Dipendenza da oppioidi: perché si verifica?

28 Febbraio 2020
Il consumo di oppioidi agisce sul sistema dopaminergico cerebrale, incaricato di controllare le concentrazioni di dopamina. Lo stato di euforia è uno dei principali motivi per cui si genera la dipendenza. 

La dipendenza da oppioidi è diventata critica a partire dagli Anni 80, quando si è cominciato a fare un uso indiscriminato di questo gruppo di farmaci.

Assumerli in modo continuato può creare dipendenza. Questa sensazione è caratterizzata da attrazione verso il farmaco, perdita della capacità di controllarne il consumo a dispetto degli effetti avversi che può produrre. La dipendenza da oppioidi può essere considerata una malattia cronica, con frequenti ricadute e aumento del tasso di morbilità e mortalità.

La prescrizione di una cura analgesica a base di oppioidi è sempre accompagnata da un certo grado di perplessità. Il dilemma risiede nel valutare gli effetti positivi forniti dal farmaco per calmare il dolore è le conseguenze negative, tra cui dipendenza e overdose.

Senza contare che il rischio che si sviluppi dipendenza aumenta quando si fa un uso del farmaco non strettamente medico, senza prescrizione, a dosi elevate o assumendolo per vie diverse da quelle indicate. Il rischio aumenta, inoltre, quando il consumo è associato all’alcol.

Come curiosità, prima degli Anni 80, i medici erano più prudenti nel prescrivere queste sostanze. Una serie di articoli di scarsa evidenza scientifica in cui se ne assicurava efficacia e totale sicurezza ne favorì in seguito un consumo più leggero.

Perché si sviluppa la dipendenza da oppioidi?

Cervello illuminato a rappresentare la dipendenza da oppioidi

Il consumo di oppioidi influenza il sistema dopaminergico del cervello, responsabile del controllo delle concentrazioni di dopamina. La dopamina è una sostanza coinvolta in numerosi processi organici. Quando il sistema dopaminergico viene stimolato in modo ripetuto, si modifica anche la plasticità del cervello.

La plasticità è una delle caratteristiche principali di quest’organo complesso. Permette al cervello di recuperare funzioni e di riorganizzarsi, e ai neuroni di rigenerarsi sia dal punto di vista fisico che funzionale e di formare nuove connessioni.

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Se la plasticità è alterata, diminuisce la capacità di autocontrollo sull’uso del farmaco. La ricerca e il consumo fuori controllo di qualunque sostanza è appunto ciò che si intende per dipendenza.

Caratteristiche della dipendenza da oppioidi

Papaveri e farmaci oppioidi
Gli oppioidi sono un gruppo di farmaci che agiscono sui recettori del sistema nervoso; gli oppiacei sono le sostanze derivate dall’oppio.

Gli oppioidi innescano al contempo reazioni positive e negative. L’effetto positivo è legato al senso di euforia e di ricompensa cerebrale che producono. D’altra parte, gli effetti negativi sono legati al sollievo dal dolore; un dolore che non sempre è fisico, ma spesso emotivo o psichico, e causato da eventi stressanti o traumatici.

È per questo motivo che le persone con disturbi mentali ricevono un effetto rinforzante negativo più potente che le rende più vulnerabili.

Circa il 90% delle persone con dipendenza da oppiacei presenta un disturbo psichiatrico aggiunto. I più frequenti sono:

Soprattutto nelle prime fasi della dipendenza, la stimolazione  prodotta nel sistema di ricompensa del cervello è il motivo principale per cui si tende ad assumere il farmaco in maniera ripetuta. Tuttavia, nel tempo si genera una compulsione per il consumo che va oltre il piacere. Questa maggiore compulsione è correlata alla tolleranza e alla dipendenza.

Come abbiamo detto, il rischio di dipendenza aumenta se gli oppioidi vengono assunti in modo diverso rispetto alla prescrizione medica. Finalità diverse da quelle prescritte, dosi più elevate o assunzione più diretta rispetto alla via orale aumentano le probabilità di soffrirne. Il consumo del farmaco insieme a droghe o alcol è altrettanto pericoloso. Queste sostanze, infatti, possono interagire in modo sinergico, aumentando il rischio di sovradosaggio.

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Conclusione

La dipendenza da oppioidi è strettamente collegata alla ripetuta attivazione del sistema dopaminergico del cervello, fatto che influenza la plasticità cerebrale. Di conseguenza, si riduce l’autocontrollo sull’impiego di questi farmaci.

È essenziale educare anche i medici all’uso razionale degli oppioidi. Altrettanto utili possono essere le campagne di sensibilizzazione sull’abuso di queste sostanze per prevenire fenomeni di dipendenza.

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