Cosa sapere sulle coliche mestruali

26 aprile 2016
Che ci crediate o no, praticare attività fisica regolarmente aiuta a prevenire ed alleviare i dolori mestruali. Allo stesso tempo, è importante seguire una dieta equilibrata e riposare adeguatamente

Il ciclo mestruale può essere leggero e risultare facile per alcune donne, ma pesante per altre, soprattutto quando è accompagnato da coliche dolorose. Queste ultime, spesso, colpiscono molte donne durante la loro età riproduttiva e, la maggior parte delle volte, possono essere così intense da dover ricorrere ad una soluzione per calmarle. In questo articolo troverete tutto ciò che vi può interessare sulle coliche mestruali, le cause e che rimedi utilizzare.

Cosa sono le coliche mestruali?

Le coliche mestruali sono dolori che si localizzano nella zona del ventre e del bacino come conseguenza del ciclo mestruale. Le coliche mestruali non sono collegate al malessere che si avverte durante la fase della sindrome premestruale (SPM), anche se i sintomi di entrambi i disturbi possono a volte essere provati come un processo continuo in quanto molte donne soffrono sia di SPM che di coliche mestruali.

Le coliche mestruali possono variare da lievi a molto gravi: i dolori mestruali lievi possono essere appena percepibili, come una sensazione di pesantezza al ventre, ed essere di breve durata. I crampi mestruali gravi possono essere dolorosi al punto da interferire per alcuni giorni con le normali attività di una donna.

I dolori mestruali sono così comuni?

Le coliche mestruali colpiscono più del 50% delle donne e, fra queste, il 15% dice di percepirli come dolori gravi. Secondo alcuni sondaggi rivolti ad adolescenti, più del 90% delle ragazze soffre di crampi mestruali.

Cos’è la dismenorrea?

Il termine medico per indicare i dolori mestruali è dismenorrea. Ci sono due tipi di dismenorrea: primaria e secondaria.

Per quanto riguarda la dismenorrea primaria, non sono presenti problemi ginecologici soggiacenti che causino il dolore. Le coliche di questo tipo possono iniziare dopo sei mesi dal menarca (il primo flusso mestruale della donna) o dopo un anno, ovvero nel periodo in cui una ragazza inizia ad avere il ciclo mestruale. Le coliche mestruali, di solito, iniziano quando viene prodotto un ciclo mestruale con ovulazione, ovvero quando un ovulo viene liberato dall’ovaio; il primo vero sanguinamento mestruale di solito inizia prima dell’ovulazione. Un’adolescente può quindi iniziare a soffrire di dismenorrea solo alcuni mesi o un anno dopo l’inizio della mestruazione.

Nella dismenorrea secondaria, invece, il dolore mestruale è causato da alcune condizioni anormali soggiacenti (in generale nel sistema riproduttivo femminile). La dismenorrea secondaria può presentarsi nel menarca, ma si manifesta con più frequenza più tardi.

Quali sono le cause delle coliche mestruali?

Ogni mese il rivestimento interno dell’utero (l’endometrio) si prepara per un’eventuale gravidanza. Se dopo l’ovulazione l’ovulo non viene fecondato da uno spermatozoo, non avverrà la gravidanza e quindi il rivestimento attuale dell’utero non sarà più necessario. Gli estrogeni della donna ed i livelli dell’ormone progesterone declinano ed il rivestimento dell’utero si gonfia provocando il flusso mestruale. Nel ciclo mestruale successivo verrà sostituito da un nuovo rivestimento.

Quando il vecchio rivestimento dell’utero inizia a sfaldarsi, si liberano diversi composti molecolari chiamati prostaglandine. Questi composti provocano le contrazioni dei muscoli dell’utero. Quando i muscoli dell’utero si contraggono, diminuiscono il flusso sanguigno all’endometrio (vasocostrizione) e bloccano l’apporto di ossigeno ai suoi tessuti che, a loro volta, si decompongono e muoiono. Una volta morto l’endometrio, le contrazioni uterine lo spingono attraverso il collo dell’utero e lo espellono fuori dal corpo attraverso la vagina.

Altre sostanze, conosciute come leucotrieni, sono prodotti chimici che giocano un ruolo fondamentale nella risposta infiammatoria. Nel momento del ciclo mestruale, i loro livelli sono molto elevati e possono essere relazionati con lo sviluppo dei crampi mestruali.

Perché alcune coliche sono molto dolorose?

Le coliche mestruali sono causate dalle contrazioni uterine che si producono in risposta alle prostaglandine e ad altri prodotti chimici. La sensazione di dolore si intensifica quando i coaguli o pezzi di tessuto con sangue della mucosa uterina passano attraverso il collo dell’utero, soprattutto se il canale cervicale della donna è stretto.

La differenza fra i dolori mestruali dolorosi e quelli meno dolorosi può essere relazionata ai livelli di prostaglandine della donna. Le donne con forti dolori mestruali presentano un livello elevato di prostaglandine nell’endometrio (rivestimento dell’utero) a differenza delle donne che non avvertono questi crampi. I dolori mestruali sono molto simili a quelli che una donna prova quando le viene somministrata la prostaglandina sotto forma di medicina per stimolare il parto.

Si può misurare l’intensità delle coliche mestruali?

donna con borsa dell'acqua calda

Si. Le coliche mestruali possono essere dimostrate scientificamente mediante la misurazione della pressione all’interno dell’utero e il numero e la frequenza delle contrazioni uterine. Durante un ciclo mestruale normale, la donna in media presenta contrazioni a bassa pressione (50-80 mm Hg), che durano da 15 a 30 secondi con una frequenza di 1-4 contrazioni ogni 10 minuti. Quando una donna ha crampi mestruali, le sue contrazioni presentano una pressione più alta (che può superare i 400 mm Hg), durano più di 90 secondi e, molte volte, si producono in meno di 15 secondi di differenza.

Quali altri fattori influiscono nelle coliche mestruali?

Come avevamo detto prima, una cervice inusualmente stretta tende ad aumentare i crampi mestruali. Un altro fattore anatomico che si pensa contribuisca ai dolori mestruali è un’inclinazione dell’utero verso la colonna vertebrale anziché verso l’addome (utero retroverso). Un altro fattore che contribuisce ad avere coliche mestruali è la mancanza di esercizio fisico.

Si è pensato per molto tempo che i fattori psicologici svolgessero anche un ruolo important. Per esempio, è provato che lo stress emotivo può aumentare i fastidi dei dolori mestruali.

Quali sono i sintomi dei dolori mestruali?

Le coliche mestruali sono dolori che si sviluppano nella parte inferiore dell’addome e del bacino. Il malessere si può estendere alla schiena e alle gambe. I crampi possono essere molto forti o leggeri e possono essere periodici o continui.

Le coliche mestruali, in generale, iniziano un po’ prima della mestruazione e raggiungono il picco 24 ore dopo l’inizio dell’emorragia. Vanno via dopo uno o due giorni.

Le coliche mestruali possono essere accompagnate da mal di testa o da nausea e tutto può sfociare, anche se con poca frequenza, in vomito. Possono anche essere accompagnate da stitichezza o diarrea a causa delle prostaglandine che rendono i muscoli uterini e del tratto intestinale lisci a causa delle contrazioni. Alcune donne sentono il bisogno di urinare con più frequenza.

Come si diagnosticano i dolori mestruali?

Una diagnosi dei dolori mestruali, generalmente, viene fatta dalla donna stessa ed è il riflesso della sua percezione del dolore. Una volta che una donna ha provato i crampi mestruali, soprattutto durante l’adolescenza, all’inizio del ciclo mestruale, è cosciente dei tipici sintomi. Se si presentano altre condizioni mediche che contribuiscono ai dolori mestruali (dismenorrea secondaria), il medico può suggerire alcune prove di diagnosi includendo anche diversi studi.

Qual è la cura contro i dolori mestruali comuni (dismenorrea primaria)?

Ogni donna deve trovare il trattamento più adatto a se stessa. Esistono diversi rimedi contro i dolori mestruali. Le usuali raccomandazioni sono non solo il riposo e il sonno adeguato, ma anche l’esercizio regolare (specialmente camminare). Alcune donne trovano il massaggio addominale e lo yoga ottimi rimedi per trovare sollievo. Una borsa termica posta sulla zona addominale può alleviare il dolore e la congestione riducendo i sintomi.

Un buon numero di medicinali in commercio può aiutare a controllare il dolore e a prevenire i crampi mestruali. Per i dolori lievi, l’aspirina, il paracetamolo (o acetaminofene) più un diuretico, possono essere sufficienti. Senza dubbio, l’aspirina ha un effetto limitato nel ridurre la produzione di prostaglandina e quindi è utile solo per i dolori di minore intensità.

I principali agenti per trattare i crampi mestruali moderati sono i farmaci antinfiammatori non steroidi che diminuiscono la produzione di prostaglandine attenuandone gli effetti. I farmaci antinfiammatori non steroidi che non richiedono la prescrizione medica sono: l’ibuprofene, il Neprossene sodico e il Ketoprofene. 

La donna deve iniziare a prendere questi farmaci prima che il dolore diventi insopportabile e difficile da controllare. Questo potrebbe indurre ad iniziare il trattamento 1 o 2 giorni prima della mestruazione e a prolungarlo durante i primi due giorni di ciclo. I migliori risultati si ottengono mediante l’adozione programmata di uno di questi farmaci antinfiammatori non steroidi, senza aspettare l’inizio dei dolori.

I farmaci antinfiammatori non steroidi  che richiedono la prescrizione medica sono l’acido mefenamico e il meclofenamico. 

E se se i crampi sono molto forti?

Se i dolori mestruali della donna sono così forti da non poter essere gestiti da questi rimedi, il medico potrà prescrivere pillole anticoncezionali a basso dosaggio ormonale (contraccettivi orali) che contengono estrogeno e progestina in un ciclo regolare o esteso. Questo tipo di approccio previene l’ovulazione (il rilascio mensile di un ovulo) e riduce la produzione di prostaglandine che, a sua volta, ridurrà il dolore causando un flusso mestruale lieve. 

L’uso di dispositivi intrauterini, che liberano piccole quantità di progestina levonorgestrel direttamente nella cavità uterina, riducono del 50% i dolori mestruali. Al contrario, i dispositivi intrauterini che non contengono ormoni, come quelli che contengono rame, possono peggiorare i crampi mestruali.

Esistono soluzioni chirurgiche?

In passato molte donne con dolori mestruali furono sottoposte ad un’operazione conosciuta come dilatazione e raschiamento per eliminare parte del rivestimento uterino. Questo procedimento, a volte, viene anche utilizzato come mezzo diagnostico per riconoscere un cancro o alcune condizioni pre-cancerogene della mucosa uterina. Alcune donne hanno persino optato per una soluzione definitiva contro i problemi mestruali sottoponendosi ad una isterectomia, un’operazione chirurgica che rimuove l’utero completamente.

Oggigiorno, quando una donna presenta una dismenorrea pesante ed un sanguinamento uterino doloroso, i medici possono consigliare un’ablazione endometriale, un procedimento grazie al quale viene bruciato il rivestimento dell’utero mediante un dispositivo che genera calore.

Come si tratta la dismenorrea secondaria?

Il trattamento della dismenorrea secondaria dipende dalla sua causa.

Ci sono diverse condizioni soggiacenti che possono contribuire al dolore, tra cui:

  • Endometriosi (cellule della parete uterina ubicate in altre aree del corpo); fibromi uterini (tumori benigni dell’utero abbastanza comuni).
  • Adenomiosi (un’affezione benigna che induce le cellule del rivestimento uterino ad invadere la parete muscolare, il miometrio).
  • Malattia infiammatoria pelvica.
  • Le aderenze fibrose (fasci di tessuti fibrosi anomali fra gli organi); uso di dispositivi intrauterini come metodo contraccettivo.

Tutte queste condizioni devono essere diagnosticate prima di tutto da un medico che, in seguito, prescriverà il trattamento adatto. Se una donna inizia a notare dei cambiamenti nei suoi dolori mestruali riguardo alla loro intensità, tempo e luogo, deve consultare subito il medico, soprattutto se si producono all’improvviso.

Quali sono i pronostici per le coliche mestruali?

In generale, i dolori mestruali della donna non peggiorano durante il percorso della sua vita. Infatti, i crampi mestruali della dismenorrea primaria di solito tendono a diminuire con l’età e dopo la gravidanza.

In caso di dismenorrea secondaria con una condizione soggiacente che provoca il dolore, il pronostico dipende dall’esito del trattamento di tale condizione.

Dato che le donne hanno appreso molto sul loro corpo e su come mantenerlo in ottima salute, i dolori mestruali sono diminuiti notevolmente.

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