Craving, il desiderio nella dipendenza

14 Novembre 2020
La maggior parte dei fumatori sperimenta il craving, ovvero il desiderio costante di fumare ancora. Tuttavia, il problema va ben oltre. Cosa dovreste sapere al riguardo?

Il craving è un concetto relativamente recente, che si riferisce al desiderio intenso e quasi irrefrenabile di assumere una sostanza psicoattiva (droga) o di interrompere l’astinenza dalla stessa.

Il concetto è stato utilizzato per la prima volta negli anni ’40. A quel tempo, venne definito come il bisogno intenso di consumare oppiacei, come eroina o morfina, durante la sindrome di astinenza. Tuttavia, anche al giorno d’oggi risulta difficile definire concretamente tale condizione. Quel che è certo è che il craving rappresenta un aspetto importante nella tossicodipendenza ed è strettamente correlato alle ricadute.

Purtroppo, esistono diverse droghe in grado di sviluppare il craving. E sebbene molti lo ignorino, riguarda anche i consumatori di alcol e tabacco. A tale proposito, in questo articolo vi spieghiamo tutto quello che c’è da sapere su questo problema.

In cosa consiste il craving?

Come abbiamo anticipato, il craving è il desiderio improvviso di assumere una sostanza. Tale desiderio è un impulso inarrestabile che si “impossessa” in un certo senso della persona. Tuttavia, non ha niente a che vedere con la sindrome da astinenza.

Quest’ultima causa una serie di sintomi, sia fisici che psicologici, che si manifestano dopo aver smesso di assumere una sostanza dalla quale si è dipendenti (una droga). Avviene frequentemente negli alcolisti o nei soggetti tossicodipendenti da sostanze come l’eroina.

Per distinguerli, tuttavia, è necessario comprendere che il craving può manifestarsi anche dopo aver superato i sintomi dell’astinenza. Questo si deve al fatto che  il desiderio di assumere la sostanza permane anche dopo mesi o anni dall’interruzione.

Il craving viene associato a diverse sostanze: dal desiderio di fumare o bere alcolici, al voler riprendere l’uso di cocaina o oppioidi pesanti come l’eroina. Bisogna anche essere consapevoli del fatto che il fumo, benché socialmente accettato, rischia di condizionarci a vita. È una dipendenza grave e dannosa alla pari delle altre.

Dipendenze negli adolescenti
Il craving consiste in un desiderio improvviso e incontrollabile di assumere una sostanza, che sia essa droga, alcol o tabacco.

Esistono diversi tipi di craving?

Alcuni scienziati sostengono che esistono due diversi tipi di craving. Il primo è quello fisico, che si manifesta quasi parallelamente alla sindrome da astinenza. Analogamente a quest’ultima, è accompagnato da sintomi fisici come tachicardia, sudorazione fredda e persino convulsioni.

Questa tipologia è caratterizzata dal desiderio di consumare nuovamente la sostanza, spinti dai forti sintomi che si manifestano durante l’astinenza. In genere, è la tipologia più complessa da affrontare e gestire.

D’altro canto, vi è il craving psicologico, che si manifesta in seguito, una volta superata la sindrome da astinenza acuta. Si verifica mesi o anche anni dopo aver smesso di consumare la sostanza.

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Qual è il trattamento per il craving?

Bisogna specificare che dipendenza, astinenza e craving sono tutte condizioni che possono essere trattate e migliorate. Per tale ragione, la cosa migliore da fare è rivolgersi a uno specialista, uno psicologo che aiuti a gestirle o anche aderire a gruppi di aiuto.

Il craving è uno degli aspetti che influisce maggiormente nelle ricadute delle persone che sono state dipendenti da qualche sostanza. Allo stesso tempo, è il fattore che provoca la persistenza della dipendenza. È dunque fondamentale conoscerlo per bene e gestirlo nel giusto modo.

Craving
Per gestire il craving, è necessario identificare le situazioni legate al modello di consumo della sostanza. Il primo passo da fare è evitarle.

L’idea è quella di tentare di evitare le situazioni legate al modello di consumo della sostanza. In altre parole, stare lontani dalla situazione che la persona ricollega all’acquisto della droga. Se si tratta di un alcolista, per esempio, l’ideale è evitare le uscite notturne o di frequentare i bar.

È altrettanto importante fornire alla persona gli strumenti necessari per tenere sotto controllo il comportamento automatico legato all’uso della sostanza. In questo aspetto influisce anche la situazione psicologica o psichica, in quanto le ricadute tendono a verificarsi più facilmente nei momenti di debolezza o tristezza.

Le terapie, inoltre, si concentrano specificamente sull’insegnamento della gestione dello stress e a rafforzare l’autostima. Un altro modo efficace per tenere sotto controllo lo stress è concentrarsi su altre attività, come lo sport.

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In conclusione

Il craving è quel desiderio improvviso e incontrollabile di assumere una droga o una sostanza di cui si è dipendenti. È importante comprendere che non si manifesta solo nei casi di dipendenza da sostanze come l’eroina, ma anche con il tabacco e l’alcol.

  • Chesa Vela, D., Elías Abadías, M., Fernández Vidal, E., Izquierdo Munuera, E., & Sitjas Carvacho, M. (2004). El craving, un componente esencial en la abstinencia. Revista de La Asociación Española de Neuropsiquiatría, (89). https://doi.org/10.4321/s0211-57352004000100007
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