Enzimi negli alimenti: a cosa servono?

5 Giugno 2020
Gli enzimi presenti nel kiwi migliorano la digestione e prevengono la stitichezza e la flatulenza. Quali altri enzimi esistono? A cosa servono? Ne parliamo in questo articolo.

Gli enzimi presenti negli alimenti sono proteine ​​che tendono ad avere una funzione digestiva. In linea di massima, servono a migliorare i processi di decomposizione e assorbimento dei nutrienti. In seguito a ciò, sono tanti gli alimenti ricchi di enzimi consigliati al fine di ridurre i disturbi di stitichezza.

Possono anche fungere da mediatori in alcune reazioni chimiche e fisiologiche. Tuttavia, esistono anche enzimi dalle proprietà antinfiammatorie o addirittura antiossidanti. Cos’altro dovremmo sapere riguardo agli enzimi negli alimenti? Ne parliamo nel dettaglio in questo articolo.

Enzimi proteolitici alimentari

Alcuni enzimi, come l’actinidina presente nei kiwi, intervengono nella scomposizione delle proteine, favorendo l’assorbimento degli aminoacidi. La loro funzione è specificamente digestiva, come affermato in questo articolo pubblicato sulla rivista Food Function.

Tuttavia, nella letteratura scientifica si trovano anche evidenze che collegano l’assunzione di tale enzima con la riduzione dei problemi di stipsi. Alcuni studi sull’uomo, come quello pubblicato sull’Asia Pacific Journal of Clinical Nutrition, affermano che il consumo di kiwi può ridurre i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile, come flatulenza, gonfiore e dolore addominale.

Un altro esempio di enzima proteolitico lo troviamo nell’ananas. In questo caso parliamo della bromelina, la quale è in grado di migliorare la degradazione delle proteine ​​per il successivo assorbimento degli aminoacidi.

Questo frutto è anche famoso per le sue proprietà diuretiche e digestive. Se ne raccomanda di fatto il consumo dopo pasti pesanti, al fine di ridurre i sintomi associati al gonfiore o alla flatulenza.

Enzimi proteolitici alimentari
Alcuni enzimi, come quelli contenuti nell’ananas e nel kiwi, possono favorire la decomposizione delle proteine.

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Proprietà antinfiammatorie degli enzimi negli alimenti

La papaia contiene un enzima, la papaina, che possiede un rilevante potere antinfiammatorio. Oltre a ciò, viene impiegata nella preparazione di rimedi a uso orale per via dell’alto potere antimicrobico.

Secondo uno studio pubblicato sul Brazilian Dental Journal, tale enzima risulta efficace contro vari tipi di carie, grazie al potere immunomodulante e antinfiammatorio.

Inoltre, un articolo pubblicato sulla rivista Nutrients indica che il consumo regolare di papaia potrebbe essere un aiuto efficace nella prevenzione dell’obesità e di altri disturbi metabolici.

Ciò è dovuto, in particolare, alle proprietà antiossidanti, antipertensive e ipoglicemizzanti. A ogni modo, non vi è ancora certezza sul fatto che tali benefici provengano dalla papaina o da altri nutrienti contenuti nel frutto.

Gli enzimi nell’industria degli integratori alimentari

Attualmente, non esistono prove sufficienti dei benefici per la salute ottenibili con l’integrazione degli enzimi. Nonostante ciò, alcuni preparati proteici spesso contengono tali sostanze nella loro composizione.

Vengono utilizzati allo scopo di ridurre i fastidi a livello gastrico o intestinale, derivanti dall’assunzione di proteine in alte dosi. Inoltre, gli enzimi possono aiutare a ridurre la flatulenza, il che è di per sé un gran beneficio.

L’industria degli integratori sportivi è sempre alla ricerca di sostanze dalla diversa struttura chimica con il fine di migliorare l’assorbimento dei nutrienti.

I risultati ottenuti con le proteine ​​del siero di latte, in fatto di digeribilità, sono stati alquanto positivi grazie all’introduzione degli enzimi nei prodotti proteici di alta qualità.

Integratori proteici
Alcuni integratori proteici contengono enzimi. Ciò ha lo scopo di ridurre i fastidi legati alla digestione delle proteine.

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Enzimi negli alimenti: c’è ancora molta strada da fare

Le funzioni degli enzimi potrebbero essere molte di più di quelle che già conosciamo. Se ne stanno studiando gli effetti nelle reazioni allergiche, così come la loro relazione con l’insorgenza di alcune malattie.

Sono stati descritti diversi modelli in vitro, ma non sono ancora disponibili studi sull’uomo che ne dimostrino i risultati. Costituiscono, pertanto, il campo della ricerca dei prossimi anni, che dipenderà a sua volta dalle conoscenze ottenute nel campo della fisiologia.

Al riguardo, attualmente è possibile raccomandare alcuni alimenti in grado di migliorare la digestione, ad esempio l’ananas o il kiwi.

Si conoscono anche altri prodotti dalle proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, ma non è ancora chiaro se gli enzimi abbiano un ruolo al riguardo o se queste sono dovute semplicemente alla presenza di flavonoidi.

Per concludere, è bene specificare che gli enzimi dei quali abbiamo parlato in questo articolo si trovano nei prodotti di origine vegetale. Motivo in più per raccomandare l’assunzione di prodotti freschi rispetto a quelli industriali, così largamente diffusi attualmente nelle diete.

  • Martin H., Cordiner SB., McGhie TK., Kiwifruit actinidin digests salivary amylase but not gastric lipase. Food Funct, 2017. 8 (9): 3339-3345.
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  • Alves Bastos L., Lorencetti Silva F., Queiroz Thomé JP., Manfrin Arnez MF., et al., Effects of papain based gel used for caries removal on macrophages and dental pulp cells. Braz Dent J, 2019. 30 (5): 484-490.
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