La diabulimia: cos’è e come riconoscerla

17 Settembre 2019
La diabulimia è l'insieme di fattori di rischio propri di una grave malattia endocrina e di un disturbo dell'alimentazione.

Quando un disturbo alimentare si aggiunge a un deficit ormonale le conseguenze sono devastanti. La diabulimia è una malattia relativamente recente che ha origine dalla combinazione di due malattie già di per sé molto pericolose: il diabete insulino-dipendente e la bulimia. Da qui deriva il suo nome.

Qual è il ruolo del diabete nella diabulimia?

In questa sede, faremo riferimento al diabete di tipo I, quello in cui si ha bisogno di un apporto esogeno di insulina, in quanto il pancreas non ne sintetizza la quantità sufficiente.

Il deficit di insulina è un fattore importante nella perdita di peso del paziente. L’insulina è necessaria per condurre le molecole di glucosio alle cellule, e garantirne così il corretto funzionamento. Se non c’è insulina, lo zucchero si mantiene nel flusso sanguigno fino a essere eliminato, in genere attraverso i reni, e induce a una perdita di peso a volte estrema.

In condizioni normali, i pazienti giovani affetti da diabete di tipo I a seguito di diagnosi e di trattamento cronico con insulina (associato, tra l’altro, a un’alimentazione strettamente supervisionata) iniziano a recuperare peso. Nella diabulimia il paziente sfrutta l’azione dell’insulina sul metabolismo per mantenere un peso esageratamente basso, ben lontano dal recupero di peso e del proprio stato di salute.

Ragazza con diabulimia

Potrebbe interessarvi: Dieta chetogenica e quali sono i rischi

Paziente tipo

La diabulimia può colpire entrambi i sessi, sebbene abbia una notevole e maggiore incidenza nel sesso femminile. I pazienti tipo di solito presentano le seguenti caratteristiche:

  • Ragazze con insorgenza di diabete di tipo I precoce.
  • Intelligenti, con buoni risultati accademici e perfezionisti.
  • Autostima davvero bassa.
  • Contesti familiari difficili: scarsa risoluzione dei problemi, elevate pretese e deficit nella comunicazione emotiva dei membri.
  • È frequente l’insorgenza di tratti depressivi, senza chiara consapevolezza sull’effettiva insorgenza primaria della diabulimia o della depressione.

La paziente affetta da bulimia che soffre oltretutto di diabete di tipo I inizia a sostituire le abbuffate, il conseguente vomito e l’attività fisica in eccesso, con l’uso dell’insulina, allo scopo di perdere peso.

Si inietta, pertanto, dosi evidentemente insufficienti che talvolta causano coma iperglicemico, con episodi molto gravi e che possono arrivare a compromettere la sua stessa vita. Tuttavia, vi è il desiderio di mantenersi magre, follemente magre.

Questo perverso impiego dell’insulina inizia come una specie di gioco in cui ci si ritrova intrappolate, senza possibilità di fuga, man mano che i sintomi si sviluppano.

I pazienti che non soffrono di disturbo bulimico e che supervisionano al meglio le dosi di insulina e la sua assunzione vogliono evitare a tutti i costi i picchi di zucchero, perché fastidiosi e pericolosi. Questi pazienti tendono al sovrappeso.

Leggete anche: Differenza tra fame fisiologica e fame nervosa

Complicazioni

Nei pazienti con diabulimia gli effetti del diabete insulino-dipendente si intensificano e accelerano.

  • Aumenta il rischio di danni ai reni, che può portare al bisogno di dialisi.
  • Danneggia la retina, fino a provocare cecità.
  • Compromette la circolazione sanguigna periferica, dando origine al piede diabetico, che in casi gravi può richiedere l’amputazione.
Il piede diabetico

  • Ritardo o assenza della mestruazione.
  • Blocco della crescita
  • Perdita di capelli, problemi dermatologici e così via.
  • Chetoacidosi da iperglicemia prolungata nel sangue, che può causare danni cellulari irreversibili e coma.
  • Non di rado compaiono neuropatie causate dal fattore tossico dell’acidosi metabolica sui nervi.
  • L’età media di morte dei pazienti con diabulimia è 45 anni.

Come possiamo notare, la prognosi è molto incerta.

Fattori che fanno sospettare la presenza di diabulimia

Molti esperti raccomandano alla famiglia e agli amici dei pazienti affetti da diabete I di tenere sotto controllo alcuni fattori che potrebbero far pensare a un disturbo alimentare associato al diabete stesso, come ad esempio.

  • Fasi di mancanza di controllo sul diabete.
  • Forte perdita di peso.
  • Ricoveri per ipo o iperglicemia.
  • Falsi dati dei valori della paziente, se confrontati alle analisi di laboratorio.
La diabulimia cibo

La diabulimia è una malattia molto difficile da diagnosticare e piuttosto sconosciuta ai medici non specializzati. La sua prognosi è molto grave e bisogna puntare a una diagnosi precoce, che permetta di iniziare la terapia prima possibile.

Parliamo di un trattamento complesso per una malattia endocrina che colpisce la sfera emotiva e psichica e che, quindi, richiede l’azione di un’equipe multidisciplinare formata almeno da:

  • Medico di famiglia
  • Psicologo
  • Nutrizionista
  • Endrocrinologo

Tutti i professionisti coinvolti devono mantenere aperto un canale di comunicazione chiara tra loro, in modo da poter attuare i trattamenti medici e psicologici, e con la famiglia, per maggiori benefici per il paziente.

In conclusione, la diabulimia è più di un disturbo alimentare e molto più di un caso di diabete insulino-dipendente.

  • Larranaga A, Docet MF, Garcia-Mayor RV. Disordered eating behaviors in type 1 diabetic patients. World J Diabetes. 2011;2(11):189-95.22.
  • Orit Pinhas-Hamiel, MD, Uri Hamiel, ,Yuval Greenfield, Valentina Boyko, Chana Graph-Barel, Marianna Rachmiel, Liat Lerner-Geva, Brian Reichman. Detecting Intentional Insulin Omission for Weight Loss in Girls with type 1 Diabetes Mellitus. International Journalof Eating Disorders 46:8 819–825 201323.
  • Sancanuto C, Tébar FC, Jiménez-Rodríguez D, Hernández-Morante JJ. Factores psicosociales en la diabetes mellitus tipo1 y su relación con el riesgo de desarrollar trastornos alimentarios en la infancia y la adolescencia. Avances en Diabetología. 2014; 30,5; 156-16224.
  • Jessica T. MarkowitzDeborah A. Butler, Lisa K. Volkening, Jeanne E. Antisdel, Barbara J. Anderson, Lori M.B. Laffel. Brief Screening Tool for Disordered Eating in Diabetes. Internal consistency and external validity in a contemporary sample of pediatric patients with type 1 diabetes. Diabetes Care 33:495-500; 2010.25.
  • Custal N, Arcelus J, Agüera Z, I Bove F, Wales J, Granero R, Jiménez-Murcia S, Sánchez I, Riesco N, Pino Alonso, Crespo JM, Virgili N, Menchón JM, and Fernandez-Aranda F. Treatment outcome of patients with comorbid type 1 diabetes and eating disorders. BMC Psychiatry. 2014; 14: 140.