Tubercolosi polmonare: causa e sintomi?

Al giorno d'oggi è possibile guarire dalla tubercolosi polmonare, purché venga diagnosticata e trattata in tempo. In caso contrario, può causare gravi complicazioni e perfino condurre alla morte.
Tubercolosi polmonare: causa e sintomi?

Ultimo aggiornamento: 30 novembre, 2020

All’inizio del XX secolo la tubercolosi polmonare rappresentava un problema di salute pubblica molto grave. Si stima, di fatto, che provocasse il decesso di una persona ogni sette morisse. Grazie allo sviluppo di alcuni medicinali, dal 1940 è stato possibile tenere sotto controllo questa patologia.

Nonostante ciò, in diversi periodi si sviluppano nuove epidemie. La tubercolosi polmonare rappresenta ancora una minaccia, in particolar modo a causa della comparsa di una varietà che è stata denominata “multiresistente”, ovvero difficile da trattare.

Che cos’è la tubercolosi polmonare?

La tubercolosi polmonare è una malattia causata dal batterio Micobacteryum tubercolosis. Generalmente questo microrganismo si insedia nei polmoni, ma può colpire anche altri organi, come il cervello e i reni, così come la colonna vertebrale.

È importante sapere che la malattia e l’infezione latente rappresentano due condizioni distinte. La prima è la patologia convenzionale; la seconda è una condizione per la quale il batterio si trova all’interno del corpo ma non scatena la malattia in quanto tale.

Nella maggior parte dei casi il sistema immunitario è in grado di combattere il batterio, dunque ne impedisce la diffusione nell’organismo. Ciò nonostante, il microrganismo continua a essere presente, ma non provoca alcun sintomo.

Il batterio può rimanere inattivo per diversi anni o per tutta la vita. Ma ecco che se il sistema immunitario si debilita, si attiva, si moltiplica e causa l’insorgenza della malattia da tubercolosi polmonare, che può essere letale.

Batteri responsabili della tubercolosi polmonare.
I batteri responsabili della tubercolosi possono rimanere latenti nei polmoni.

Cause della tubercolosi polmonare

Essendo provocata da un batterio, la tubercolosi polmonare è una malattia contagiosa. Ciò significa che una persona infetta può trasmetterla a un’altra. Se l’infezione è latente, tuttavia, non avviene il contagio.

La trasmissione si verifica tramite le goccioline espulse dalla persona infetta con la tosse o gli starnuti. In molti casi si guarisce dalla tubercolosi polmonare senza andare incontro a gravi complicazioni. In altri, invece, l’infezione si riattiva dopo poche settimane dalla guarigione.

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Fattori di rischio

Alcune persone presentano un rischio maggiore di sviluppare la tubercolosi polmonare. Tra queste troviamo i seguenti gruppi:

  • Bambini di età inferiore ai 2 anni.
  • Persone anziane dopo i 60 anni.
  • Sistema immunitario debilitato per una malattia, come l’HIV e il diabete, o in seguito all’assunzione di farmaci o un trattamento chemioterapico.

Il rischio di soffrire di tubercolosi polmonare aumenta se la persona è denutrita, vive in condizioni insalubri o si trova in contatto con persone infette.

Le epidemie sono più frequenti nelle comunità in cui sono presenti più individui malati di HIV, persone senza tetto o ceppi resistenti.

Fattori che non rappresentano un rischio

Una persona che presenta l’infezione allo stato latente non trasmette la malattia ad altri individui. Quest’ultima non viene trasmessa nemmeno per contatto, per esempio dando la mano a qualcuno, o condividendo oggetti personali (spazzolino da denti, posate, etc).

Il contagio non avviene neppure se si condividono cibi o bevande, e neppure attraverso i baci, in seguito all’uso dello stesso bagno né mediante le lenzuola. Non è necessario disinfettare le superfici che sono state toccate da una persona affetta da tubercolosi polmonare.

Sintomi della tubercolosi polmonare

Il sintomo più comune della tubercolosi polmonare è una tosse intensa che può durare tre settimane o più. La tosse è generalmente accompagnata da tracce di sangue nell’espettorato. La persona malata prova un forte malessere e presenta i seguenti sintomi:

  • Dolore al petto.
  • Debolezza o affaticamento con inappetenza e conseguente dimagrimento.
  • Febbre e brividi con sudorazioni notturne.
  • Respiro sibilante e difficoltà respiratorie.

Nelle fasi avanzate della malattie è possibile soffrire anche della cosiddette dita ippocratiche, per cui si ha un ingrossamento dell’ultima falange con alterazioni dell’unghia (a vetrina di orologio).

Accade spesso che i linfonodi del collo e di altre parti del corpo presentino sensibilità o infiammazione. Allo stesso modo, è possibile che vi sia un versamento pleurico, ovvero liquido intorno al polmone. In alcuni casi compaiono complicazioni quali infiammazione epatica, lacrime e urine di colore marrone o arancione, eruzioni cutanee o alterazioni della vista.

Medico osserva una radiografia toracica.
È possibile diagnosticare la tubercolosi latente in seguito a un esame richiesto a seguito di un’altra patologia.

La diagnosi precoce migliora la prognosi

L’infezione latente è asintomatica, dunque viene rilevata in seguito a un esame cutaneo o analisi del sangue prescritti per un’altra ragione. Anche in assenza di manifestazioni, è opportuno iniziare un trattamento per frenare il decorso della malattia.

Quando la tubercolosi polmonare viene diagnosticata e trattata in tempo, la prognosi è eccellente. Di solito, i sintomi scompaiono in sole due o tre settimane. In caso contrario, può essere letale.

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