Sucralosio: è un edulcorante sano?

7 Marzo 2021
Il sucralosio è un edulcorante sicuro, ma non bisogna abusarne e non è indicato per dimagrire, perché può modificare il microbiota. Per questa ragione si consiglia di utilizzarlo con cautela.

Come gli altri edulcoranti, il sucralosio è una sostanza spesso oggetto di dibattito per quanto riguarda gli effettivi benefici per la salute. Accade sempre più spesso di trovare prodotti che contengono sucralosio al posto dello zucchero, cosa che ci porta a pensare che sia più sano. Ma è davvero così?

Negli ultimi anni, i dolcificanti artificiali hanno guadagnato grande popolarità. Ciononostante, è importante consumarli con precauzione, perché non sempre gli effetti a lungo termine non sono noti.

Che cos’è il sucralosio?

Il sucralosio (E955) è un dolcificante artificiale non nutritivo, 600 volte più dolce del saccarosio o zucchero bianco. Nel 1999 è stato approvato dalla FDA per l’impiego in alimenti, bevande, prodotti farmaceutici e dietetici e integratori vitaminici.

Venne casualmente scoperto nel 1976 da uno studente di chimica di un’università di Londra, che pensò di testare un composto ottenuto sostituendo tre gruppi idrogeno-ossigeno nella molecola di saccarosio con tre atomi di cloro.

Il vantaggio principale offerto dal sucralosio consiste nel fatto che è sufficiente impiegarne dosi molto basse per ottenere l’effetto dolcificante. Inoltre, il suo apporto calorico è quasi nullo, dal momento che la maggior parte non viene metabolizzata, bensì è espulsa tramite le feci.

Solo una piccola parte viene assorbita dall’intestino, ma viene espulsa con le urine, tranne un 20-30% che viene invece metabolizzato.

Uso di un edulcorante.

Non è cancerogeno

Sono stati pubblicati numerosi studi nei quali si affermava che il sucralosio, se riscaldato ad alte temperature, potrebbe provocare effetti tossici. Per l’esattezza, le ricerche indicavano che se riscaldato a una temperatura superiore ai 120°C, il sucralosio si scompone e interagisce con composti grassi generando sostanze nocive chiamate cloropropanoli, che aumentano il rischio di cancro.

Tuttavia, studi recenti hanno smentito questa informazione, confermando che il sucralosio non possiede effetti cancerogeni e che il suo consumo è sicuro. La FDA ha stabilito come sicura una dose di 500 mg/kg per peso corporeo al giorno.

Potrebbe interessarvi leggere anche: Come coltivare la stevia in casa per sfruttarne le proprietà medicinali

Il sucralosio fa ingrassare?

Come abbiamo detto si tratta di un dolcificante non calorico che viene espulso dal corpo praticamente nella sua totalità. Tuttavia, il suo consumo non è associato al dimagrimento. Per quale motivo?

Uno studio pubblicato su Obesity ha rilevato una relazione tra il consumo di edulcoranti artificiali e un aumento del peso corporeo. Questo fenomeno può essere dovuto a diverse cause:

  • Un edulcorante non sazia. In uno studio che ha coinvolto 12 donne sane, queste ultime sono state sottoposte a risonanze magnetiche mentre assumevano piccole dosi di saccarosio e sucralosio. Mentre il saccarosio stimola le aree ad attività dopaminergica, il sucralosio non esercita questo effetto.

Anche se la mente cosciente non è in grado di distinguere tra uno zucchero naturale e un edulcorante, il nostro cervello attiva i neurotrasmettitori del piacere solamente quando rileva la presenza di zucchero, ignorando l’esistenza del sucralosio.

  • È possibile alterare la risposta neuronale-ormonale generata dal sapore dolce. Quindi, il pancreas secerne una quantità maggiore di insulina, cosa che potrebbe dare origine a degli squilibri fisiologici.
Sucralosio nel caffè.

Vi consigliamo di leggere anche: Quanto possono nuocere gli edulcoranti?

Altera il microbiota intestinale?

Negli ultimi anni, si sta studiando in maniera approfondita l’effetto degli edulcoranti sul microbiota intestinale, perché sembra che siano in grado di modificare i batteri utili, sostituendoli con batteri più pericolosi.

Uno studio pubblicato sul Journal of Toxicology and Enviromental Health riporta i risultati ottenuti in seguito a un esperimento effettuato su cavie: è stata rilevata una relazione tra il consumo di sucralosio e una diminuzione dei bifidobatteri, microrganismi fondamentali nella stabilità batterica intestinale.

Allo stesso modo, si è osservato che il sucralosio aumenta l’intolleranza al glucosio, sintomo tipico delle persone prediabetiche. Bisogna ricordare che questi studi sono stati condotti su cavie, ovvero non sappiamo ancora se negli esseri umani gli edulcoranti esercitino un effetto simile sul microbiota.

Sappiamo, però, che la flora intestinale delle persone obese è diversa da quella di chi presenta un peso sano. A ogni modo, gli ultimi articoli suggeriscono che potrebbe esistere un rapporto tra la diminuzione della biodiversità del microbiota e il consumo regolare di edulcoranti.

Il sucralosio, un edulcorante controverso

Il sucralosio è un edulcorante sicuro, anche se avvolto da numerosi dubbi. Ciononostante, è bene non abusare di quest’ultimo né di nessun altro edulcorante, dal momento che non sono ancora chiari gli effetti che queste sostanze possono provocare a lungo termine sulla nostra salute.

Soprattutto, deve essere chiaro che non rappresentano una valida alternativa per dimagrire. La scelta migliore per dolcificare il cibo è costituita dai dolcificanti naturali, come la frutta o la frutta secca, oppure da spezie come la cannella.

Infine, ricordate che ridurre il consumo di zucchero semplice è fondamentale per migliorare il proprio stato di salute. Questo ingrediente aumenta l’insulino-resistenza e promuove la comparsa di disturbi metabolici.

  • Berry, C., Brusick, D., Cohen, S. M., Hardisty, J. F., Grotz, V. L., & Williams, G. M. (2016). Sucralose Non-Carcinogenicity: A Review of the Scientific and Regulatory Rationale. Nutrition and cancer68(8), 1247–1261. doi:10.1080/01635581.2016.1224366
  • Fowler, S. P., Williams, K., Resendez, R. G., Hunt, K. J., Hazuda, H. P., & Stern, M. P. (2008). Fueling the obesity epidemic? Artificially sweetened beverage use and long‐term weight gain. Obesity16(8), 1894-1900.
  • Abou-Donia, M. B., El-Masry, E. M., Abdel-Rahman, A. A., McLendon, R. E., & Schiffman, S. S. (2008). Splenda alters gut microflora and increases intestinal p-glycoprotein and cytochrome p-450 in male rats. Journal of Toxicology and Environmental Health, Part A71(21), 1415-1429.