Bufale sull’alimentazione molto diffuse

30 Gennaio 2020
Negli ultimi anni sono state divulgate numerose notizie false che riguardano la nutrizione. Alcune bufale sull'alimentazione attribuiscono proprietà miracolose ad alcuni cibi, mentre altre sono esageratamente allarmanti. Che cosa bisogna sapere al riguardo?

La valanga di informazioni a cui oggi abbiamo accesso, grazie a Internet e ai social network, rende le bufale sull’alimentazione un fatto ormai comune. Le questioni riguardanti la nutrizione rappresentano più della metà (54%) delle notizie false identificate dai medici che hanno partecipato allo Studio sulle Bufale sulla Salute, un’indagine condotta tra un vasto numero di professionisti della salute di tutta la Spagna.

Le bufale sull’alimentazione sono notizie eccessivamente positive o allarmiste. In altre parole, in esse i benefici attribuiti a un unico alimento superano quelli che potrebbe offrire un piano alimentare sano. Nelle righe che seguono smentiremo 5 bufale sull’alimentazione che dovete assolutamente conoscere!

Bufale sull’alimentazione

Un articolo pubblicato su Nutrition Today suggerisce che si dovrebbero investire risorse educative per aiutare i consumatori a riconoscere le informazioni scientifiche sbagliate divulgate in merito alla nutrizione.

Si propone che ognuno acquisisca una maggiore consapevolezza ed eviti di credere ad affermazioni riguardanti “cure nutrizionali”, “cibi miracolosi”, “rapporti allarmanti” e simili. Vediamo alcune delle bufale sull’alimentazione che hanno vissuto il loro momento di gloria.

1. I toast bruciati causano il cancro?

Nel pane bruciato si forma acrilammide, un composto classificato dalla International Association of Cancer Registries come possibilmente cancerogeno per gli esseri umani.

Affinché questa sostanza possa comparire, l’alimento deve presentare zuccheri riducenti e amminoacidi (fondamentalmente, asparagina) ed essere sottoposto a una temperatura di cottura superiore a 120°.

Non si tratta, però, di un elemento presente solo nel pane. La sua formazione, infatti, è dovuta anche al trattamento termico di patate, crocchette, prodotti da forno, caffè, cereali per la colazione, ecc. Nel 2015, la European Food Safe Authorityha manifestato preoccupazione nei confronti dei livelli di esposizione di acrilammide raggiunti attraverso la dieta.

Sebbene rappresenti un rischio per la salute solo se consumato in grandi quantità, si consiglia di ridurre l’assunzione di acrilammide. Gli alimenti descritti non devono essere sottoposti a una cottura superiore a 170°C, dunque devono solo essere abbrustoliti, senza assumere un colore marrone scuro.

Cibo bruciato che produce acrilammide
I cibi bruciati sprigionano una sostanza nota come acrilammide. Anche se per essere esposti ai suoi pericoli sarebbe necessario consumarne in grandi quantità, si consiglia di evitarne l’ingestione.

2. Bufale sull’alimentazione: i latticini interi fanno ingrassare

Fino ad alcuni anni fa si consigliava di scegliere varietà di latticini scremati nel caso in cui si seguisse una dieta dimagrante. Lo scopo era quello di ridurre la quantità di grassi e calorie, senza però tenere conto di altri aspetti.

Le attuali prove scientifiche, tuttavia, sembrano smentire ciò, come possiamo leggere in questo articolo pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition.

Oltre a ciò, le European Guidelines for Obesity Management in Adults indicano di sostituire i latticini a basso contenuto di grassi con latticini interi come strategia per gestire meglio l’obesità.

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3. L’acqua col limone depura?

Tra le bufale sull’alimentazione, questa è completamente falsa. Il limone non depura il nostro organismo, munito di tre organi incaricati di tale operazione: il fegato, i reni e i polmoni.

Il limone è ricco di acido citrico, un antiossidante che agisce come alcalinizzante del pH. È per questo motivo che potrebbe essere nata questa falsa credenza. Non esiste nessun alimento che depuri!

4. Bufale sull’alimentazione: la frutta consumata dopo i pasti fa ingrassare?

Ogni frutto presenta un diverso apporto calorico, che resta uguale a prescindere da quando lo si consumi; dunque prima, durante o dopo i pasti. Non esiste alcuna prova scientifica che porti a ritenere che l’apporto calorico di un frutto possa variare in base al momento della giornata nel quale viene ingerito.

È stata invece dimostrata una relazione tra un elevato consumo di frutta e verdura e la maggiore facilità di dimagrimento e mantenimento di quello raggiunto, come mostra questo articolo. Uno dei possibili meccanismi attraverso i quali la frutta e la verdura possono contribuire alla perdita di peso è rappresentato dal loro effetto saziante.

Ragazza che mangia una mela
Non esiste alcuna prova che dimostri che l’apporto calorico della frutta possa variare in base all’ora in cui il frutto viene consumato. Inoltre, alcuni studi hanno stabilito che il suo consumo potrebbe contribuire alla perdita di peso.

5. Mangiare cinque volte al giorno accelera il metabolismo?

Questa idea nasce dal fatto che, quando mangiamo, consumiamo energia per poter digerire e scomporre gli alimenti nei loro vari componenti. È ciò che viene chiamato “effetto termogenico degli alimenti”.

Ciononostante, le calorie impiegate nella digestione sono più o meno proporzionali al volume del cibo ingerito  e al tipo di macronutrienti. In altre parole, se in un giorno ingeriamo 2.000 kcal, non ha alcuna importanza distribuirlae in 3 o 5 pasti, perché l’effetto termogenico è sempre lo stesso.

Su The Journal of Nutrition è stato pubblicato uno studio nel quale gli autori giungono alla conclusione che non esiste alcuna solida evidenza scientifica che porti ad affermare che aumentare la frequenza dei pasti possa esercitare un effetto positivo sul dimagrimento.

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Commento finale

Come quelle presentate in questo articolo, sono state diffuse numerose bufale sull’alimentazione. Per questo motivo, vi consigliamo di chiarire tutti i vostri eventuali dubbi ricorrendo all’aiuto di un professionista della nutrizione. Eviterete così di cadere vittima di false convinzioni che potrebbero perfino mettere a repentaglio la vostra salute.

  • EFSA Panel on Contaminants in the Food Chain (CONTAM). “Scientific opinion on acrylamide in food.” EFSA Journal 13.6 (2015): 4104.
  • Guyenet, Stephan Jagger. “Impact of whole, fresh fruit consumption on energy intake and adiposity: a systematic review.” Frontiers in nutrition 6 (2019): 66.
  • Leidy, Heather J., and Wayne W. Campbell. “The effect of eating frequency on appetite control and food intake: brief synopsis of controlled feeding studies.” The Journal of nutrition 141.1 (2010): 154-157.
  • Rautiainen, Susanne, et al. “Dairy consumption in association with weight change and risk of becoming overweight or obese in middle-aged and older women: a prospective cohort study.” The American journal of clinical nutrition 103.4 (2016): 979-988.