Congiuntivite allergica: sintomi, cause e trattamento

8 Febbraio 2021
La congiuntivite allergica è un disturbo molto comune. È una reazione infiammatoria eccessiva ad agenti ambientali come il polline, gli acari o il fumo. 

La congiuntivite allergica è un’infiammazione cronica della congiuntiva causata dall’esposizione ad alcuni fattori ambientali. Quando si accompagna alla rinite (infiammazione delle mucose nasali) si parla di rino-congiuntivite.

Si stima che circa il 25% della popolazione soffra di questo disturbo in qualche forma, con un aumento dei casi nella stagione dei pollini. Vediamo quali sono i sintomi, le cause e il trattamento.

Tipi di congiuntivite allergica

Congiuntivite allergica.
Esistono diversi tipi di congiuntivite allergica, ma la forma più comune è la reazione al polline.

La congiuntiva è la membrana che riveste l’interno delle palpebre e la parte bianca dell’occhio. In essa sono presenti numerose cellule immunitarie che rilasciano sostanze chimiche se stimolate da agenti ambientali (polline, fumo, acari, ecc.).

Queste sostanze infiammano la congiuntiva in modo temporaneo o per un periodo più o meno prolungato. La congiuntivite si può presentare isolatamente oppure può essere accompagnata da altri disturbi come la rinite, la bronchite asmatica o l’eczema.

Esistono diversi tipi di congiuntivite allergica in base all’agente e al decorso. Secondo uno studio pubblicato su Community Eye Health Journal, si distinguono i seguenti tipi:

  • Allergica stagionale. È la forma più comune e colpisce a tutte le età. È scatenata dal polline, quindi si presenta in primavera ed estate per scomparire nelle altre stagioni.
  • Allergica perenne. È presente tutto l’anno. Gli allergeni più comuni sono polvere, fumo, acari, peli di animale o piume.
  • Cheratocongiuntivite primaverile. Tipica dei paesi caldi, colpisce di più i bambini di sesso maschile tra gli 8 e i 12 anni. Può essere aggravata dall’esposizione alla luce solare, al vento e alla polvere.
  • Cheratocongiuntivite atopica. Associata alla dermatite atopica, causa prurito, gonfiore e arrossamento. Colpisce la superficie degli occhi e le palpebre, talvolta anche la cornea.

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Quali sono i sintomi?

Di solito la congiuntivite allergica colpisce entrambi gli occhi. Come indicato dalla Allergy and Immunology Foundation of Australasia i sintomi sono: 

  • Prurito agli occhi.
  • Occhi arrossati.
  • Bruciore.
  • Lacrimazione.
  • Intolleranza alla luce intensa.
  • Visione offuscata in alcuni casi.

Per la diagnosi si procede a una valutazione dei sintomi, seguita da un esame oftalmico con la lampada a fessura. Per risalire all’agente scatenante, si possono eseguire esami come lo striscio congiuntivale, il prick test o il test di provocazione congiuntivale.

Cause della congiuntivite allergica

La congiuntivite allergica è un’eccessiva reazione del sistema immunitario nei confronti di un agente ambientale. Quando gli occhi sono esposti allo stimolo, il corpo cattura l’agente e innesca una serie di reazioni; queste danno luogo alla risposta infiammatoria.

Ulteriori agenti possono essere virus, stress, cibi piccanti, luce e altri fattori che spesso intensificano i sintomi. Questi elementi sono inoffensivi se la congiuntiva non è già infiammata.

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Trattamento

Donna mette il collirio nell'occhio.
La congiuntivite allergica spesso migliora con accorgimenti di base. Innanzitutto occorre limitare l’esposizione all’agente che causa l’allergia. A volte, tuttavia, è necessario ricorrere ai farmaci o alle lacrime artificiali.

In caso di congiuntivite allergica, le misure da adottare sono due: ridurre l’esposizione al fattore scatenante e trattare i sintomi. La rivista scientifica Community Eye Health Journal consiglia di cambiare i cuscini e le coperte o qualunque oggetto che possa contenere l’allergene.

Occorre fare attenzione a non strofinare gli occhi e applicare piuttosto delle compresse fredde per calmare il prurito. Il medico potrà consigliare farmaci come gli antistaminici, gli antinfiammatori non steroidei, i corticosteroidi topici o le lacrime artificiali.

Tutte queste misure sono utili per calmare i sintomi, ma il trattamento migliore, come sempre, è la prevenzione. A tale scopo, prima di tutto bisogna identificare l’agente mediante un esame allergologico. In ogni caso, sarà bene mantenere pulita la casa, evitare di tenere tappeti, peluche e animali domestici.

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