Tumore endometriale: aspetti da tenere in considerazione

20 luglio 2016
Il tumore endometriale compare più frequentemente dopo la menopausa, anche se in alcuni casi può colpire donne al di sotto dei quarant'anni. Se nella nostra famiglia ci sono stati già dei casi di tumori ginecologici, è conveniente sottoporsi a controlli periodici

Secondo le statistiche, il tumore endometriale colpisce, in media, una donna su cento ed è il tumore che con più frequenza compare dopo la menopausa.

Si tratta di un tumore ginecologico piuttosto comune, pur non presentando il maggior tasso di mortalità.

Come sempre nei casi di tumori, una diagnosi precoce, quando il cancro è ancora in fase iniziale, aumenta le possibilità di cura e, di conseguenza, la speranza di vita del paziente.

Anche se ancora oggi le cause che provocano il tumore endometriale non sono del tutto chiare, si pensa che i costanti cambiamenti che soffrono i nostri estrogeni possano favorire la crescita anormale di cellule tumorali sull’endometrio, ovvero il rivestimento dell’utero.

In questo articolo vi diamo tutte le informazioni al riguardo.

Tumore endometriale: tutto quello che c’è da sapere

Per capire meglio come su forma e si sviluppa questo tumore, dobbiamo, prima di tutto, parlare dell’utero e della sua morfologia.

Scoprite i 7 segnali d’allarme del cancro al collo dell’utero

1. L’utero e i cambiamenti che subisce durante il ciclo mestruale

  • L’utero, quella porzione dell’apparato genitale femminile in cui si sviluppa il feto durante la gravidanza, è formato da due parti: la cervice uterina, o collo dell’utero, (la parte inferiore che si estende fino alla vagina) e il corpo uterino (la parte superiore).
  • A sua volta, il corpo uterino è formato da due strati: quello interno consta di un rivestimento, chiamato endometrio, mentre quello esterno si chiama miometrio.
  • Durante il ciclo mestruale, gli ormoni provocano leggeri cambiamenti nell’endometrio.
  • Durante l’ovulazione, ad esempio, viene liberata una quantità di estrogeni che porta l’endometrio ad ispessirsi leggermente, con lo scopo di alimentare un ipotetico embrione in caso di gravidanza.
  • Quando termina l’ovulazione, la materia che costituisce tale ispessimento dell’endometrio si stacca e genera la mestruazione.
  • Questo processo si ripete durante tutto l’arco della vita fertile di una donna, fino all’arrivo della menopausa.

È proprio tra i cinquanta e i sessant’anni che, a menopausa già inoltrata, si possono iniziare a formare carcinomi e sarcomi. Questo vuol dire che in questo periodo è maggiore il rischio che si verifichi una crescita anomala di cellule tumorali sul rivestimento interno dell’utero.

tumore endometriale

2. Obesità e pressione alta: due fattori molto importanti

Come dicevamo all’inizio dell’articolo, non è ancora possibile determinare con certezza quali siano le cause che producono questo genere di alterazione del tessuto endometriale, responsabile della formazione delle cellule maligne invasive all’interno dell’utero.

Nonostante ciò, comunque, gli esperti indicano come possibili fattori a rischio l’obesità e la pressione alta.

  • Il tessuto grasso che si accumula nel corpo a causa dell’obesità aumenta le probabilità di soffrire un aumento del colesterolo, il quale, a sua volta, favorisce un tipo di metabolismo che genera picchi elevati di estrogeni.
  • Tutto ciò influisce sul tessuto connettivo delle ghiandole mammarie, sull’endometrio e sulla vagina, causando alterazioni che aumentano il rischio di sviluppare un tumore.

Va detto, comunque, che non esiste una relazione diretta e assoluta tra l’obesità e il tumore: esiste una probabilità piuttosto alta, che possiamo evitare mantenendo sotto controllo il peso con una corretta alimentazione quotidiana.

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3. Il tamossifene (farmaco impiegato contro il tumore al seno) potrebbe aumentare il rischio di  tumore endometriale

Le donne che hanno avuto un tumore al seno e che al momento attuale assumono questo farmaco devono sapere che il tamossifene aumenta il rischio di tumore endometriale.

Tale farmaco, infatti, produce una alterazione a livello ormonale che, a sua volta, può causare dei cambiamenti strutturali all’utero.

Nonostante questo rischio, i medici avvertono che è sufficiente sottoporsi con regolarità ad un esame pelvico e mantenere informato il proprio medico riguardo la comparsa di qualsiasi sintomo, come ad esempio una perdita vaginale di sangue fuori dal periodo mestruale.

4. Sintomi che dobbiamo saper riconoscere

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  • Perdite vaginali di sangue fuori dal periodo mestruale o quando non dovrebbero manifestarsi, ovvero dopo l’arrivo della menopausa.
  • Dolore addominale intenso.
  • Pressione e fitte nella zona pelvica o nella parte inferiore della schiena.
  • Dolore intenso durante i rapporti sessuali.
  • Dolore durante la minzione.

5. La prevenzione e i controlli periodici

C’è un aspetto fondamentale che va tenuto in considerazione: dato che il tumore endometriale si sviluppa all’interno dell’utero, in certi casi può dare un risultato negativo nel Pap test, soprattutto se è ancora in fase iniziale.

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Per questo motivo, è sempre consigliabile realizzare una biopsia del tessuto endometriale, raccogliendone un piccolo campione per procedere, così, ad un esame più accurato al microscopio.

Per un controllo più esaustivo, è anche possibile effettuare una ecografia transvaginale.

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Se nella nostra famiglia ci sono stati casi di tumori ginecologici, è opportuno parlarne con il nostro medico di famiglia al fine di stabilire controlli frequenti e seguire misure di prevenzione che ci possano aiutare a mantenere sotto controllo la nostra salute.

Infine, vale la pena ricordare che, anche se il tumore endometriale ha un indice di sopravvivenza piuttosto elevato, il segreto di una buona guarigione resta la diagnosi precoce.

Ricordate, dunque, di mantenere uno stile di vita sano e di sottoporvi a controlli medici periodici e regolari: è in gioco la vostra vita.

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