Semi dal potere antitumorale

13 Gennaio 2016
Alcuni semi, grazie alle loro proprietà, possono diventare integratori per prevenire il cancro o affiancare il trattamento di chemioterapia, senza mai sostituirlo.

Nella ricerca delle migliori terapie, diversi studi hanno constatato che in natura esistono dei semi dal forte potere antitumorale e il grande vantaggio di non produrre effetti collaterali negativi.

La chemioterapia resta, ad oggi, la tecnica più utilizzata per combattere il cancro. Per quanto sia accertato però, che comprometta anche le cellule sane del corpo e gli organi non interessati.

Grazie alle campagne di informazione, abbiamo maggiore possibilità di prevenire questa malattia. Una parte delle ricerche si sta concentrando sul potere antitumorale di alcuni semi. Le alternative naturali hanno lo scopo principale di diminuire la probabilità di sviluppare questa patologia.

Allo stesso tempo, rafforzano il sistema immunitario e, in alcuni casi, aiutano a frenare lo sviluppo delle cellule maligne. Tra queste alternative, troviamo 4 semi, le cui proprietà nutrizionali hanno fornito risultati soddisfacenti nella lotta contro il tumore.

4 semi dal potere antitumorale

1. Semi di mela

Semi di mela

I semi di mela sono, secondo il parere di alcuni esperti, uno degli ingredienti naturali dal maggiore potere antitumorale. Perché, però, in molti non lo sanno?

A quanto pare, come capita in casi simili, esistono enti che non vogliono rendere pubblica la notizia, perché preferiscono svilupparne la versione sintetica e ottenere grandi guadagni. Di certo è scientificamente provato che i semi di mela possono inibire le cellule maligne di diverse forme tumorali tra cui quelle del:

  • Colon
  • Polmoni
  • Prostata
  • Pancreas
  • Seno
  • Stomaco

I composti fitochimici presenti in questi semi hanno dimostrato di essere mille volte più efficaci nel ritardare lo sviluppo delle cellule cancerogene rispetto all’Adriamycin o doxorubicina, un farmaco chemioterapico utilizzato in tutto il mondo.

L’aspetto più incoraggiante è che questa terapia naturale distrugge unicamente le cellule che provocano il cancro, senza compromettere le cellule sane.

È anche vero che i semi di mela contengono una minima quantità di cianuro. Questa  però, diventerebbe letale solo se somministrata in dosi troppo alte.

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2. Semi d’uva

Estratto dei semi di uva

L’estratto che si ottiene dai semi d’uva è una ricca fonte di antiossidanti, bioflavonoidi e un principio attivo noto come B2G2, in grado di contrastare le cellule tumorali.

In passato si pensava che i composti bioattivi presenti nell’estratto dei semi d’uva avessero la capacità di attaccare selettivamente vari gruppi di cellule tumorali. Ora è stato confermato che questo effetto è strettamente legato alla presenza del B2G2.

Tutto lascia pensare che questo composto alteri l’ambiente necessario alla crescita delle cellule cancerose e ne modifichi il DNA. Dopo aver danneggiato le cellule maligne, ne ostacola la rigenerazione, effetto che potrebbe diminuire lo sviluppo del tumore fino al 67%.

3. Semi di lino

Grazie al contenuto elevato di lignani, anche i semi di lino sono inclusi nell’elenco degli alimenti con possibile azione antitumorale. I lignani, in quanto fitoestrogeni, pare giochino un ruolo importante nella prevenzione e nella terapia del cancro al seno.

I semi di lino sono diventati popolari da qualche anno. Hanno la capacità di promuovere l’apoptosi (cioè la morte programmata) delle cellule tumorali e, allo stesso tempo, di inibire l’angiogenesi. In questo modo aiutano a rallentare la formazione delle metastasi.

Sono, infine, una fonte interessante di acido alfa-linoleico, un acido grasso essenziale omega 3 che aiuta a combattere il cancro e altre malattie croniche.

4. Semi di albicocca

Semi di albicocca

Le albicocche contengono una buona quantità di vitamina B17, dall’azione antitumorale sul nostro corpo. Questa vitamina non solo aiuta a prevenire il cancro, ma pare aiutare anche i pazienti in terapiaLa parte del seme che va consumata è l’interno. Ha la forma di una mandorla e si ottiene rompendo il nocciolo con un martello.

Fate però attenzione. La fonte di vitamina B17 deve provenire proprio dalle albicocche. Gli integratori che si trovano in commercio non contengono anche gli enzimi e i cofattori che sono presenti dentro i semi. Per attenuare il sapore amaro, si può provare a consumarle con un pizzico di noce moscata o cocco grattugiato.

Ricordate di leggere anche: L’olio d’oliva può proteggerci dal cancro al seno

È importante ricordare che:

Questi semi hanno dimostrato di avere un’azione antitumorale, ma ancora non è stato verificato che possano curare effettivamente il cancro. Per questo motivo, un loro consumo regolare è consigliato come forma di prevenzione o come integrazione ad una terapia medica.

In ogni caso, devono essere assunti sotto supervisione medica e in minime quantità, dal momento che alcuni potrebbero avere effetti negativi se consumati in eccesso.