Fluoxetina in gravidanza: quali rischi per il feto?

Sebbene il trattamento con fluoxetina sia ammesso in gravidanza, dovrebbe essere limitato alle situazioni che giustifichino i possibili rischi per il feto. Cosa dicono le ricerche al riguardo?
Fluoxetina in gravidanza: quali rischi per il feto?

Ultimo aggiornamento: 16 febbraio, 2021

L’uso della fluoxetina in gravidanza è da anni un argomento che suscita grande interesse. Si tratta di un medicinale indicato nel trattamento della depressione che appartiene al gruppo degli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI). È capace, di fatto, di aumentare i livelli di questo neurotrasmettitore, esercitando un’azione riequilibrante sull’umore.

La fluoxetina, con il marchio Prozac, è stato il primo farmaco commercializzato negli Stati Uniti (1988) dalla società Eli Lilly per il trattamento della depressione maggiore. Accolto con entusiasmo dalla comunità scientifica, dimostrò di avere la stessa efficacia di altri farmaci antidepressivi ma minori effetti secondari. 

Attualmente sono state sviluppate nuove molecole per il trattamento dei disturbi depressivi; la fluoxetina, tuttavia, è stata una delle più utilizzate al mondo.

Depressione in gravidanza o prenatale

La gravidanza è una fase importante nella vita di ogni donna. Gli alti e bassi ormonali a cui va incontro il corpo femminile possono scatenare una tempesta di emozioni e sentimenti, talvolta contraddittori.

Quando la sensazione di tristezza è persistente, si può verificare un quadro di depressione prenatale; una condizione complicata a cui occorre prestare speciale attenzione.

Donna incinta depressa.
Gli sbalzi ormonali che si verificano durante la gestazione possono favorire la depressione prenatale.

Si tratta, tuttavia, di un disturbo difficile da diagnosticare. Spesso i sintomi vengono confusi con i normali segni della gravidanza: stanchezza, apatia o difficoltà a prendere sonno. Quando è il caso di cercare un aiuto specialistico? In caso di:

  • Tristezza e crisi di pianto inconsolabile senza motivo apparente.
  • Incapacità di trovare interesse nella attività che prima davano soddisfazione.
  • Irritazione e cattivo umore.
  • Senso di vuoto e di colpa.
  • Difficoltà nei rapporti sociali.
  • Ansia.
  • Pensieri pessimistici riguardo il futuro.
  • Difficoltà a restare concentrati.
  • Cambiamenti delle abitudini alimentari, del sonno e dell’igiene.

La futura madre può provare sentimenti contraddittori nei confronti del bambino e persino rifiutare l’idea di affrontare il parto.

Una depressione prenatale non trattata può avere serie ripercussioni sulla madre e sul bambino. Aumenta il rischio  di aborto spontaneo, parto prematuro, sottopeso o ritardo dello sviluppo del neonato. 

La depressione prenatale aumenta del 25% le probabilità di soffrire anche di depressione post partum. Prima di assumere un antidepressivo in gravidanza, però, occorre fare un bilancio dei rischi-benefici. 

È possibile assumere fluoxetina in gravidanza?

La fluoxetina è il farmaco di prima scelta nel trattamento della depressione prenatale. La Food and Drug Administration lo ha classificato in categoria C, ovvero i potenziali benefici ne giustificano l’assunzione nonostante i potenziali rischi per il feto. 

Secondo la letteratura scientifica, tuttavia, il trattamento con fluoxetina nel primo trimestre di gravidanza può aumentare il rischio di malformazioni cardiovascolari nel bambino.

Secondo alcune ricerche, nelle donne che assumono fluoxetina il rischio di un difetto cardiovascolare nel feto è del 2%; il rischio atteso per questo difetto sulla popolazione generale è invece dell’1% circa.

Altri studi epidemiologici indicano che assumere antidepressivi SSRI nella fase finale della gestazione può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN).

Il rischio osservato è stato di circa 5 casi su 1000 gravidanze contro una casistica generale di 1 o 2 casi ogni 1000 nati.

Confezioni di fluoxetina in gravidanza.
Si prescrive la fluoxetina in gravidanza solo quando le condizioni cliniche della donne giustificano l’assunzione, poiché comporta significativi rischi per il feto.

È molto importante, inoltre, non interrompere bruscamente il trattamento con fluoxetina; dovrà invece avvenire in modo graduale, nell’arco di una o due settimane, per evitare la comparsa di sintomi da astinenza.

Quando la fluoxetina viene assunta in gravidanza, infine, occorre prestare la massima cautela nell’ultimo trimestre o prima del parto. Sono stati segnalati, infatti, alcuni effetti sul neonato come:

  • Irritabilità.
  • Tremore.
  • Ipotonia.
  • Pianto persistente.
  • Difficoltà nella suzione.
  • Disturbi del sonno.

Conclusioni

L’assunzione della fluoxetina in gravidanza, sia nella prima che nell’ultima fase, deve essere valutata attentamente con il medico psichiatra. Lo specialista deve tenere conto del rapporto rischi/benefici sia per la madre sia per il bambino.

In presenza di una depressione significativa, si può considerare di mantenere la terapia. Tuttavia se si tratta di una depressione ben controllata, l’ideale è sospendere la fluoxetina per orientarsi su un aiuto di tipo psicologico.

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