Diete supportate dalla scienza e benefici

Esistono diversi modelli alimentari i cui benefici sono stati confermati da numerose ricerche scientifiche. Desiderate conoscerli?
Diete supportate dalla scienza e benefici

Ultimo aggiornamento: 29 giugno, 2021

Al giorno d’oggi abbiamo a nostra disposizione una grande quantità di informazioni riguardo l’alimentazione. Per questo motivo, spesso risulta difficile distinguere tra le diete supportate dalla scienza e quelle che sono soltanto una moda.

Da queste ultime è bene tenersi a distanza, perché spesso provocano il tanto temuto effetto yo-yo oppure deficit nutrizionali che a medio termine possono danneggiare la salute.

Nelle righe che seguono presentiamo cinque diete i cui benefici sono stati dimostrati dalla scienza: la dieta DASH, il digiuno intermittente, la dieta vegana, la dieta a basso contenuto di alimenti FODMAP e la dieta low carb. Continuate a leggere per saperne di più!

Diete supportate dalla scienza

1. Dieta DASH

DASH è l’acronimo inglese di Dietary Approaches to Stop Hypertension (“approcci dietetici per bloccare l’ipertensione”). Ha fatto la propria comparsa durante gli Anni ’90 grazie agli Istituti Nazionali di Sanità degli Stati Uniti.

Lo scopo era frenare la diffusione dell’ipertensione arteriosa, che in quel periodo interessava un terzo della popolazione statunitense. Si tratta, di fatto, di una dieta povera di sodio e ricca di altri minerali, come calcio, potassio e magnesio.

Allo stesso modo, fornisce buone quantità di fibre e proteine. È ricca di frutta e verdura, latte e latticini a basso contenuto di grassi, e riduce l’uso di sale e il consumo di carne, prodotti dolciari e bevande alcoliche.

È importante sottolineare che non si tratta di un programma alimentare basato sulle quantità, bensì si concentra soprattutto sulla qualità della dieta.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato l’efficacia della dieta DASH nei confronti dell’ipertensione arteriosa rispetto a una dieta tipica americana a basso contenuto di sodio. Oltre a ciò, questo regime alimentare aiuta anche ad abbassare i livelli di colesterolo LDL.

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2. Digiuno intermittente 16/8

Piatto orologio.
Diverse ricerche hanno dimostrato i benefici del digiuno intermittente sia nel controllo del peso che nella promozione della salute.

Il digiuno viene definito come l’astensione completa o parziale dal consumo di cibo. Nel corso della storia, questo metodo è stato impiegato a scopi curativi; oggi, però, non gode di buona fama.

Secondo un articolo pubblicato sulla rivista Nutrients, il digiuno intermittente prevede che l’ingestione quotidiana venga suddivisa all’interno di una finestra temporale di 8 ore; ciò, dunque, si traduce in un digiuno quotidiano di 16 ore.

Parte di queste 16 ore le che dedichiamo al sonno: quindi, ritardando un po’ la colazione e anticipando la cena, è possibile adattare facilmente questa pratica alla routine quotidiana. Le regole alimentari da seguire durante la “finestra alimentare” devono essere sane e garantire una quantità di cibo sufficiente.

Ciò significa che non mangeremo meno, ma concentreremo la stessa quantità di cibo in alcune ore determinate della giornata. Mentre digiuniamo possiamo bere infusi, caffè o caffè con un po’ di latte, brodi o acqua.

Il protocollo del digiuno intermittente si è dimostrato efficace per la perdita di peso e il miglioramento della composizione dell’organismo. Alcuni studi e revisioni, inoltre, ci informano di altri benefici metabolici e cardiovascolari che si traducono in una riduzione dell’incidenza di determinate patologie.

3. Dieta vegana

Tra le diete supportate dalla scienza, quella vegana è indubbiamente una delle più conosciute. Anche se vanta numerosi detrattori ed è stata al centro di alcune polemiche, oggi non ci sono dubbi che questa dieta sia in grado di offrire un’assunzione adeguata di nutrienti e che si tratti un programma alimentare sicuro.

Ne rappresenta una prova il documento che descrive la posizione dell’Accademia Americana di Nutrizione e Dietetica sulle diete vegetariane e nel quale viene specificato che:

“Le diete vegetariane adeguatamente programmate, comprese le diete completamente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate del punto di vista nutrizionale e in grado di offrire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune malattie”.

Questo documento è stato adottato anche dall’Associazione spagnola dei dietisti e nutrizionisti. Inoltre, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature, seguire una dieta vegana è associato a un rischio minore di soffrire di alcune malattie, come:

  • Malattie cardiovascolari.
  • Diabete di tipo 2.
  • Ipertensione arteriosa.
  • Obesità.

Inoltre, le diete a base di alimenti vegetali sono maggiormente ecosostenibili. Le diete vegane escludono qualsiasi prodotto di origine animale: latticini, uova, miele, carne, pesce e frutti di mare.

4. Diete supportate dalla scienza: basso contenuto di FODMAP

Diete compatibili con la scienza: dieta FODMAP.
Questa dieta ha dimostrato di offrire importanti benefici per il controllo di alcuni disturbi, come la sindrome del colon irritabile.

La dieta a basso contenuto di FODMAP è una dieta terapeutica particolarmente indicata per le persone che soffrono di sindrome del colon irritabile. Non è in grado di curare questa malattia, ma può migliorare i sintomi e i malesseri a essa associati.

La parola FODMAP è un acronimo inglese che fa riferimento a: oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili. Questi carboidrati sono presenti in alcuni frutti, legumi, frutti secchi, vegetali e latticini.

Durante le sue prime fasi, si tratta di una dieta piuttosto restrittiva. Per questa ragione è indispensabile seguirla solamente su indicazione di un dietologo specializzato, in modo da evitare eventuali deficit.

Messa a punto presso la Università Monash, Australia, viene consigliata come primo protocollo terapeutico nel trattamento della sindrome del colon irritabile. Questa dieta, di fatto, si è dimostrata efficace nella riduzione dei sintomi funzionali della malattia:

  • Dolore addominale.
  • Gas o flatulenze.
  • Gonfiore.
  • Stitichezza.

Vi consigliamo di leggere anche: La dieta FODMAP: tutti i benefici per la salute

5. Dieta a basso contenuto di carboidrati

La dieta a basso contenuto di carboidrati, o low carb, si basa sulla riduzione del consumo di carboidrati, che generalmente scendono al di sotto del 40% delle calorie totali ingerite.

Anche se tutti gli approcci riducono l’assunzione complessiva di carboidrati, non esiste un consenso chiaro su quale sia la percentuale che definisce una dieta a basso contenuto di carboidrati.

Una dieta a contenuto moderato di carboidrati è considerata tale quando la loro quantità si aggira intorno ai 125-200 grammi, mentre è a basso contenuto quando le quantità sono inferiori a 130 grammi.

Non dobbiamo confondere una dieta a basso contenuto di carboidrati con una dieta chetogenica. Queste ultime, infatti, sono diete che presentano una riduzione drastica dei carboidrati. Anche se in alcuni casi possono offrire dei benefici, devono essere adottate solamente con la supervisione di un medico.

I carboidrati devono provenire da verdure, legumi e cereali integrali, eliminando o riducendo il consumo di farine raffinate e zuccheri aggiunti.

La maggior parte degli studi mostrano che le diete di questo tipo offrono risultati migliori in termini di dimagrimento rispetto alle tipiche diete a basso contenuto di grassi. In un primo momento, si assiste a un veloce calo di peso, associato alla perdita di acqua. L’adesione a queste diete, però, comporta anche una perdita di grasso corporeo.

Inoltre, si sono manifestati dei miglioramenti anche nel controllo della glicemia in pazienti diabetici e nei marcatori di rischio cardiometabolico.

Diete supportate dalla scienza per migliorare lo stato di salute

Non ci resta che ricordare che pur trattandosi di diete supportate dalla scienza, bisogna sempre consultare uno specialista così da seguire qualunque dieta in modo controllato e sicuro.

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