Gli elettroliti: cosa sono e dove si trovano?

28 Gennaio 2020
Gli elettroliti sono sostanze presenti nel corpo umano che possiedono una carica elettrica. Si tratta di elementi fondamentali per il normale funzionamento dell'organismo, che possono essere perduti e reintegrati.

Probabilmente gli sportivi hanno maggiore familiarità con gli elettroliti. L’idratazione, infatti, è un fenomeno strettamente legato a questo argomento, e ciò spiega la pubblicità sorta intorno a queste sostanze.

Gli elettroliti sono sostanze minerali presenti nel sangue e in altri liquidi del corpo, come l’interno delle cellule. La loro particolarità consiste nella capacità di trasportare cariche elettriche. In altre parole, l’elettrolita può sciogliersi in acqua e condurre elettricità.

Si tratta di elementi fondamentali per l’organismo. Come vedremo, uno squilibrio in uno di essi può risultare letale. Queste sostanze sono collegate al flusso di acqua all’interno del corpo, al pH del sangue (la sua acidità) e all’attività dei muscoli.

I principali elettroliti del corpo umano sono il sodio, il cloro, il calcio, il fosforo, il magnesio e il potassio. Per ognuno di essi esistono valori di concentrazione nel sangue che vengono considerati normali. Ad esempio:

  • Per il potassio i valori normali oscillano tra 3,5 e 5,3 mEq/L.
  • Il sodio presenta valori regolari tra 136 e 145 mEq/L.
  • Il cloro viene considerato normale tra 97 e 107 mEq/L.

Cause dello squilibrio degli elettroliti

Il normale equilibrio degli elettroliti all’interno del corpo può risultare alterato. Squilibri ormonali, malattie di organi come i reni o il fegato e perfino l’assunzione di farmaci sono fenomeni che possono danneggiarli. Tra le cause più comuni dello squilibrio elettrolitico, possiamo segnalare le seguenti:

  • Disidratazione. Quando il corpo attraversa un periodo di disidratazione, non si limita a perdere liquidi, ma anche queste sostanze caricate elettricamente. Durante i picchi febbrili o in presenza di gastroenteriti accompagnate da vomito, si eliminano elettroliti.
  • Sindrome da malassorbimento. Esistono patologie che alterano il meccanismo di assorbimento dei nutrienti da parte dell’intestino. Quando ciò accade, è possibile che gli elettroliti ingeriti non vengano assimilati dall’organismo.
  • Malattie endocrine. Il diabete o l’ipotiroidismo sono esempi di patologie ormonali che rompono l’equilibrio dell’ambiente interno al corpo.
  • Chemioterapia. I pazienti oncologici sottoposti a trattamenti di chemioterapia sono particolarmente esposti allo squilibrio elettrolitico. Lo staff medico deve prestare sempre molta attenzione a questo aspetto al fine di reintegrare gli elettroliti persi in seguito al trattamento.
  • Farmaci. Oltre alla chemioterapia, ci sono altri farmaci, di uso relativamente comune, che possono provocare la perdita di sostanze minerali, come i diuretici e alcuni corticosteroidi.
  • Malattie dei reni. Tra i compiti dei reni è presente la regolazione delle sostanze che abbandonano il corpo. Quando la loro funzione viene meno, possono causare perdite di sodio, potassio, calcio, fosforo e magnesio.
Donna che beve per reintegrare gli elettroliti nel corpo
L’idratazione svolge un ruolo determinante nel mantenimento dell’equilibrio elettrolitico del corpo. Tuttavia, alcune malattie e farmaci possono provocare uno squilibrio.

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Gli squilibri più comuni

Alcune alterazioni degli elettroliti sono più frequenti di altre. Alcune sono temporanee e tendono a correggersi da sole, mentre altre richiedono un intervento esterno.

Anche se la maggior parte di questi squilibri non presenta una gravità con carattere di urgenza, possono comunque verificarsi situazioni complesse. Le conseguenze a lungo termine possono rivelarsi gravi.

Nel caso del calcio, per esempio, possiamo presentare ipocalcemia (quantità inferiore nel sangue) o ipercalcemia (eccesso di calcio nel sangue). Per le donne, l’ipocalcemia rappresenta un fattore che va ad aggiungersi al rischio di osteoporosi con l’arrivo della menopausa. All’estremo opposto, l’ipercalcemia può provocare calcoli ai reni.

Il sodio, sia in eccesso che in difetto, altera il funzionamento neuronale. L’iponatriemia, che corrisponde a una diminuzione della concentrazione di sodio, e l’ipernatriemia, ovvero un’elevata concentrazione di sodio nel sangue, causano irritabilità e confusione. In casi estremi, è possibile che si presentino convulsioni.

Il potassio è forse l’elettrolita che più di altri può portare allo sviluppo di condizioni mediche che richiedono un intervento tempestivo. I miocardiociti, che sono le cellule del muscolo cardiaco, richiedono valori specifici di potassio per mantenere il battito cardiaco entro parametri normali. La mancanza di potassio nel sangue può provocare aritmie, con i conseguenti rischi.

In casi di eccesso di potassio nel sangue, si raccomanda di rivolgersi a specialisti per verificare la presenza di eventuali disturbi ai reni. La prima manifestazione di un’insufficienza renale può essere costituita da ipercaliemia o, in altre parole, un eccesso di potassio nel sangue.

Dottoressa che ausculta il cuore
I pazienti che presentano bassi livelli di potassio possono manifestare aritmie cardiache. Inoltre, sono esposti ad altri rischi che interessano la salute cardiovascolare.

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Le fonti di elettroliti

È importante sapere da dove riceviamo gli elettroliti nella nostra dieta. Non solamente per sapere come reintegrarli in caso di perdite, ma anche per organizzare un piano alimentare vario in base al nostro fabbisogno quotidiano.

Oltre ai liquidi che vengono preparati con elettroliti per l’idratazione degli sportivi, questi sono presenti anche nei seguenti alimenti:

  • Calcio. Si trova in numerosi pesci, soprattutto le sardine, negli spinaci e nelle mandorle.
  • Fosforo. Il fosforo è presente, di nuovo, nelle mandorle, così come nelle noci. Le carni magre e le uova offrono questo elettrolita, proprio come i latticini, ovvero i formaggi e lo yogurt.
  • Sodio. È presente un barbabietola, aglio, olive e pomodoro.
  • Magnesio. Le verdure a foglia verde, il pesce, la frutta secca e il cioccolato contengono grandi quantità di magnesio.
  • Potassio. Possiamo trovarne buona quantità nelle verdure a foglia verde e in numerosi frutti, come le banane e gli agrumi.
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