Vaccino per la meningite: cosa sapere

2 Giugno 2020
Il 24 aprile si celebra la Giornata mondiale contro la meningite; un modo per concentrare l'attenzione su una malattia ancora letale. La buona notizia è che esiste un vaccino per prevenire i casi di origine batterica. Ne parliamo in questo articolo.

La Giornata mondiale contro la meningite si celebra il 24 aprile di ogni anno. Negli ultimi tempi, oltre a sensibilizzare la popolazione sulla malattia, si è posto l’accento sull’importanza di sottoporsi al vaccino per la meningite.

La meningite è una malattia per la quale sono stati sviluppati dei vaccini che ne prevengono le forme batteriche. Tuttavia, la diffusione dell’immunizzazione non raggiunge le soglie raccomandate dalle associazioni mediche, motivo per cui sarebbe auspicabile aumentare il numero di soggetti vaccinati.

È bene sapere che si tratta di una patologia letale. La meningite si sviluppa nelle meningi dell’encefalo e può evolvere in sepsi, di conseguenza portare alla morte. Il tasso di mortalità di questa malattia è del 10% circa, il che si traduce nella morte di 10 soggetti ogni 100 infetti.

Le conseguenze della malattia sono altrettanto gravi. Circa il 30% dei bambini affetti da meningite manifesta ritardi dello sviluppo e convulsioni. Tra i postumi, si riscontra anche la perdita di sensi come la vista e l’udito.

Vaccino per la meningite

I vaccini contro la meningite sono stati sviluppati contro l’Haemophilus influenzae di tipo B, i meningococchi e lo pneumococco. Tali organismi sono la causa principale di questa malattia nella sua forma batterica. Alcuni paesi includono dette vaccinazioni nel calendario vaccinale, mentre altri solo alcuni.

Queste informazioni sono importanti, in quanto, secondo la Società italiana di pediatria, sono ancora poche le persone a conoscenza dell’esistenza di un vaccino per la meningite. E, più in generale, la disinformazione rappresenta un ostacolo alla diffusione delle vaccinazioni.

Cos’è la meningite?

Questa malattia consiste principalmente nell’infiammazione delle meningi. Queste ultime, sono strati di tessuto che rivestono l’encefalo, separandolo dalle ossa del cranio e dal midollo spinale e separando quest’ultimo dalle vertebre.

Quando le meningi si infiammano, premono su altre strutture ed è per questo motivo che si manifestano i sintomi. La triade classica della meningite è costituita da febbre, mal di testa e irrigidimento del collo. In caso di sospetta meningite, di fatto, uno degli esami clinici consiste nel provare a mobilizzare il collo del paziente.

Nei bambini sotto i 2 anni di età la diagnosi risulta piuttosto complicata. Spesso, uno stato febbrile accompagnato da pianto incontrollabile e rigidità nella parte posteriore del collo possono indurre a sospettare la malattia; come accennato, tuttavia, può trascorrere diverso tempo prima di diagnosticarla.

Dolore al collo

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Cause della meningite

Quando si parla di cause infettive della meningite, bisogna innanzitutto partire da una suddivisione in tre gruppi principali: batteri, funghi e virus. Sono queste le cause sulle quali si concentra l’attenzione.

L’azione preventiva della meningite di origine batterica è data dai vaccini. I batteri maggiormente coinvolti in buona parte dei casi sono tre:

  • Meningococco: il nome ufficiale del batterio è Neisseria meningitidis. La sua popolazione bersaglio è, in particolare, quella degli adolescenti. In genere fa notizia quando si verificano epidemie in comunità chiuse o laddove si faciliti il contatto, come scuole e case di riposo.
  • Pneumococco: lo Streptococcus pneumoniae è il batterio che, ultimamente, sta provocando più casi di meningite batterica nei bambini. È un microrganismo non soltanto correlato alla meningite, ma anche alla polmonite e ad altre patologie respiratorie.
  • Haemophilus influenzae: quest’ultimo patogeno ha smesso di essere la causa più frequente di meningite tra i bambini di età inferiore ai 2 anni da quando si è diffuso il vaccino per la meningite. È il classico esempio dell’efficacia delle campagne di vaccinazione.
Vaccino per la meningite
La meningite è un buon esempio di malattia prevenibile con un vaccino.

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Vaccino per la meningite: perché è importante vaccinare

Nonostante glia anni, la vaccinazione è ancora il metodo più efficace per fermare le malattie infettive. La meningite, in questo caso, ne è un’altra testimonianza.

Gli esperti ribadiscono la necessità di sviluppare programmi di vaccinazione che tengano conto di tutte le alternative. Alle vaccinazioni contro l’Haemophilus e lo pneumococco, andrebbe aggiunta anche quella contro il meningococco, che è costituita da due:

  • La versione coniugata per varietà ACWY.
  • Quella per il sierogruppo B.

Risulta fondamentale che la popolazione venga informata dell’esistenza di questi vaccini e che immunizzi i propri figli. Larghe fette di popolazione non vaccinata rappresentano un terreno fertile per la meningite batterica e per la sua diffusione a livello globale. I soggetti non immunizzati favoriscono la mutazione dei microrganismi in forme più resistenti ai vaccini.

Giornata mondiale contro la meningite e contro la disinformazione

Le campagne lanciate soprattutto in occasione della Giornata mondiale contro la meningite tentano di informare riguardo ai benefici dei vaccini.

Si tratta di una malattia altamente prevenibile, ma deve poter contare sulle azioni preventive da parte della comunità medica, dall’impegno della politica nell’avviare campagne di vaccinazione indispensabili e sulla stessa società.

  • LaForce, F. Marc, et al. “Lessons from the meningitis vaccine project.” Viral immunology 31.2 (2018): 109-113.
  • McGill, Fiona, et al. “Acute bacterial meningitis in adults.” The Lancet 388.10063 (2016): 3036-3047.
  • Basta, Nicole E., and Hannah Christensen. “4CMenB vaccine effectiveness: reasons for optimism.” The Lancet 388.10061 (2016): 2719-2721.