Dieta sostenibile: di cosa si tratta?

28 Agosto 2020
La dieta sostenibile è un modello alimentare che va oltre la preoccupazione per la salute individuale. Continuate a leggere per scoprirne i fondamenti e perché è consigliabile.

L’inquinamento ambientale è motivo di preoccupazione a livello globale. L’emissione di gas e di prodotti di scarto nell’atmosfera potrebbe mettere pesantemente a rischio la sopravvivenza degli esseri umani nei prossimi decenni. Per contrastare questa situazione, oggi si adottano diverse contromisure, alcune di tipo alimentare. Avete mai sentito parlare della dieta sostenibile?

Vi spiegheremo in cosa consiste questo modello alimentare, che va oltre il semplice concetto di salute individuale. Oltre a garantire la salute dell’organismo, di fatti, ci si preoccupa della provenienza degli alimenti e dell’impatto ambientale causato dalla loro produzione. Desiderate saperne di più? Continuate a leggere.

La dieta sostenibile: un modello alimentare rispettoso

Come afferma un articolo pubblicato sulla rivista The Proceedings of the Nutrition Society, lo scopo principale della dieta sostenibile è ridurre l’impatto delle attività umane sul pianeta. Ciò significa impiegare meno energia e prodotti chimici per l’agricoltura e l’allevamento.

Difende anche l’acquisto di prodotti locali, diminuendo così il consumo per i trasporti internazionali. Rispettando una serie di direttive elementari, è possibile ridurre in misura considerevole le emissioni di gas nell’atmosfera.

D’altra parte, questo modello dietetico dà la priorità al consumo di prodotti di origine vegetale, il cui tasso di rinnovamento è superiore a quello degli alimenti di origine animale. L’impatto sulle catene alimentari naturali risulta inferiore, dunque si evita anche la scomparsa di specie a causa dell’eccessivo consumo e sfruttamento delle risorse naturali.

La dieta sostenibile prevede prodotti locali.
La dieta sostenibile aiuta l’economia locale dando la priorità all’acquisto di prodotti autoctoni.

Sostenibile e sano

Non dovete pensare che la dieta sostenibile si preoccupi esclusivamente dell’ambiente. Il modello dietetico proposto offre notevoli benefici anche alla salute individuale.

Un consumo abbondante di frutta e verdura è associato a una migliore attività metabolica. Una raccolta di studi pubblicata nel 2017 mette in relazione il consumo di prodotti vegetali e un minore rischio di malattie cardiovascolari.

Ciò si deve soprattutto all’apporto di flavonoidi da parte della frutta e della verdura. Si tratta di pigmenti che conferiscono il colore agli alimenti. Oltre a ciò, sono composti antiossidanti e antinfiammatori riscontrabili in piccole quantità in natura.

Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Medicine Food, i flavonoidi riducono il rischio di sviluppare patologie neurologiche, come il morbo di Parkinson.

Potrebbe interessarvi anche: Tipi di sclerosi multipla: caratteristiche e differenze

Meno cibi processati grazie alla dieta sostenibile

La dieta sostenibile difende il consumo di prodotti locali, caratterizzati da un basso grado di elaborazione industriale. È così possibile ridurre l’ingestione di tutti quei cibi sottoposti a lunghi processi di manipolazione che richiedono un ingente consumo energetico.

I cibi ultraprocessati sono inoltre responsabili dello sviluppo di molte patologie complesse. Un esempio è rappresentato dal diabete. Questa malattia, a carattere endemico, è associata a un regolare apporto di alimenti dolci, ricchi di zuccheri aggiunti.

Una rassegna sistematica di articoli scientifici, risalente al 2017, sottolinea che la presenza abituale di questi alimenti nella dieta alteri la salute metabolica.

Questa nuova filosofia alimentare, però, non offre benefici solo al metabolismo. Anche il sistema cardiovascolare ne risulta avvantaggiato. Abbiamo già osservato, infatti, che il consumo di vegetali riduce il rischio di soffrire di malattie cardiache.

Gli esperti assicurano che i cibi ricchi di grassi trans sono i principali responsabili dell’infiammazione sistemica che provoca l’aterosclerosi, con ripercussioni negative sulla circolazione sanguigna.

Frutta di diverso tipo al supermercato.
La dieta sostenibile dà la priorità alle verdure fresche su quelle ultraprocessate.

Vi consigliamo di leggere anche: 8 motivi per evitare gli alimenti processati

La dieta sostenibile migliora l’economia locale

Come ultima caratteristica, ma non per importanza, bisogna sottolineare che la dieta sostenibile offre benefici anche all’economia locale. Consumare prodotti locali migliora gli affari dei piccoli produttori.

Si riduce così la presenza delle multinazionali nel settore primario, spesso responsabili di condizioni di lavoro ingiuste e salari troppo bassi. Questo modello alimentare non solo migliora la salute e rispetta l’ambiente, ma aiuta anche i lavoratori dei settori dell’allevamento e dell’agricoltura.

Aderite a questo modello sano, rispettoso e sostenibile

Adottare questo modello alimentare contribuirà a evitare disuguaglianze e a impedire l’estinzione di diverse specie animali. Come se ciò non bastasse, si riduce anche il rischio di sviluppare patologie complesse associate a un’alimentazione poco sana.

La prossima volta che andate a fare la spesa, recatevi in un negozio con prodotti locali invece di una grande catena commerciale. Infine, controllate le etichette degli alimenti per ottenere maggiori informazioni sui metodi di produzione. Aumentate il consumo di verdure locali e cibi biologici.

  • Aune D., Giovannucci E., Boffetta P., Fadness LT., et al., Fruit and vegetable intake and the risk of cardiovascular disease, total cancer and all cause mortality a systematic review and dose response meta analysis of prospective studies. Int J Epidemiol, 2017. 46 (3): 1029-1056.
  • Jung UJ., Kim SR., Beneficial effects of flavonoids against parkinson’s disease. J Med Food, 2018. 21 (5): 421-432.
  • Schwingshackl L., Hoffman G., Lampousi AM., Knuppel S., et al., Food groups and risk of type 2 diabetes mellitus: a systematic review and meta analysis of prospective studies. Eur J Epidemiol, 2017. 32 (5): 363-375.
  • Valenzuela CA., Baker EJ., MIles EA., Calder PC., Eighteen carbon trans fatty acids and inflammation in the context of atherosclerosis. Prog Lipid Res, 2019.
  • Lang T., Mason P., Sustainable diet policy development: implications of multi criteria and other approaches, 2008-2017. Proc Nutr Soc, 2018. 77 (3): 331-346.
  • Serra-Majem, L. “Nutrición comunitaria y sostenibilidad: concepto y evidencias.” Revista Espanola de Nutrición Comunitaria 16.1 (2010): 35-40.
  • Serra-Majem, Lluis, and Adriana Ortiz-Andrellucchi. “La dieta mediterránea como ejemplo de una alimentación y nutrición sostenibles: enfoque multidisciplinar.” Nutrición hospitalaria 35.4 (2018): 96-101.
  • Campos Muñoz, Jesulin. “Hipótesis dieta-corazón?: A propósito del “Minnesota Coronary Experiment.” Revista Medica Herediana 28.2 (2017): 134-135.