Divorzio congiunto: tutto quello che c’è da sapere

31 Luglio 2020
Il divorzio congiunto presenta grandi vantaggi rispetto al divorzio giudiziale. Oltre a essere più veloce ed economico, si evitano possibili ripercussioni negative, soprattutto sui figli.

Il divorzio congiunto presenta molti vantaggi rispetto al divorzio giudiziale. È più rapido, più economico e molto più semplice. Può essere, inoltre, meno doloroso per tutti, soprattutto in presenza di figli piccoli.

Divorzio congiunto

Il divorzio è una procedura giudiziaria che consente lo scioglimento del matrimonio. Non sempre è necessario presenziare a un’udienza o comparire davanti al giudice.

La legge 132 del 10/11/2014 ha infatti introdotto in Italia la negoziazione assistita, ovvero è sufficiente che la coppia si rechi dai rispettivi avvocati. In questo caso non sarà necessario avviare alcuna procedura dinanzi a un tribunale, anche in presenza di figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti.

Requisiti per il divorzio congiunto

Coppia seduta distante sul divano.
Affinché si possa procedere al divorzio congiunto è necessario l’accordo di entrambi i coniugi sui diversi aspetti dello scioglimento del matrimonio.

Ai sensi della legge, per ottenere il divorzio congiunto è necessario soddisfare almeno un requisito: che i coniugi siano separati legalmente da almeno 6 mesi (in caso di separazione consensuale) o da almeno 12 mesi (in caso di separazione giudiziale). D’altra parte, si può procedere solo in presenza di un accordo tra le parti. In caso contrario si parlerà di divorzio giudiziale.

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I documenti

Oltre ai documenti e alle ultime dichiarazioni dei redditi, la domanda di divorzio congiunto deve includere gli elementi e le condizioni relativi ai seguenti aspetti:

  • Affidamento e visita ai figli.
  • Destinazione della casa familiare.
  • Assegno di mantenimento per l’ex coniuge e i figli.
  • Eventuale trattamento di fine rapporto.
  • Eventuale gestione o liquidazione dei beni comuni.

A questo scopo risulta necessaria l’assistenza di un avvocato che guidi e tuteli gli interessi dei coniugi e dei minori. Una volta redatto e firmato il ricorso, la domanda verrà presentata al tribunale. Anche in questo caso è prevista l’audizione delle parti, indispensabile per verificare l’impossibilità della conciliazione.

Dopo aver verificato che siano soddisfatti i requisiti stabiliti dalla legge, il giudice infine emetterà la sentenza che approva l’accordo tra le parti.

Se vi sono figli minorenni, il tribunale dovrà valutare che le condizioni stabilite dai coniugi non siano contrarie all’interesse dei figli.

L’accordo può essere respinto?

Coppia con bambina durante il divorzio congiunto.
L’accordo in sede di divorzio congiunto deve garantire che non vi siano conseguenze negative sui minori.

Sebbene i coniugi abbiano liberamente raggiunto un accordo, il giudice può respingere la richiesta, ma solo nel caso in cui l’accordo violi la legge, danneggi l’interesse dei minori e/o uno dei coniugi o non venga ravvisata l’esistenza di una delle cause di scioglimento del matrimonio.

Come si può notare, ottenere un divorzio congiunto significa giungere a un accordo tra le due parti, che deve essere conforme alla legge, rispettare gli interessi delle parti coinvolte, soprattutto in presenza di figli minorenni.

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È pertanto importante contare sul sostegno di un avvocato che possa orientare e consigliare per tutta la durata del procedimento. Ricordiamo, infine, che questo tipo di divorzio è molto più vantaggioso in quanto più veloce (si eviterà di comparire più volte davanti al giudice), meno costoso e, in definitiva, meno devastante.