Agranulocitosi: sintomi e trattamenti

29 Luglio 2019
L'agranulocitosi è una condizione patologica del sangue che può causare infezioni, febbre, brividi e altri sintomi non specifici.

L’agranulocitosi è una malattia del sangue che provoca una forte riduzione dei granulociti. I granulociti sono cellule presenti nel sangue, il cui compito principale è quello di difendere l’organismo dalle infezioni.

Esistono tre tipi di granulociti: neutrofili, eosinofili e basofili. L’agranulocitosi, nota anche come neutropenia o granulocitopenia, si verifica quando il numero di neutrofili è inferiore a 1.000 – 1.500 cellule per millimetro cubo di sangue.

È una patologia rara, ma potenzialmente grave. In questo articolo vi spieghiamo di cosa si tratta, quali sono i sintomi e i trattamenti consigliati.

Cause dell’agranulocitosi

Come abbiamo accennato, l’agranulocitosi consiste nella diminuzione del numero di neutrofili nel sangue. Ciò si verifica principalmente per due cause:

  • Granulopoiesi inefficace. Si riferisce a un errore nel processo di produzione dei neutrofili, che ha luogo nel midollo. Qualsiasi alterazione spinale può produrre tale condizione. Ad esempio, può verificarsi nei casi di anemia aplastica o leucemia.
  • Consumo o distruzione dei neutrofili. Quando ciò avviene più velocemente di quanto il midollo possa generare nuovi neutrofili, si verifica l’agranulocitosi.

I neutrofili sono le cellule responsabili della lotta alle infezioni batteriche. In questi casi, pertanto, potrebbe verificarsi un dispendio eccessivo di tali cellule. D’altro canto, la distruzione precoce può essere causata da farmaci, come il metamizolo, dall’esposizione alle radiazioni o da processi autoimmuni.

L’eziologia dell’agranulocitosi può essere:

  • Genetica, quando l’anomalia nella produzione delle cellule è dovuta a un problema nei geni.
  • Congenita.
  • Acquisita. In questo caso rientrano la agranulocitosi da farmaci o da neoplasie.
Donna con leucemia

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Classificazione della agranulocitosi

La gravità dell’agranulocitosi è classificata in base al numero di neutrofili nel sangue. In tal senso, può essere:

  • Lieve: se inferiori a 1.000 – 1.500 cellule/millimetro cubo di sangue.
  • Moderata: meno di  500 – 1.000 cellule / millimetro cubo di sangue.
  • Grave: numero di neutrofili inferiore a 500 cellule / millimetro cubo di sangue.

Sintomi

Questa patologia non ha sintomi specifici e può anche essere asintomatica. Ad ogni modo, alcuni dei più ricorrenti possono essere:

  • Febbre sopra i 38 ° C. In genere accompagnata da brividi e sudore.
  • Tosse e respiro corto.
  • Debolezza e affaticamento.
  • Afte e ulcere vascolari.
  • Fastidio nella minzione.
  • Vomito e diarrea.

Nelle donne, può anche dar luogo ad alterazioni delle secrezioni vaginali. Ma l’indizio più importante è la frequenza con la quale il soggetto contrae delle infezioni, spesso insolite.

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Diagnosi

I medici iniziano a sospettare della presenza di questa patologia quando, come abbiamo detto, il soggetto soffre di frequenti infezioni. Per prima cosa, viene effettuato un esame del sangue per la conta dei granulociti. In secondo luogo, può essere richiesto un esame del midollo osseo tramite biopsia o aspirazione.

Altri esami utili alla diagnosi sono:

  • Analisi delle urine o di altri fluidi. In caso di febbre, si utilizzano per riscontrare gli agenti infettivi.
  • Test genetici
  • Test per la ricerca degli anticorpi. Utilizzati per escludere cause autoimmuni.
Esami del sangue

Trattamento dell’agranulocitosi

Il trattamento dipende dalla causa e dalla gravità del caso. In tal senso, se la causa è farmacologica, è necessario interrompere l’assunzione del farmaco che la produce. Ove non fosse possibile, sarà opportuno cambiare farmaco. Inoltre, sarà necessario sottoporsi a degli esami del sangue periodici, di controllo.

In caso di infezione, il paziente dovrà assumere degli antibiotici. La strategia più comune è quella di assumere antibiotici ad ampio spettro. Nei casi in cui l’agranulocitosi sia dovuta a un disturbo autoimmune, i corticosteroidi offrono buoni risultati.

Attualmente, sono anche disponibili trattamenti più specifici, come:

  • Trasfusione di leucociti.
  • Fattore di crescita granulocitario (G-CSF). È un metodo che stimola il midollo osseo a produrre più granulociti. È particolarmente efficace nelle persone la cui agranulocitosi è dovuta alla chemioterapia.
  • Trapianto di midollo osseo. È riservato ai casi in cui nessuna delle altre misure ha funzionato. Un midollo osseo sano può produrre granulociti sani. Tuttavia, è molto difficile trovare donatori compatibili.

In conclusione

L’agranulocitosi è una patologia del sangue piuttosto complessa. Chi soffre spesso di infezioni dovrebbe necessariamente rivolgersi a un medico. Anche in caso di debolezza, febbre o altri sintomi tra quelli citati. Il medico effettuerà gli esami del caso e prescriverà il trattamento più adeguato.

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