Asciugamani e lenzuola: quando cambiarli?

· 12 febbraio 2016
Per evitare che asciugamani e lenzuola si convertano in un covo di acari, batteri e sporcizia, dovremmo lavarli con un certa frequenza e farli asciugare all'aria aperta.

Potete dedicare maggiore attenzione all’igiene di asciugamani e lenzuola senza necessariamente trasformarvi in maniaci della pulizia o senza arrivare a programmare la sveglia per ricordarvi di cambiarli.

Evitate che asciugamani e lenzuola si convertano in un covo di batteri, acari e sporcizia. In questo articolo vi indichiamo con quale frequenza vanno lavate. Non avrete più scuse!

Cambiare asciugamani e lenzuola: ogni due settimane? Ogni mese? Ogni giorno?

Prima di rispondere a queste domande, bisogna sapere quali microrganismi possono accumularsi nelle lenzuola o negli asciugamani con cui vi asciugate. 

donna che sistema il letto

Sì, è necessario! In questo modo comprenderete l’importanza di una buona igiene di asciugamani e lenzuola.

Nei tessuti di qualsiasi materiale potete trovare:

  • Acari
  • Batteri
  • Pelle morta
  • Peli
  • Sporcizia
  • Polvere
  • Creme
  • Secrezioni già asciutte (per esempio, sudore o saliva)
  • Insetti minuscoli
  • Residui di trucco
  • Polline
  • Funghi
  • Forfora
  • Particelle di animali e piante

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La rivista Women’s Health ha realizzato un sondaggio in cui si chiedeva alle donne con che frequenza cambiassero o lavassero alcuni elementi della casa.

Il risultato

Asciugamani e lenzuola venivano cambiati una volta al mese e un terzo delle partecipanti al sondaggio non igienizzava mai i cuscini del letto.

I materassi e le trapunte sono gli elementi ai quali si presta meno attenzione. In particolare quest’ultime si lavano una volta all’anno al cambio stagione, quando arriva il momento di riporle nell’armadio, perché inizia il caldo.

In questo modo si conserva pulita e pronta per essere utilizzata al prossimo inverno. Ma che cosa accade durante i mesi in cui le temperature scendono? Non bisognerebbe anche pulirle? Apparentemente, nell’immaginario collettivo, no.

Ci si comporta diversamente, per esempio, con i cuscini o con la fodera del divano. Perché? Perché sono più visibili. Ma solo quando il colore è chiaro. Al contrario, potrebbero passare anni senza neppure passarci l’aspirapolvere per eliminare resti di cibo o polvere accumulata.

Telo da mare

Le lenzuola e gli asciugamani sono elementi della casa che vengono cambiati con maggior frequenza, solitamente una volta al mese oppure ogni 21 giorni.

Al riguardo, il direttore di microbiologia clinica del centro medico Langone di New York (Stati Uniti) sottolineava nella stessa ricerca che, come minimo, bisogna lavare le lenzuola una volta a settimana. In questo modo, si assicura una scarsa presenza di batteri nei tessuti.

La frequenza del lavaggio potrebbe essere minore nel caso in cui qualche componente della famiglia fosse malato, se si dorme nudi o se le temperature sono molto elevate.

Cosa accade con gli altri tessuti della casa?

Non solo le lenzuola e gli asciugamani sono fonti di virus e batteri. Anche altri oggetti che usiamo quotidianamente si sporcano e possono trasmettere malattie.

Panni da cucina

Pulizia elettrodomestici

Una volta lavati gli utensili, per conservarli, li asciughiamo con un panno, lo stesso che utilizziamo per asciugare il tavolo e il piano di lavoro. Questo è molto comune, ma decisamente errato. Sapete quanti germi si depositano sulle posate dopo essere state a contatto con questo panno?

In uno studio realizzato dall’Università dell’Arizona è stato verificato che la maggior parte dei panni da cucina conteneva batteri coliformi e che la quarta parte di questi erano positivi all’Escherichia Coli.

I panni da cucina sono i più esposti ai microrganismi, in quanto entrato in contatto con molti alimenti crudi.

Secondo gli esperti, si dovrebbero lavare dopo ogni uso con una soluzione disinfettante. Inoltre, bisognerebbe metterli in lavatrice una volta a settimana con bicarbonato di sodio invece del tradizionale detersivo. 

Tappetini da bagno

Pulizia tappeti

Uscendo dalla doccia, utilizzate il tappetino per non bagnare tutto l’appartamento. Una volta fatta la doccia, credete che questo rimanga pulito, lasciandolo asciugare per essere riutilizzato un’altra volta.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, rimane nello stesso punto e lo calpestate con le stesse scarpe con cui uscite per strada.

Si consiglia, quindi, di lavare il tappetino una volta alla settimana e, se il bagno è molto umido, sarebbe meglio due volte alla settimana, utilizzandone uno di scorta per cambiarlo.

Teli

Pulizia biancheria

Sono molto spessi ed hanno la funzione di asciugare completamente la pelle. Per questo è molto frequente che odorino di umido.

Oltre a lavarli una volta alla settimana oppure ad ogni tre utilizzi, si consiglia di impiegare nel lavaggio l’aceto al posto dell’ammorbidente, affinché il suo profumo non vi confonda. Questo prodotto, inoltre, riduce le capacità assorbenti dei teli.

Lasciarli al sole potrebbe anche essere una buona idea.

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Tende

Accumulano polvere e stanno in contatto con i microrganismi che fluttuano per casa e all’esterno. Se possedete un paio di tende per l’inverno e uno per l’estate, lavate ogni coppia a fine stagione.

Nel caso in cui siano le stesse, non dovete soltanto lavarle bene due volte l’anno, ma è conveniente passare l’aspirapolvere per rimuovere polvere e agenti patogeni.

Asciugamani per il viso

Pulizia asciugamani

Anche questi, senza dubbio, sono soggetti ai batteri, anche se vengono utilizzati una volta che le mani e la faccia sono pulite. La cosa peggiore è che, ogni volta che si utilizzano, veicolano i batteri sulla pelle.

Nonostante gli esperti dicano che gli asciugamani per il viso dovrebbero lavarsi ad ogni uso, si possono lasciare al sole, affinché vengano eliminati alcuni microrganismi.

E se la faccia si asciugasse da sola con l’aria o a temperatura ambiente? Forse non sarebbe una cattiva idea!

  • Taché, J., & Carpentier, B. (2014). Hygiene in the home kitchen: Changes in behaviour and impact of key microbiological hazard control measures. Food Control. https://doi.org/10.1016/j.foodcont.2013.07.026
  • FINCH, J. E., PRINCE, J., & HAWKSWORTH, M. (1978). A Bacteriological Survey of the Domestic Environment. Journal of Applied Bacteriology. https://doi.org/10.1111/j.1365-2672.1978.tb04236.x
  • Speirs, J. P., Anderton, A., & Anderson, J. G. (1995). A study of the microbial content of the domestic kitchen. International Journal of Environmental Health Research. https://doi.org/10.1080/09603129509356839
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