Autopsia neuropatologica: di cosa si tratta?

14 Luglio 2020
L'autopsia neuropatologica comprende due fasi principali. La prima consiste nell'apertura della scatola cranica e la seconda nell'apertura del rachide. Nella prima fase, viene estratto l'encefalo e nella seconda viene prelevato ed esaminato il midollo spinale.

L’autopsia neuropatologica è una procedura che si esegue per individuare eventuali lesioni del sistema nervoso potenzialmente letali. Tali lesioni possono essere tipo primario e secondario.

Le lesioni primarie si riferiscono al danno diretto che conduce alla morte, mentre le lesioni secondarie derivano da altre patologie che colpiscono l’organismo.

Nel corso dell’autopsia neuropatologica si procede all’estrazione e al campionamento del sistema nervoso. Tale procedura è regolamentata e varia in termini di quantità e localizzazione, in funzione del fatto che le lesioni siano primarie o secondarie.

Questa tecnica macroscopica consiste in due fasi principali: apertura della scatola cranica e apertura del rachide. Nel primo caso, si estrae ed esamina l’encefalo. Nel secondo caso, avviene lo stesso con il midollo spinale, le radici e i gangli posteriori.

Fasi dell’autopsia neuropatologica

Estrazione dell’encefalo

Struttura del cervello
L’estrazione e il successivo esame vanno eseguite il prima possibile, di norma entro le 24 ore dal decesso.

L’estrazione dell’encefalo si esegue in genere entro 24 ore dalla morte. Di norma, questa procedura viene effettuata da un patologo, un tecnico e un assistente. Le fasi della rimozione dell’encefalo sono le seguenti:

  • Si mette il corpo sul tavolo autoptico in posizione supina. Il collo e l’occipitale vanno su un poggiatesta, in modo tale da sollevare il cranio e facilitare le manovre.
  • Si praticata un’incisione con il bisturi, da un padiglione auricolare all’altro. La profondità deve raggiungere il periostio, ovvero in prossimità dell’osso.
  • Successivamente, si separano i piani periostale-cutanei, portandoli in avanti e indietro. In questo modo, il cranio risulta esposto.
  • Si esegue un taglio con la sega circolare, a partire dalla parte anteriore del cranio e a giro fino a giungere al punto di partenza. Il taglio non deve oltrepassare la dura madre.
  • Apertura del seno longitudinale superiore. Si apre da davanti verso dietro. Si prende una piccola parte della dura madre e si continua a tagliare lateralmente. Il cervello deve risultare esposto.
  • Si continua separando l’area dei poli anteriori. La tecnica migliore consiste nell’utilizzare il dito indice e il medio praticando leggeri strappi. Successivamente, si taglia il chiasma ottico e le restanti parti dei nervi cranici. Il cervello deve risultare liberato.
  • Con il bisturi, si incidono i due lati del tentorio o tentorium cerebelli.
  • Si tirano delicatamente Il cervello, il cervelletto e il tronco. Poi si incide il bulbo con il bisturi attraverso il foro occipitale. Il taglio deve essere basso, in modo tale da ottenere un campione completo del tronco encefalico. Il cervello deve quindi risultare completamente liberato.
  • Con lo scalpello, si rompono le apofisi clinoidee posteriori. Quindi, si allarga la sella turcica con le mani e si estrae l’ipofisi con pinze e bisturi.

Può interessarvi anche: La neuroplasticità: recuperare le funzioni del cervello

Manipolazione dell’encefalo durante l’autopsia neuropatologica

Autopsia neuropatologica: sezione trasversale del cervello
Dopo l’estrazione, il campione va lavato e conservato correttamente sotto formaldeide al 10%.

Una volta estratto, l’encefalo viene pesato su una bilancia. Poi si lascia sospeso con un filo che va dal tronco basilare al tronco cerebrale. Il cervello viene poi immerso in una soluzione di formaldeide al 10%.

Il contenitore va chiuso ermeticamente ed etichettato. Di norma viene conservato per 15 giorni, tranne nei casi di sospetta malattia prionica. In tal caso, viene conservato per almeno un mese.

Trascorso tale tempo, si esegue lo studio macroscopico esterno. Prima di tutto, bisogna lavare il cervello in acqua per le successive 24 ore. Quindi si eseguono la palpazione e l’ispezione. Si effettuano i tagli coronali e si prelevano dei campioni per un successivo esame microscopico.

Leggete anche: La neurogenesi: nascita di nuovi neuroni

Apertura ed esame del rachide

La seconda fase dell’autopsia neuropatologica riguarda l’apertura del rachide. In questa fase, si estrae per prima cosa il midollo spinale mediante una procedura interna o esterna. Una volta liberato, è pronto per la palpazione e l’ispezione su entrambi i lati.

Successivamente, si procede al prelievo dei campioni dal midollo spinale. A tale scopo, si praticano delle incisioni trasversali ogni 3 – 4 centimetri.

Qualora sussista una patologia midollare specifica, si preleveranno dei campioni rappresentativi della lesione. I campioni vanno prelevati dalla regione cervicale, dorsale e lombare. Se possibile, anche a livello sacrale.

  • De Guevara, J. F. L. Técnica de la autopsia neuropatológica Técnica macroscópica de realización de la autopsia y procedimiento de obtención de muestras.