Stent: com'è fatto e a cosa serve?

Gli stent vengono utilizzati per risolvere patologie delle arterie coronariche. Possono servire anche ad altri scopi, come nel caso degli stent ureterali.
Stent: com'è fatto e a cosa serve?
Leonardo Biolatto

Scritto e verificato da il dottore Leonardo Biolatto.

Ultimo aggiornamento: 27 maggio, 2022

Lo stent è un dispositivo che ha rivoluzionato la cardiologia, migliorando in modo decisivo il trattamento di alcune patologie. È, per esempio, una delle tecniche più usate per risolvere le ostruzioni delle arterie coronarie.

Consiste in un piccolo tubo da inserire all’interno del vaso sanguigno, sia esso una arteria o una vena. È un dispositivo autoespandibile: il suo scopo è dilatare il vaso sanguigno che per qualche motivo risulta ostruito o ristretto. 

Lo scopo è far recuperare al vaso sanguigno il suo diametro normale, in modo che il sangue possa scorrere senza ostacoli. Quando a essere ostruite sono le coronarie, ovvero le arterie che portano il sangue al cuore, inserire lo stent significa garantire al cuore l’afflusso di sangue necessario per battere.

I primi stent risalgono agli anni 70, ma i ricercatori non hai mai smesso di studiare il modo per migliorarne l’efficacia e ridurre le possibili complicazioni. Vediamo come funzionano.

Come funziona lo stent?

Lo stent è un tubicino che viene inserito all’interno di un vaso sanguigno ostruito o ristretto. Una volta posizionato, il dispositivo si espande, dilata l’arteria o la vena consentendo al sangue di fluire normalmente.

Aterosclerosi nelle vene.

Viene collocato tramite una procedura chirurgica chiamata angioplastica mediante cateterizzazione. In altre parole, si inserisce un tubo stretto e allungato, ovvero un catetere, che porta lo stent all’estremità.

Il catetere viene di solito inserito attraverso l’arteria femorale, a livello della coscia; guidandolo attraverso i vasi, si raggiunge l’area dove si intende posizionare lo stent. L’ubicazione più comune sono le arterie coronarie. 

Lo stent, tuttavia, trova impiego in molte altre patologie, oltre alle malattie coronariche. Per esempio, può essere utilizzato per dilatare altri dotti, come gli ureteri. È utile anche in caso di aneurismi o nel restringimento di altre arterie, come quelle renali.

Quanti tipi di stent esistono?

Con gli anni si sono compiuti grandi progressi in questo campo. Il primo stent utilizzato, oggi chiamato stent convenzionale, era di metallo, in genere acciaio inossidabile o cromo.

Lo stent convenzionale è molto efficace, inoltre è più economico. Tra gli svantaggi, vi è la possibilità che il vaso sanguigno si ostruisca di nuovo.

È stato così sostituito dallo stent a rilascio di farmaco che contiene una sostanza in grado di prevenire nuove ostruzioni del vaso. Ha un costo più elevato del precedente, ma riduce il bisogno di assumere farmaci dopo l’intervento.

Infine, troviamo gli stent bioriassorbibili. Funzionano come gli stent a rilascio di farmaco, ma sono ideati per essere riassorbiti. Il corpo, quindi, è in grado di dissolverli.

Stent e arteria con aterosclerosi.

Da ricordare che…

Sebbene lo stent rappresenti un importante passo in avanti in campo cardiologico, è bene ricordare che non è esente da rischi e complicazioni. Viene di solito inserito per risolvere un problema di ostruzione delle arterie coronarie, condizione strettamente collegata all’aterosclerosi.

Quest’ultima è una malattia caratterizzata da depositi di grasso sulla parete interna delle arterie. La ricerca collega questa patologia con alti livelli di colesterolo, ipertensione e vizio del fumo.

È quindi bene sapere che lo stent non cura la malattia; è piuttosto una soluzione finalizzata a ridurre una specifica ostruzione. Quello che è da fare, sarà evitare la formazione di ulteriori restringimenti nei vasi sanguigni.

Dopo l’intervento, di solito è prevista una terapia volta a prevenire la formazione di trombi o coaguli nell’area di posizionamento del dispositivo. In ogni caso, sarà il medico a scegliere, di volta in volta,  il trattamento più efficace.

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Il contenuto di questa pubblicazione è solo a scopo informativo. In nessun caso possono servire a facilitare o sostituire diagnosi, trattamenti o raccomandazioni di un professionista. Se avete dei dubbi, consultate il vostro specialista di fiducia e chiedete la sua approvazione prima di iniziare qualsiasi procedura.