A forza di mandar giù rospi ci si soffoca

· 21 luglio 2015

“A forza di mandar giù rospi ci si soffoca”. Forse vi sarà capitato di sentire questo modo di dire che racchiude una verità universale.

Quante cose si mettono a tacere ogni giorno? Quanti sentimenti e pensieri tenete per voi stessi, nel tentativo di non offendere o ferire chi vi sta davanti? Attenzione, perché alla fine fate del male a voi stessi. Vi spieghiamo perché.

1. Chi tace acconsente, ma… tutto ha un limite

Il silenzio è d’oro, su questo non c’è dubbio: piuttosto che dire parole inutili, fare commenti fuori luogo o poco adeguati, spesso riuscire a tenere la bocca chiusa è segno di intelligenza.

Tuttavia, bisogna imparare a mantenere il giusto equilibrio tra osservare il silenzio e proteggere le nostre necessità.

  • Avere l’abitudine a non esprimere i propri sentimenti o pensieri impedisce al nostro interlocutore di sapere che ci sta ferendo o che sta oltrepassando i limiti. Nessuno riesce a leggere nel pensiero e se non diciamo ad alta voce che ci stanno offendendo o che non siamo d’accordo, gli altri non lo sapranno mai.
  • Esiste la saggezza del silenzio e le parole sagge. Capire quando tacere e quando parlare è, forse, una delle abilità più utili che si possano sviluppare. Non si tratta assolutamente di stare sempre zitti o di dire quello che ci viene in mente, gli estremi non vanno mai bene. Adottate una via di mezzo e ricordate che nascondere sempre i propri sentimenti reca danno a noi stessi. In questo modo si permette agli altri di invadere il nostro spazio personale, di parlare per noi quando stiamo in silenzio. A lungo andare, si diventa una marionetta manovrata da fili invisibili.

2. Le parole non dette si trasformano in malattie psicosomatiche

dolori-articolari

È risaputo che il corpo e la mente sono profondamente collegati, a tal punto che quasi il 40% della popolazione mondiale soffre o ha sofferto di qualche tipo di malattia psicosomatica.

Il nervosismo, ad esempio, altera la digestione, provoca diarrea o il classico mal di testa. Molti casi di herpes labiale sono causati da elevati livelli di stress. Non dimenticate che mettere continuamente a tacere sentimenti e pensieri genera nel nostro corpo un alto grado di ansia.

Pensate, ad esempio, a tutte quelle parole che non volete dire ai vostri genitori o ai vostri amici, per non ferirli. Probabilmente i vostri cari agiscono pensando di aiutarvi, quando, in realtà, vi fanno stare male. Perché non prendere il coraggio a due mani e dire loro la verità? Per non parlare poi della relazione di coppia, quante volte si opta per il silenzio?

Tutto questo si traduce, prima o poi, in malattie psicosomatiche: emicrania, pressione alta, stanchezza cronica.

3.   Date voce ai vostri pensieri: è la chiave dello sfogo emotivo

dialogo

Non abbiate paura di ascoltare la vostra voce e tanto meno che l’ascoltino gli altri. È vitale come respirare, come mangiare, dormire. La comunicazione emotiva è necessaria allo sviluppo di relazioni sane con gli altri e con se stessi.

Ecco alcuni consigli su come metterla in atto:

  • Pensate al fatto che tutto ha un limite. Se non esprimiamo ad alta voce i nostri pensieri e sentimenti, non ci comportiamo con dignità, finiremo per perdere autostima e il controllo della nostra vita.
  • Dire ciò che pensate non danneggia nessuno. Difende voi stessi e fa conoscere agli altri la realtà.
  • Non torturatevi al pensiero di come reagiranno gli altri, non abbiate timore. Se vi preoccupano molto le conseguenze di una vostra decisione, preparatevi a far fronte alle possibili reazioni. Un esempio: siete stanchi di invitare a casa i vostri genitori tutti i fine settimana perché questa routine rovina il vostro rapporto di coppia. Avete preso la decisione di invitarli con meno frequenza. Come reagiranno? Se siete certi che reagiranno male, preparatevi a spiegar loro perché non c’è motivo di offendersi o arrabbiarsi.
  • Ricordate che comunicare i nostri pensieri e sentimenti è il miglior modo per liberare le nostre emozioni. Attuatelo con saggezza e prendetevi cura di voi stessi.
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