Balbuzie: tipi e possibili trattamenti

Sapevate che esistono diversi tipi di balbuzie? Oggi li scopriremo e vedremo anche come trattare questo problema.
Balbuzie: tipi e possibili trattamenti

Ultimo aggiornamento: 19 dicembre, 2020

La balbuzie è un problema che influisce sulla fluenza verbale. La persona che ne soffre ripete le sillabe, interrompe il discorso e ha difficoltà a parlare fluentemente. In questo articolo scopriremo i diversi tipi di balbuzie esistenti e come possono essere trattati.

Come sottolineato in un articolo pubblicato su Pediatría Atención Primaria, questo problema è caratterizzato da una mancanza di fluenza nel parlato. Ciò si manifesta sotto forma di ripetizione di parole, sillabe, lunghe pause e blocchi. Ma a cosa si deve questo problema?

L’articolo sopracitato indica che fino al 70% dei casi di balbuzie ha precedenti in famiglia. Se un parente ha già sofferto di questo disturbo del linguaggio, è probabile che anche altri membri ne saranno affetti.

Tipi di balbuzie

Bambino balbuziente con mani sulla bocca.

Quando pensiamo a una persona che balbetta, non pensiamo che esistono diversi tipi  di balbuzie e che ognuno di essi ha caratteristiche ben precise.

  • Balbuzie evolutiva: si verifica quando il bambino sta ancora imparando a parlare. Di solito scompare quando acquisisce padronanza del parlato.
  • Balbuzie neurogena: è causata da una lesione che ha provocato un grave trauma cranico o persino un ictus. Può essere irreversibile.
  • Balbuzie clonica: il bambino non è in grado di parlare fluentemente a causa della ripetizione involontaria di sillabe e parole.
  • Balbuzie tonica: il bambino soffre di spasmi che interrompono il suo discorso. Se questo tipo è presente in combinazione con quella precedente (clonica), si parla di una balbuzie mista.

La balbuzie più conosciuta è di tipo misto. Tuttavia, come abbiamo potuto capire, ne esistono altri. Nelle righe che seguono presentiamo i possibili trattamenti.

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Come viene trattato questo disturbo del linguaggio?

A seconda del tipo di balbuzie di cui soffre il bambino, si procederà con un trattamento specifico. Quanto prima si inizierà, maggiori saranno i miglioramenti che consentiranno al bambino di parlare fluentemente e senza interruzioni.

Trattamento della balbuzie.

Logopedia

È il primo trattamento che verrà proposto al bambino a cui è stato diagnosticata la balbuzie. Il logopedista offrirà al bambino gli strumenti necessari per migliorare la propria fluenza verbale, oltre ad affrontare un percorso mirato ad apprendere i seguenti punti:

Questa terapia di solito dà ottimi risultati, ed è anche un modo per il bambino di calmare la propria ansia. Questo disturbo del linguaggio, di fatto, si aggrava a causa dell’ansia o del timore di apparire stupidi. Qualora il bambino soffra di balbuzie neurogena, si può optare anche per la terapia cognitivo-comportamentale.

Dispositivi elettronici

Nella maggior parte dei casi vengono inseriti nell’orecchio, come se fossero apparecchi acustici. Questi dispositivi ripetono nell’orecchio il discorso del bambino, come se qualcuno stesse parlando all’unisono.

Molte volte la balbuzie si verifica a causa di un ritardo nell’ascolto dei suoni che vengono pronunciati. Si tratta, pertanto, di una valida opzione per ottenere un notevole miglioramento.

La migliore terapia per la balbuzie è la pazienza

Nonostante le diverse opzioni di trattamento, i genitori dovrebbero essere sempre coinvolti nei miglioramenti del proprio figlio. La pazienza è fondamentale, di pari passo con le indicazioni dei professionisti. Bisognerà evitare di rimproverare il bambino, di parlargli troppo velocemente o di arrabbiarsi con lui.

Molte persone soffrono di questo disturbo, ma grazie alle alternative oggi disponibili è possibile ottenere notevoli miglioramenti, fino a farlo diventare impercettibile. Gli esercizi in casa, lodare il bambino, non stressarlo, ascoltarlo e avere pazienza saranno indispensabili.

Avete mai sofferto di balbuzie? Conoscete qualcuno che balbetta? Ci auguriamo che questo articolo vi abbia aiutati a conoscere meglio questo disturbo, ma soprattutto come aiutare chi ne è affetto.

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