Vaccino antinfluenzale: domande e risposte

20 Marzo 2021
Il vaccino antinfluenzale si è dimostrato efficace in tutte la fasce di età della popolazione, con tassi che variano dal 30% al 74% di successo a seconda della stagione e della corrispondenza tra i virus.

Lo sviluppo del vaccino antinfluenzale ha rappresentato una svolta nel campo della medicina. Ha salvato migliaia di vite, perché ci protegge dall’influenza stagionale, una delle malattie più comuni oggi.

L’influenza è la condizione prevenibile più comune nei paesi sviluppati. È una malattia infettiva acuta che colpisce le vie respiratorie di neonati, adulti o anziani.

La somministrazione del vaccino è la misura più efficace per prevenire l’influenza e le sue complicazioni. Da quando è stato introdotto, nei primi Anni ’80, il vaccino antinfluenzale si è dimostrato efficace in tutte le fasce di età. Le percentuali variano tra il 30% e il 74% di successo a seconda della stagione e della corrispondenza tra i virus.

Inoltre, si stima che la vaccinazione antinfluenzale riduca dell’80% il numero di ricoveri per polmonite nelle persone oltre i 65 anni e di circa il 22% la mortalità negli adulti malati cronici oltre i 75 anni di età.

Sebbene sia un vaccino molto comune nella popolazione generale, ci sono ancora una serie di domande che richiedono una risposta. Nelle righe che seguono chiariamo alcuni dei dubbi più comuni per capire meglio la sua efficacia e il suo funzionamento.

Perché il vaccino antinfluenzale viene somministrato ogni anno?

Una delle caratteristiche principali del virus che causa l’influenza è che può cambiare la sua struttura molto in fretta. Questo cambiamento è noto come mutazione. Per questo motivo, il vaccino antinfluenzale deve essere rielaborato ogni anno per proteggere la popolazione.

I virus dell’influenza sono chiamati A, B e C. Il primo è solitamente responsabile delle grandi epidemie influenzali ed è in continua mutazione. Il tipo B di solito scatena piccole epidemie, mentre il tipo C in genere scatena malattie lievi.

Virus dell'influenza.
Il motivo per cui il vaccino antinfluenzale viene costantemente riformulato è che il virus dell’influenza muta in fretta la sua struttura.

Chi dovrebbe fare il vaccino antinfluenzale?

Il vaccino antinfluenzale dovrebbe essere somministrato ogni anno ai gruppi considerati a rischio. Allo stesso modo, è necessario somministrarlo anche ai gruppi che si prendono cura o vivono con queste persone e che hanno maggiori probabilità di essere contagiate. I gruppi a rischio sono:

  • Persone con oltre 65 anni di età.
  • Adulti o bambini con problemi polmonari o cardiaci.
  • Residenti di case di cura e di qualsiasi struttura in cui soggiornino persone con malattie croniche.
  • Persone trattate durante l’anno per fibrosi cistica, problemi renali, anemia, asma grave o malattie metaboliche croniche.
  • Persone immunodepresse, come i pazienti trattati con chemioterapia o AIDS.
  • Bambini e adolescenti trattati con aspirina per un lungo periodo di tempo.

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Il vaccino antinfluenzale ha effetti collaterali?

Il vaccino antinfluenzale è una formulazione molto sicura, quindi nella maggior parte dei casi non presenta effetti collaterali. Tuttavia, come tutti i farmaci sul mercato, non è esente dal produrre alcune reazioni avverse.

Le reazioni avverse ai farmaci sono tutti quei sintomi che si verificano in modo indesiderato e non voluto a seguito del trattamento. In tal senso, il vaccino antinfluenzale può causare, anche se molto raramente, una leggera febbre per alcuni giorni o dolore nel punto dove è stato inoculato.

Ragazza si sottopone al vaccino antinfluenzale.
Nella maggior parte dei casi, il vaccino antinfluenzale è sicuro e non causa effetti collaterali. Tuttavia, in rari casi può causare febbre e fastidio nell’area in cui è stato iniettato.

In quali situazioni non dovrebbe essere somministrato il vaccino?

Così come ci sono alcuni gruppi che dovrebbero essere vaccinati, ce ne sono altri per cui questo vaccino è controindicato. Altre persone, inoltre, dovrebbero consultare il medico sull’eventualità di ricevere o meno il vaccino.

In questi casi bisogna valutare il rapporto tra rischi e benefici. Nello specifico ci riferiamo ai seguenti gruppi:

  • Le persone allergiche alle uova, poiché il vaccino può contenere proteine dell’uovo.
  • Pazienti che soffrono di febbre o malattie gravi.
  • Donne in gravidanza o con una possibile gestazione.

Non dovrebbe ricevere questo vaccino chi ha presentato una reazione moderata o grave dopo la somministrazione di una dose e chi ha sofferto di paralisi a causa della sindrome di Guillain-Barré, come indicato dagli studi.

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Conclusione

Il vaccino antinfluenzale è una misura valida per proteggere la salute della popolazione generale. In ogni caso, consultate il medico per capire se è consigliabile farlo ogni anno o se siete fra i gruppi per cui è controindicato.

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