Sintomi della candida intestinale e come trattarli

9 Maggio 2019

Avvertite un certo gonfiore dopo solo un’ora dal termine dei pasti e a volte non riuscite nemmeno ad abbottonare i pantaloni? Molte persone si lamentano di svegliarsi con la pancia piatta e terminare la giornata gonfi; si tratta di uno dei sintomi della candida intestinale.

Il gonfiore addominale, anche se non eccessivo, è quasi sempre di natura infiammatoria. Se a esso si sommano sintomi come flatulenza e tensione addominale, l’intestino non riesce a digerire certi alimenti o è presente un’infezione, come la candida. Vediamo in questo articolo i vari sintomi della candida intestinale.

Cos’è la candidosi intestinale?

La candida intestinale è un’infezione che si produce quando i batteri del nostro intestino crescono a dismisura. Perché succede?

Questa infezione intestinale è comune tra le persone che mangiano molti carboidrati, soprattutto raffinati, alcool, alimenti processati ecc. Un’alimentazione simile nutre anche i batteri che, rompendo le fonti degli acidi grassi a catena corta, provocano gas intestinali e gonfiore.

Altri batteri possono scomporre i sali biliari prima che il corpo possa utilizzarli, di conseguenza il nostro organismo assorbe male i grassi e si verificano disturbi come la diarrea.

Un terzo tipo di batteri, infine, può produrre tossine che danneggiano la mucosa gastrica, impedendo al corpo di assorbire i nutrienti di cui ha bisogno.

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Quali sono i sintomi della candida intestinale?

Pancia

I sintomi della candida intestinale possono essere facilmente confusi con quelli di altri disturbi. Dovreste rivolgervi al medico se presentante con frequenza alcuni dei seguenti sintomi:

  • Flatulenza
  • Tensione addominale
  • Cattivo assorbimento dei grassi
  • Intolleranza ad alimenti come i latticini, il glutine, la caffeina, il fruttosio, ecc
  • Dolori o coliche addominali
  • Problemi digestivi come la stitichezza
  • Sindrome dell’intestino irritabile o malattie infiammatorie intestinali
  • Problemi cronici come la fatica, il diabete, la fibromialgia, malattie immunitarie, disturbi neuromuscolari, ecc.
  • Carenza di vitamine e minerali, sopratutto di vitamina B12
  • Diarrea.

Quali sono le conseguenze della proliferazione dei batteri?

Una crescita smoderata dei batteri intestinali si verifica quando qualcosa interferisce nel processo digestivo, incaricato di trasportare i batteri e il cibo fino al colon.

Quando i nervi o i muscoli dell’intestino subiscono dei danni, questo provoca la proliferazione dei batteri nell’intestino tenue, il che aumenta le possibilità di soffrire di candida intestinale. Per esempio, alcune malattie, come il diabete mellito, possono attaccare i muscoli intestinali, portando alla comparsa della candida intestinale.

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Batteri intestinali

Il morbo di Crohn o cicatrici profonde sono altre possibili cause di un’anomala crescita dei batteri nell’intestino. Può influire anche l’eccessivo consumo di medicinali che alterano la flora batterica intestinale, come gli antibiotici, gli steroidi, ecc. Tuttavia, la principale causa di questo problema è il consumo di prodotti raffinati, alcool, carboidrati, zuccheri ecc.

Come capire se si soffre di candida intestinale?

È possibile realizzare il test a casa con la prova dell’alito; bisogna rimanere a digiuno per 12 ore, poi respirare in un palloncino, ingerire una quantità esatta di zuccheri e ripetere il test ogni 15 minuti per 3 ore.

Si tratta di un test complesso perché richiede di stare a digiuno per molte ore, ma è utile per capire se si soffre di candida intestinale e anche per verificare se sono presenti altri disturbi come celiachia o malassorbimento.

Nelle cliniche e negli ospedali è possibile diagnosticare il problema attraverso l’esame delle urine o delle feci. Ovviamente prima bisognerà contattare uno specialista a cui esporre tutti i sintomi.

Come trattare i sintomi della candida intestinale?

Una delle prime raccomandazioni per trattare la candida intestinale è ridurre i carboidrati ed evitare il consumo di alimenti raffinati come gli zuccheri e le farine. Bisognerà evitare anche il consumo di alcool e rivolgersi a un medico per ricevere un trattamento farmacologico specifico.

Nella maggior parte dei casi si procede con la somministrazione di antibiotici. Ricordate che bisogna assolutamente evitare l’automedicazione!