà neuroprotettive rispetto ad altri farmaci con la stessa indicazione, come la selegilina. La ragione risiede nel fatto che quest’ultima viene metabolizzata con la produzione di una sostanza tossica, mentre ciò non avviene con la rasagilina.

Cos’è il Parkinson?

Il Parkinson negli anziani

Il morbo di Parkinson è un disturbo neurodegenrativo che colpisce il sistema nervoso. È la seconda malattia più diffusa, dopo il morbo di Alzheimer, e appartiene ai cosiddetti disturbi del movimento.

È una malattia caratterizzata dalla degenerazione dei neuroni in una particolare area detta sostanza nera, che si trova nella parte centrale del cervello. In seguito a tale perdita di  sostanza nera, i livelli di dopamina diminuiscono considerevolmente. La dopamina è un neurotrasmettitore fondamentale nella trasmissione delle informazioni dal cervello al resto del corpo per l’esecuzione dei movimenti.

Una quantità insufficiente di dopamina, ovvero una delle monoamine del cervello, compromette tale trasmissione, così come il controllo dei movimenti da parte del soggetto. Tutto ciò provoca una serie di sintomi motori come il tremore a riposo o la rigidità.

Qual è la causa del Parkinson?

Sebbene si conoscano alcuni fattori che ne favoriscono lo sviluppo, la causa esatta non è ancora nota. Tra i fattori che contribuiscono alla comparsa di questa malattia possiamo menzionare i seguenti:

  • Età: è un evidente fattore di rischio. La malattia di solito compare tra i 50 e i 60 anni. Se si manifesta prima dei 50 anni, si definisce Parkinson a esordio precoce.
  • Genetica: il 90% dei casi di Parkinson non è correlato a un’alterazione genetica. Tuttavia, nel 15-25% dei casi un membro familiare ne ha sofferto in passato.
  • Fattori ambientali: il consumo continuato di acqua di pozzo o l’esposizione a pesticidi ed erbicidi possono essere dei fattori di rischio nello sviluppo di tale patologia.

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In che modo agisce la rasagilina?

Morbo di Parkinson

La rasagilina, come accennato, è un farmaco che inibisce la monoaminoossidasi B. Questo enzima si trova nei mitocondri delle cellule delle terminazioni nervose di tutto il corpo, specialmente nel cervello, nel fegato e nella mucosa intestinale.

Le MAO regolano la degradazione delle catecolamine, come la dopamina, la serotonina del sistema nervoso centrale e dei tessuti periferici. Nel cervello, le MAO predominanti sono quelle di tipo B.

Attualmente, l’esatto meccanismo d’azione di questo medicinale è sconosciuto. Si ritiene che i suoi effetti possano essere correlati all’attività inibitoria delle MAO-B. Ciò provocherebbe un aumento dei livelli di dopamina extracellulari.

L’aumento della concentrazione di dopamina e, di conseguenza, l’aumento dell’attività dopaminergica sono probabilmente i responsabili degli effetti benefici della rasagilina osservati nei modelli di disfunzione motoria dopaminergica.

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Conclusioni sulla rasagilina

La rasagilina è un farmaco utilizzato nel trattamento del Parkinson. Si presenta sotto forma di compresse per la somministrazione orale. In genere si consiglia di assumerlo sempre alla stessa ora, a digiuno o a stomaco pieno.

Seguite sempre le indicazioni fornite dal medico e consultatelo in caso di dubbi. Non dovrete mai ridurre da soli la dose o la frequenza di assunzione. L’uso improprio di questo medicinale può avere gravi ripercussioni sulla salute.

  • Linazasoro, G. (2008). Rasagilina en la enfermedad de Parkinson. Neurologia.
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