Deficit delle funzioni esecutive: come influiscono sulla qualità della vita?

Le persone che soffrono di disturbi della funzione esecutiva hanno difficoltà a pianificare, organizzare e gestire il proprio tempo. Come possiamo aiutarle?
Deficit delle funzioni esecutive: come influiscono sulla qualità della vita?

Ultimo aggiornamento: 03 dicembre, 2021

Anna ascolta ciò che dice l’insegnante, ma poi viene distratta dal colore delle sue scarpe. Giovanni inizia i compiti di matematica, ma non riesce a finirli perché si è alzato più volte dalla sedia. Alberto si trova ad affrontare una situazione inaspettata che richiede una decisione immediata, ma non riesce a dare una risposta. Cosa hanno in comune queste persone? Un deficit delle funzioni esecutive.

La funzione esecutiva comprende processo decisionale, pianificazione del comportamento, organizzazione e controllo. Molti vedono la funzione esecutiva come il centro di comando del cervello.

Che cos’è un deficit delle funzioni esecutive?

Prima di capire che cosa sia un deficit, definiamo la funzione esecutiva. È legata alla capacità di pianificazione, decisione e attenzione. Ci permette di integrare le informazioni disponibili per adattarci con successo all’ambiente.

Il lobo frontale è l’area del cervello coinvolta nella funzione esecutiva. Più specificamente, la corteccia prefrontale. In genere si sviluppa tra l’infanzia e l’adolescenza, anche se può continuare ad evolvere per tutta la vita.

Alcune delle competenze coinvolte nella funzione esecutiva sono:

  • Capacità di mantenere la concentrazione e prestare attenzione.
  • Capacità di iniziare e terminare le attività.
  • Organizzazione e pianificazione.
  • Flessibilità cognitiva: adattare la risposta a una nuova situazione, correggere, modificare un’azione in corso.
  • Monitoraggio: supervisionare l’attività stessa per poterla adattare o correggere se necessario.
  • Controllo degli impulsi e delle emozioni.
  • Identificazione dei desideri, delle intenzioni e dei bisogni degli altri.
  • Memoria di lavoro: saper gestire le informazioni per un breve periodo di tempo per eseguire un’attività.

Dunque, quando si parla di deficit della funzione esecutiva, ci si riferisce alle difficoltà o disturbi associati alle capacità di pianificazione e controllo.

Segni e sintomi di deficit della funzione esecutiva

Quando la funzione esecutiva viene intaccata possono insorgere queste difficoltà:

  • Incapacità di dare continuità ai compiti: si è in grado di iniziare un’attività, ma è difficile portarla a termine.
  • Difficoltà a gestire l’attenzione in modo flessibile o a cambiare il focus dell’attenzione.
  • Incoerenza: incapacità a sostenere un comportamento per un lungo periodo di tempo.
  • Problemi nell’organizzazione delle priorità e nella gestione del tempo.
  • Difficoltà a seguire una sequenza o delle istruzioni.
  • Incapacità ad anticipare le conseguenze delle proprie azioni.
  • Difficoltà a capire cosa pensano, sentono o come agiscono gli altri.
Distrazione in un bambino con disturbi della funzione esecutiva.
Le distrazioni sono comuni nei bambini. È importante capire se sono normali o segni di disfunzione.

Possibili cause e diagnosi

La diagnosi più comune legata al deficit della funzione esecutiva è quella relativa al disturbo da deficit di attenzione (con o senza iperattività). Come suggerisce il nome, è caratterizzato da iperattività, deficit di attenzione e mancanza di controllo degli impulsi. Di solito è una diagnosi complessa, poiché quando si manifesta durante l’infanzia, i sintomi possono essere vaghi.

La disfunzione esecutiva può anche essere causata da danni ai lobi frontali, a volte da traumi. Altre cause sono i disturbi del neurosviluppo o malattie come le demenze e il morbo di Alzheimer.

D’altra parte, le funzioni esecutive sono colpite anche in altre malattie, come il disturbo borderline di personalità. In alcuni casi, sono coinvolti l’ereditarietà e la genetica.

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Gestione dei deficit delle funzioni esecutive e consigli

Poiché molte delle competenze legate alla funzione esecutiva sono essenziali per l’apprendimento e la vita lavorativa, oltre a una corretta diagnosi, alcune strategie consentono alle persone colpite di raggiungere i propri obiettivi.

  • Dividere le attività in piccole sotto-attività: questo renderà più facile mantenere un’attenzione sostenuta. È importante riconoscere i risultati raggiunti dalla persona con deficit e motivarla a continuare, soprattutto se si tratta di bambini.
  • Limitare gli stimoli, favorendo un ambiente senza distrazioni: qualsiasi elemento può essere una potenziale distrazione; ad esempio è meglio sgomberare il tavolo di lavoro e l’ambiente.
  • Il riposo è fondamentale: quando non si dorme bene, aumenta l’iperattività e la difficoltà nel controllo degli impulsi.
  • Servirsi di risorse per migliorare l’organizzazione: pianificatori mensili, agende, applicazioni, dispositivi elettronici.
  • Fare sport: aiuta a scaricare l’energia.
  • Fissare giorni dedicati ad attività specifiche: ad esempio, il lunedì è dedicato allo sport, il martedì per riordinare la stanza, e così via.
  • Psicoeducazione: fornire informazioni alla persona e alla sua famiglia su ciò che sta accadendo, le difficoltà e le risorse per affrontarlo.
  • Automatizzare alcuni processi: ad esempio, nel caso di un adulto, impostare il pagamento in banca delle bollette.
  • Parlare con altre persone dei propri progetti: questo permette di rilevare se un aspetto importante è stato dimenticato.
Contrastare i disturbi della funzione esecutiva con un'agenda elettronica.
L’organizzazione con pianificatori e agende consente un migliore raggiungimento degli obiettivi.

Mettiamoci in gioco per aiutare e sostenere

I deficit delle funzioni esecutive sono caratterizzati da difficoltà a utilizzare le abilità più comuni nella vita quotidiana: cognitive, comportamentali ed emotive. Tante volte, quei compiti che sembrano semplici, richiedono uno sforzo titanico.

Si deve comprendere che molti comportamenti che sembrano strani trovano la loro causa nel funzionamento delle capacità esecutive. Sebbene non tutti i casi siano gravi, è importante che l’ambiente cerchi di sostenere la persona, che agisca con pazienza e che favorisca strategie e mezzi per ottenere una maggiore integrazione.

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