Ipossia cerebrale: tipi e cause

27 Novembre 2019
L'ipossia cerebrale è una condizione che si verifica quando vi è un ridotto apporto di ossigeno al cervello. Essendo un organo vitale, la mancanza di ossigeno è estremamente pericolosa. In questo articolo parliamo delle cause più frequenti.

Si parla di ipossia cerebrale quando il flusso di ossigeno che raggiunge il cervello è inferiore alla norma. Il normale flusso di ossigeno consente al cervello di funzionare correttamente, in base alle esigenze dell’organismo.

Va notato che il cervello è un organo le cui funzioni non dovrebbero cessare. In certi casi, si attivano delle aree piuttosto che altre, ma gli altri organi del corpo umano dipendono dalle sue prestazioni ottimali.

A causa del costante funzionamento, il cervello è un grande consumatore di ossigeno. Quest’ultimo giunge attraverso le arterie che distribuiscono il sangue dal collo in su. Quando il sangue diminuisce, accade lo stesso all’ossigeno.

Il cervello è fortemente influenzato dalla mancanza di ossigeno. Le cellule che lo compongono iniziano il processo di morte, noto come infarto cerebrale, dopo appena cinque minuti dall’assenza di ossigeno. Ciò non fa che dimostrare l’importanza che può avere un episodio di ipossia cerebrale.

Cause dell’ipossia cerebrale

Le cause di ipossia cerebrale possono essere varie. In alcuni casi vi è un minore apporto di ossigeno alla regione cranica, mentre in altri, insieme all’ossigeno, vi è anche una diminuzione del flusso sanguigno, con tutte le conseguenze del caso.

Tra le diverse cause possiamo elencare:

  • Altitudine: soggiornare a grandi altitudini sopra il livello del mare produce un calo dell’ossigeno di cui dispone il cervello per funzionare. È il “mal di montagna” ed è associato a pratiche sportive quali arrampicata e alpinismo.
  • Intossicazione da gas: il monossido di carbonio ne è il principale responsabile. Quando si verifica un’intossicazione con questo gas, l’ossigeno nel sangue viene sostituito dal monossido di carbonio. In tal modo, le cellule di tutto l’organismo ricevono un elemento che non possono utilizzare per il loro metabolismo.
  • Malattie neurologiche del midollo spinale: alcune patologie, come la sclerosi laterale amiotrofica, attaccano il centro respiratorio del cervello, paralizzando i muscoli respiratori. Quando la meccanica respiratoria risulta alterata, entra meno ossigeno e si verifica una condizione simile al soffocamento.
  • Asfissia: che sia intenzionale, con movente criminale, o legata a incidenti, è causa di ipossia cerebrale. Comprimere fortemente la gola, affogare o inalare i fumi di un incendio sono tra le varie forme possibili di soffocamento.
  • Ipotensione arteriosa: quando la pressione sanguigna è troppo bassa, risulta insufficiente per irrigare i tessuti, specialmente quelli più lontani dal cuore. Tra i tessuti più colpiti c’è il cervello.
  • Problemi cardiaci: qualsiasi malattia cardiaca che ne limiti l’adeguata capacità di pompaggio e di ritmo, può provocare ipossia cerebrale. Può riguardare un evento acuto, come l’infarto del miocardio, o situazioni croniche come le aritmie.
  • Ictus: produce ipossia cerebrale in determinate aree, sia per l’ostruzione di un’arteria cerebrale a causa di un coagulo, che per la rottura di una sezione dei vasi dell’encefalo, causando in questo caso un’emorragia.
Ictus
Sia l’ictus che l’infarto possono causare ipossia cerebrale

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Classificazione

La classificazione varia in funzione dell’area cerebrale colpita. Alcuni episodi ipossici colpiscono solo le cellule di un determinato punto del cervello, mentre in altri casi si interrompe il flusso generale. Qui di seguito riportiamo i diversi tipi di ipossia cerebrale:

  • Focale: l’ipossia cerebrale, in questo caso, si concentra in un punto. L’esempio classico è l’ictus che ha origine da un coagulo che ostruisce un’arteria cerebrale.
  • Diffusa: è così chiamata la diminuzione del flusso di ossigeno che avviene in modo uniforme in tutto il cervello, ma senza conseguenze gravi. Le funzioni delle cellule cerebrali si riducono, ma raramente si arriva all’infarto.
  • Globale: in questo caso la riduzione riguarda l’intero cervello e riveste una certa gravità. L’assenza di ossigeno fa morire le cellule, e si manifestano dei sintomi in base all’area del cervello interessata.
  • Massiva: è la massima espressione dell’ipossia cerebrale, nella quale ampie aree del cervello vengono danneggiate contemporaneamente mettendo a rischio la vita del paziente e l’eventuale guarigione.
Infarto cerebrale

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Come sapere se si soffre di ipossia cerebrale

Sebbene i sintomi dell’ipossia cerebrale dipendano dalla durata dell’assenza di ossigeno, esistono anche sintomi caratteristici. Ricordate che un’ipossia di alcuni secondi potrebbe non avere ripercussioni; tuttavia, se si estende per cinque minuti, causerà sicuramente un infarto cerebrale.

Nelle ipossie cerebrali momentanee potrebbe manifestarsi una mancanza di attenzione, perdita di memoria, sensazioni strane del corpo, difficoltà del linguaggio, ecc. Può anche verificarsi una limitazione dei movimenti, come in presenza di una paralisi.

Un periodo di tempo più lungo senza ossigeno provoca convulsioni, svenimenti con perdita di coscienza e persino coma. A questo punto, l’assistenza diventa un’emergenza che richiede misure immediate di supporto vitale da parte dello staff medico.

Quando si superano i cinque minuti di ipossia cerebrale, si ha un infarto. Un piccolo infarto può dar luogo a un successivo recupero con riabilitazione, ma un infarto massivo è in grado di causare la morte di tutto il cervello.

Di fronte a qualsiasi sintomo neurologico, è raccomandabile consultare uno specialista. Se il soggetto sviene e perde conoscenza, o ha le convulsioni, la prima cosa da fare è contattare il servizio di pronto soccorso per un rapido intervento.

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