Secondo un rapporto, alcuni prodotti alimentari per neonati sarebbero contaminati da metalli pesanti

I prodotti alimentari per neonati possono essere contaminati da metalli pesanti, secondo quanto affermano alcuni rapporti. In questo articolo vi spieghiamo tutto quello che c'è da sapere per proteggere i vostri bambini.
Secondo un rapporto, alcuni prodotti alimentari per neonati sarebbero contaminati da metalli pesanti

Ultimo aggiornamento: 28 agosto, 2021

Il mercato offre un’ampia gamma di prodotti alimentari per neonati. Tuttavia, un nuovo rapporto emesso dal Committee on Oversight and Reform della camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha rivelato la presenza in questo tipo di prodotti di alti livelli di materiali tossici, in particolare di metalli pesanti.

Gli elementi nocivi coinvolti sono il piombo, l’arsenico, il cadmio e il mercurio. Queste sostanze possono raggiungere gli alimenti attraverso l’ambiente, l’acqua e il suolo stesso nel quale cresce la materia prima necessaria per produrli.

Su 5 alimenti per neonati, 1 supera di più di 10 volte il limite di una parte per trilione di piombo, limite stabilito a salvaguardia della salute pubblica. Secondo il rapporto, questi metalli mettono in pericolo la funzione del cervello del bambino a lungo termine e il suo sviluppo neurologico.

Che cosa afferma il rapporto dell’EDF?

Un rapporto del 2017 prodotto dall’Environmental Defense Fund (EDF) ha esaminato i dati riguardanti lo studio di dieta totale (TDS) forniti dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti, dal 2003 al 2013.

A partire dagli anni Settanta, il TDS ha riscontrato la presenza di metalli pesanti nei prodotti alimentari e, dal 2003, si è scoperto che il 20% degli alimenti per neonati contenevano livelli rilevabili di piombo. Si stima che più di 1 milione di bambini abbiano superato il limite di piombo stabilito dalla FDA.

Per questa ragione, nel 2014 è stato introdotto un nuovo metodo di analisi, molto più sensibile. L’obiettivo consisteva nell’identificare valori molto bassi di metalli pesanti in prodotti alimentari per neonati. Come risultato, è stata ottenuta una percentuale maggiore di cibi contaminati: il 29,3%, rispetto al 12,7% riferito solamente al 2014.

I valori di piombo

Due anni dopo, i valori di piombo presenti in alcuni succhi di frutta, come quelli di mela e di uva, venduti come alimenti per neonati, si sono abbassati. Nel 2017 la tendenza si è mantenuta inalterata, facendo registrare solamente un 11% di succhi contaminati. Tuttavia, il 93% di alimenti come patate dolci, carote, biscotti per la dentizione del neonato e biscotti di riso hanno raggiunto livelli elevati di piombo.

Qualche anno dopo, un ultimo rapporto, emesso dal Congresso degli Stati Uniti, ha fornito nuovi dati impressionanti. I risultati si sono basati su uno studio condotto nel 2019 da parte di organizzazioni senza scopo di lucro, come Healthy Babies Bright Futures.

Su 168 prodotti alimentari per neonati, 160 erano contaminati da metalli pesanti. Per questo motivo, si è ritenuto necessario stabilire delle norme più severe per i produttori di prodotti alimentari per bebè e per regolarne con grande impegno l’attività.

Bebè sul seggiolone.
I prodotti alimentari per neonati potrebbero contenere tracce di piombo che eccedono i limiti considerati sicuri.

Quali metalli sono stati rilevati?

Quest’ultima ricerca sulla contaminazione di alimenti per neonati ha permesso di stabilire che il 95% dei prodotti commerciali erano contaminati da piombo.

Il 75% di tutti gli alimenti per neonati contenevano cadmio, mentre il 73% arsenico. Il 32% dei prodotti commerciali erano invece contaminati da mercurio. Una quarta parte dei 168 alimenti analizzati contenevano una combinazione di tutti e quattro i metalli tossici.

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Quali sono gli alimenti più contaminati dai metalli pesanti?

Le autrici dello studio del 2019, Jane Houlihan e Charlotte Brody, affermano che tutti gli alimenti contenenti piccole quantità di metalli tossici possono causare seri problemi alla salute del bambino.

I prodotti che presentano il rischio maggiore di provocare danni si sono rivelati gli alimenti per bebè a base di purè di patata dolce, i cereali a base di riso, i succhi di frutta e i panini dolci. Questa informazione coincide con il rapporto della FDA del 2016, nel quale veniva segnalato che, dei 36 alimenti analizzati, 33 risultavano contaminati da metalli pesanti.

Gli alimenti a base di riso, come i cereali per bambini e gli snack, occupano il primo posto tra quelli maggiormente tossici. Presentano infatti alte quantità di arsenico inorganico e spesso contengono tutti i quattro metalli tossici.

In che modo i metalli pesanti possono danneggiare lo sviluppo del neonato?

Il rapporto presentato dal Congresso sottolinea che piccole quantità di metalli pesanti contenute negli alimenti possono alterare lo sviluppo del cervello e ridurre il coefficiente intellettivo del bambino. Questo effetto coinvolge ogni tipo di pasto, comprese le merende.

Inoltre, il rapporto spiega anche che l’esposizione a questi metalli tossici può provocare un abbassamento della produttività economica futura. Allo stesso modo, in futuro si presenterebbe anche un rischio maggiore di comportamento antisociale e criminale da parte dei bambini.

Secondo Thomas Matte, bassi livelli di piombo contenuti negli alimenti possono causare un deficit nello sviluppo cognitivo, disturbi comportamentali e una bassa statura, nei bambini in giovane età. Una volta che il danno è stato fatto, purtroppo non si torna indietro.

L’irritabilità, il dolore addominale, il nervosismo, la mancanza di appetito, il mal di testa e la difficoltà a concentrarsi sono alcuni sintomi precoci dell’avvelenamento da piombo.

Cosa dice l’OMS?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che l’esposizione prolungata all’arsenico può provocare lesioni cutanee, problemi dello sviluppo e neurotossicità, con punteggi bassi nei test intellettivi. Inoltre, un gruppo di medici ci avverte che gli effetti tossici del cadmio si manifestano soprattutto nelle ossa e nei reni, dal momento che le persone che presentano bassi livelli di ferro sono maggiormente vulnerabili.

Un altro studio, divulgato dalla rivista Nutrición Hospitalaria, afferma che il mercurio danneggia lo sviluppo del sistema nervoso nel feto. Nel neonato può alterare la funzione cognitiva, la riproduzione e il rischio cardiovascolare.

Consigli utili per evitare i metalli pesanti nei bebè

Alcune raccomandazioni che è possibile prendere in considerazione per ridurre il rischio di esposizione ai metalli pesanti nella dieta del bebè sono le seguenti:

  • Controllare bene le etichette: l’etichetta ci fornisce alcune indicazioni sugli ingredienti base del prodotto e, di conseguenza, del rischio rappresentato da questi alimenti di costituire una fonte di metalli pesanti.
  • Ricorrere a cibi naturali e variegati: è preferibile far seguire ai bambini una dieta sana ed equilibrata e che contenga una grande varietà di frutta e verdura. Anche i cereali e le carni magre devono farne parte.
  • Variare i cereali: non c’è ragione per cui il riso debba essere l’unico cereale presente nella dieta. Quest’ultimo può essere accompagnato da altri, come avena, quinoa, orzo o cous cous.
  • Controllare l’acqua: i metalli pesanti possono essere presenti in acqua di pozzo o in vecchie tubature.
  • Sostituire il succo con frutta al naturale: è preferibile offrire al bambino frutta al naturale, a fette o sotto forma di purè, piuttosto che succhi. Alcuni di essi, infatti contengono livelli elevati di metalli pesanti, che vengono assorbiti con maggiore facilità.
  • Preparare noi stessi i pasti per il bambino: oltre a rappresentare una scelta più economica, in questo modo è possibile evitare eventuali contaminazioni durante la preparazione e il confezionamento.
  • Nutrirsi di pesce sano: alcuni tipi di pesci costituiscono una fonte di mercurio e di altri metalli. Per questa ragione, bisogna evitare il pesce spada, il tonno bianco, il pescecane e il tonno a pinne gialle. Scegliete invece salmone, baccalà, tonno chiaro, pesce bianco e merluzzo.
Pasti pronti.
È sempre preferibile preparare noi stessi i pasti per il bebè, invece che comprare prodotti commerciali già pronti.

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Alcuni dettagli del rapporto

Il rapporto del 2017 ha evidenziato alcuni risultati di notevole importanza in merito al contenuto di piombo negli alimenti per bambini. Per esempio, l’analisi di 2164 campioni di prodotti alimentari per neonati segnala che i livelli di piombo sono aumentati, rispetto a quelli rilevati in altri anni:

  • Il 20% di tutti i campioni presentavano tracce di piombo, rispetto al 14% di altri alimenti.
  • 8 alimenti per neonati contenevano piombo in più del 40% dei campioni.
  • Il succo d’uva per bebè ha ottenuto i risultati più alti per contenuto di piombo, rispetto ad altri succhi.
  • I purè di patate dolci e carote, i biscotti per la dentizione e quelli di riso presentavano alti valori di piombo.

Mentre si intensificano i controlli a cui sono sottoposte le industrie produttrici di alimenti per neonati, allo stesso tempo si consiglia di preparare cibi freschi in casa. In questo modo è possibile ridurre l’esposizione ai metalli tossici ed effettuare una selezione migliore degli alimenti.

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