Come prendersi cura del fegato e della cistifellea grazie al boldo

2 aprile 2014

Prima dello sbarco degli spagnoli in America, le popolazioni indigene dell’attuale zona del Cile già conoscevano ed utilizzavano le proprietà della pianta del boldo per trattare problemi come i dolori articolari e le lesioni di tendini e legamenti.

Questa pianta ha quindi origini cilene, ma oggigiorno viene coltivata ed impiegata anche in Messico e in Perù. La sua coltivazione non si è estesa oltre queste terre, visto che per crescere ha bisogno di condizioni climatiche particolari.

Si tratta di un albero alto in media tra i 2 e i 3 metri (anche se può raggiungere persino i 6 metri), a foglie opposte ed ovali e fiori bianchi molto piccoli, riuniti a grappolo.

Se ne utilizzano soprattutto le foglie, che contengono i principi chimici terapeutici che vi illustreremo a breve. Ecco come prendersi cura del fegato e della cistifellea grazie al boldo.

Componenti chimici

La pianta contiene principalmente oli essenziali, flavonoidi (che, assunti dall’uomo attraverso i vegetali, hanno proprietà antimicrobiche, anticancerogene e di riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, tra le altre) e alcaloidi.

L’olio essenziale costituisce dall’1 al 3% della foglia secca. Questa è ricchissima di idrocarburi monoterpenici.

Gli alcaloidi, presenti anche nella corteccia, sono invece costituiti principalmente da un’aporfina: la boldina che stimola il funzionamento della cistifellea, anche conosciuta come vescicola biliare.

Il contenuto totale di alcaloidi varia dallo 0,25 allo 0,50%. La boldina rappresenta all’incirca un terzo degli alcaloidi totali.

Dati farmacologici

benefici del boldo

È stato dimostrato che, se assunto in alte dosi, il boldo ha una funzione coleretica e colagoga: questo significa che, grazie alla combinazione dei suoi diversi principi attivi, stimola un aumento nella produzione della bile.

Proprietà curative

In generale, il boldo è un potente colagogo, stimolante, tonico, digestivo, febbrifugo e diuretico.
In particolare:

  • Si prende cura del nostro fegato: la proprietà più importante di questa pianta è la sua capacità di regolare le funzioni epatiche e biliari, oltre a combattere e dissolvere i calcoli alla cistifellea. Per sfruttare questa proprietà, dovete mettere 3 foglie di boldo a macerare in due tazze d’acqua durante tutta la notte. La mattina dopo, scaldate un quarto di bicchiere e bevetelo a digiuno. Assumetene il resto dopo i pasti.
  • In infuso dopo i pasti, stimola moltissimo la digestione; preparatela mettendo un cucchiaino di foglie tritate per un litro d’acqua e bevete l’infuso durante la giornata: tonificherà il vostro stomaco.
Mal di testa
In tamponi preparati cuocendo sei cucchiai di foglie in un litro di acqua, si può applicare sulle tempie per lenire il mal di testa e l’emicrania.
  • In tamponi applicati sullo stomaco, tonifica le pareti dello stesso, eliminando i gas e rilassando i nervi.
  • Si può usare allo stesso modo per trattare i rossori o l’eccessiva pigmentazione violacea del volto causata dalla dilatazione dei capillari.
  • È inoltre un ottimo diuretico, grazie alla presenza dell’alcaloide boldina, e favorisce l’eliminazione dell’acido urico.
  • È possibile utilizzarlo nell’acqua della vasca per trattare gli edemi o i reumatismi, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e al contenuto di oli essenziali, soprattutto il cineolo e il limonene.
  • Inoltre è possibile impiegarlo per trattare le infezioni vaginali causate dai funghi della candida: potete quindi fare dei bagni di boldo e sfruttare le sue proprietà funghicide.
  • Grazie al suo contenuto di eucalipto, è utile anche come decongestionante del petto, già che l’espettorazione delle secrezioni accumulate nei polmoni.

Come assumere il boldo?

Anche se vi abbiamo già indicato alcune delle dosi utili per trattare certi malesseri, in generale per assumere il boldo per prevenire e curare le insufficienze epatiche possiamo fare delle infusioni con un pizzico o un cucchiaino di foglie di boldo per ogni tazza di acqua, da assumere dopo i pasti. Questo infuso serve anche per tranquillizzare coloro che soffrono di affaticamento eccessivo e per aiutare la digestione.

Nel caso in cui soffriste di un problema epatico o biliare più serio, come le coliche epatiche, può essere utile preparare un’infusione con 25 grammi per ogni 250 ml di acqua, da assumere tre volte al giorno.

Controindicazioni

Assunto in dosi troppo elevate, il boldo può avere un effetto ipnotico o causare allucinazioni cromatiche e uditive. Può anche portare ad una sensazione di nausea o vomito, ma soltanto se assunto in dosi eccessive; non è quindi normale che le quantità da noi indicate vi producano questi effetti.

Potrebbe anche avere un effetto lassativo, per cui è altamente consigliato non eccedere nelle dosi e consultare un medico nel caso soffriste di una delle controindicazioni indicate, perché potreste star assumendo qualche medicinale i cui principi attivi interferiscono con quelli del boldo.

In ogni caso, vi raccomandiamo di non continuare il trattamento per più di quattro settimane e di non superare i 10 grammi al giorno, a causa dell’alto contenuti di alcaloidi del boldo.

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