Fantastica notizia: in Nigeria è stata proibita l’infibulazione alle bambine

25 giugno 2015

L’infibulazione, mutilazione del clitoride o “circoncisione femminile”, come viene chiamata in molte nazioni, è una pratica che consiste nell’eliminazione parziale o totale di alcuni degli organi genitali femminili, e più nello specifico del clitoride.

Molte culture, specialmente quelle indigene e africane, hanno realizzato questa pratica atroce fin dall’antichità, come parte delle loro credenze e tradizioni.

Tuttavia, negli ultimi anni si è lottato contro questa pratica e, grazie all’appoggio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, molte nazioni e comunità native l’hanno abolita, prendendo in considerazione i grandi rischi che corrono le bambine che vengono sottomesse a questo doloroso procedimento.

Lo scorso 9 Giugno 2015, la Nigeria ha realizzato un grande passo avanti nella storia, trasformandosi nel ventitreesimo stato dell’Africa a proibire l’infibulazione sulle bambine.

È una notizia molto importante per tutti noi e soprattutto per chi lottava già da tempo per l’abolizione di questa pratica. La Nigeria, inoltre, è lo stato più popolato dell’Africa, dove si stima una popolazione di circa 20 milioni di donne e bambine.

È una misura molto importante per mettere fine a questa terribile mutilazione, che purtroppo continua ad essere praticata in 29 stati tra Africa e Asia.

In cosa consiste questa pratica?

infibulazione

Questa pratica viene realizzata su bambine di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, che vengono previamente preparate dalle loro madri per entrare in una vecchia e tenebrosa stanza, in cui le condizioni igieniche sono inesistenti.

Lì, una donna effettua con coltellini e lame quest’orribile procedimento, in un tempo massimo di 15 minuti.

Le bambine vengono prese e, nella quasi totale oscurità, vengono mutilate. Tramite coltellini o qualsiasi altro oggetto affilato, vengono eliminati, parzialmente o totalmente, il clitoride, le piccole labbra e parte delle grandi labbra delle bambine.

In queste condizioni, senza nessun tipo di anestesia e senza precauzioni igieniche, la donna mutila le bambine, che non possono fare altro che gridare e piangere per il terribile dolore. All’interno di queste stanze si sparge sangue e dolore, mentre fuori, i familiari ridono e celebrano le loro bambine, che finalmente sono pronte a diventare delle donne.

mutilazione genitale

Finalizzato questo procedimento, inizia la ricerca di uno sposo che sia disposto ad offrire una buona dote in cambio delle finalmente “donna”. Tutto questo ovviamente se la bambina sopravvive a tutti i rischi che implica la mutilazione di un organo che nella donna svolge una funzione molto importante.

Molte bambine muoiono a causa dell’emorragia  o per il collasso neurologico provocato dall’intenso dolore e dal trauma. Altre, invece, muoiono a causa delle terribili infezioni che comporta questo processo, che viene effettuato senza prendere nessuna misura di sicurezza.

Per questo motivo, ormai da diversi anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha denominato ufficialmente questa pratica come mutilazione genitale femminile, perché non vengono prese precauzioni mediche e perché è realizzata da terzi che hanno come unica intenzione quella di privare le donne per tutta la vita del piacere sessuale.

Come se non bastasse, è stato dimostrato che questa pratica può avere serie conseguenze su bambine e donne, come nel caso di emorragie, problemi urinari, cisti, infezioni, infertilità e complicazioni durante il parto.

I dati della vergogna

circoncisione femminile

Si stima che, nel mondo, ogni minuto quattro bambine di età inferiore ai 15 anni vengano sottoposte all’infibulazione. Fino a questo momento e secondo i dati riportati dalle organizzazioni non governative, sono 137 milioni le donne mutilate, nonostante le proteste e la costante lotta per mettere fine a questa pratica disumana.

La cosa peggiore è che, se non si riesce a proibire l’infibulazione nei 29 paesi di Africa e Asia, 86 milioni di bambine in tutto il mondo potrebbero soffrire di mutilazione degli organi genitali esterni prima del 2030.

È inoltre importante ricordare che, anche se in molti stati questa pratica è proibita dalla legge, molte culture continuano a praticarla illegalmente.

Per fortuna, gli sforzi continui delle ONG e le principali istituzioni di salute mondiale hanno ottenuto buoni risultati e la decisione della Nigeria ne è una chiara prova.

È molto importante continuare ad educare sulla salute e far conoscere i rischi che questa terribile pratica continua a comportare.

Senza pretesa di cambiare le culture e le tradizioni autoctone delle varie popolazioni, è essenziale prendere coscienza e cambiare la mentalità rispetto a questa pratica che ha portato via tantissime vite e che continua a causare atroci sofferenze.

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