Sepsi nei neonati e bambini: come riconoscerla?

28 Settembre 2020
Se non curata in tempo, la sepsi può mettere a rischio la vita. Poiché i bambini, soprattutto i più piccoli, non sono in grado di capire se sono malati, gli adulti devono imparare a riconoscerne i sintomi.

La sepsi nei neonati e bambini è una grave condizione che in alcuni casi può portare alla morte. Si tratta di un’emergenza medica che deve essere trattata al più presto. È molto importante, dunque, riconoscerne i sintomi.

Sono più inclini a soffrire di questo problema gli individui con sistema immunitario indebolito. Oltre alla sepsi nei neonati e bambini, questa grave condizione si verifica spesso anche negli anziani, nelle persone con malattie croniche e in coloro che hanno subito traumi fisici significativi.

Cos’è la sepsi?

La sepsi è anche chiamata sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS). Si verifica quando il corpo produce una reazione esagerata a un’infezione. Sebbene chiunque può contrarre la SIRS, la sepsi nei neonati e nei bambini ha caratteristiche uniche.

Prima di tutto, è solito verificarsi il rilascio di sostanze chimiche nel flusso sanguigno per combattere l’infezione. L’effetto è una infiammazione sistemica, con conseguente danno a tessuti e organi. Ciò può portare a una disfunzione multiorgano.

Questa risposta anomala del sistema immunitario colpisce le funzioni cardiovascolare, neuronale, ormonale, energetica, metabolica e la coagulazione. Nei casi più estremi, porta alla morte.

Neonato in incubatrice.
La sepsi è una condizione molto grave che richiede un intervento immediato per evitare conseguenze letali.

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Tipi e manifestazioni

La sepsi viene classificata in base alla sua gravità, al numero di organi coinvolti e alla risposta del corpo ai farmaci prescritti. Dopo questa analisi, possiamo parlare dei seguenti tipi di sepsi:

  • Semplice: quando la malattia non causa danni agli organi.
  • Grave: quando almeno un organo è compromesso o si verifica un calo significativo della pressione sanguigna. Per correggere la situazione, è necessario un trattamento adeguato.
  • Shock settico: si manifesta con una ipotensione significativa e persistente che deve essere trattata con urgenza e con i farmaci appropriati.

Nel caso della sepsi nei neonati e bambini, questo problema è classificato in due tipi principali:

  • Neonatale: colpisce i neonati poco dopo la nascita e fino ai novanta giorni di vita. Se compare durante i primi giorni, si tratta di sepsi a insorgenza precoce.
  • Nei bambini più grandi: quando si presenta dopo i tre mesi di vita.

Segnali di avvertimento di sepsi nei neonati e bambini

La sepsi nei neonati e nei bambini è una grave condizione, ma può essere trattata. L’importante è recarsi il prima possibile in ospedale o al pronto soccorso. La diagnosi precoce di questa condizione fa la differenza tra la vita e la morte.

È quasi sempre preceduta da un’infezione, che può essere localizzata nel tratto urinario, nella pelle, nelle ossa o nei polmoni. I neonati prematuri o sottopeso hanno maggiori probabilità di contrarre la sepsi. L’età è un altro fattore di rischio. I sintomi principali sono i seguenti:

  • Febbre o temperatura insolitamente bassa.
  • Battito cardiaco accelerato.
  • Respirazione veloce e affannata.
  • Mani e piedi freddi.
  • Stato confusionale generale, vertigini e disorientamento.
  • Dispnea.
  • Nausea e vomito

Bisogna agire con tempestività

Esistono diversi segnali di avvertimento a cui prestare molta attenzione. Tutti suggeriscono un grave quadro di salute che deve essere valutato nel minore tempo possibile dal medico.

Se più o meno tutti i sintomi elencati si manifestano insieme o ripetutamente, risulta necessario intervenire con urgenza. Anche quando il bambino mostra uno stato di debolezza generale o sintomi che gli impediscono di agire con normalità, sono richiesti una diagnosi e un trattamento immediato.

Se il bambino non urina per almeno dodici ore, è un altro campanello d’allarme. Indica che il piccolo è disidratato e che il corpo sta facendo uno sforzo per trattenere i liquidi. Questo è legato a un calo della pressione sanguigna e a una riduzione del flusso ai reni.

Visita pediatrica, sepsi nei neonati e bambini.
L’intervento medico urgente deve essere stabilito in base ai sintomi. Se il medico interviene precocemente, il rischio si riduce.

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Prevenzione della sepsi nei bambini e neonati

Esistono due tipi di prevenzione della sepsi nei neonati e bambini:

  • Primaria: corrisponde all’immunizzazione attraverso l’uso di vaccini.
  • Secondaria: attraverso la profilassi antimicrobica, a lungo termine, con la somministrazione di antibiotici, antivirali e antimicotici, soprattutto ai pazienti con sistema immunitario compromesso.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha diffuso una serie di raccomandazioni per prevenire la sepsi nei neonati e nei bambini in particolare. Va notato che questa malattia colpisce ogni anno 3 milioni di neonati e 1,2 milioni di bambini più grandi. Le misure di prevenzione principali sono le seguenti:

  • Igiene adeguata in casa.
  • Consumo di acqua potabile.
  • Preparazione degli alimenti in ambienti e modalità sicuri.
  • Rispetto del calendario di vaccinazione obbligatorio.
  • Tenere in buone condizioni i servizi igienici.

Per quanto riguarda il personale sanitario, l’OMS consiglia di rispettare i cinque momenti dell’igiene delle mani. È inoltre fondamentale mantenere gli ambienti sanitari e ospedalieri puliti e igienizzati tramite l’uso di attrezzature per il controllo delle infezioni.

Infine, bisogna adottare i necessari protocolli di prevenzione delle infezioni ogni volta che un paziente infetto viene trattato.

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