La riabilitazione cardiologica per tornare attivi

La riabilitazione cardiologica è un programma messo punto per il paziente che ha sofferto di attacco di cuore, in modo da aiutarlo a riprendere le sue normali attività quotidiane. Ve ne parliamo nel dettaglio in questo articolo.
La riabilitazione cardiologica per tornare attivi

Ultimo aggiornamento: 11 marzo, 2020

La riabilitazione cardiologica è una forma standard di monitoraggio attivo dei soggetti che hanno avuto un infarto del miocardio o che si sono sottoposti a un intervento al cuore. Ogni caso è a sé stante e trae vantaggio da diversi programma.

In poche parole, la riabilitazione cardiologica prevede l’educazione alla salute e l’attività fisica, così come sostegno emotivo. Lo scopo è quello di migliorare la qualità di vita del paziente cardiaco, affinché possa svolgere tutte le attività nel modo più normale possibile.

Come ulteriore obiettivo, si punta a far acquisire consapevolezza al paziente delle abitudini di vita da modificare per prevenire un nuovo attacco cardiaco. Si potrebbe dire che nella riabilitazione cardiologica è più importante l’educazione piuttosto che gli esercizi.

Le associazioni di cardiologia dei vari Paesi del mondo raccomandano i programmi di riabilitazione cardiologica: non ci sono dubbi, infatti, in merito alla loro efficacia. Studi scientifici hanno già dimostrato che questi programmi sono in grado di ridurre il rischio di angina pectoris e di infarti.

Chi può trarre beneficio dalla riabilitazione cardiologica

I programmi di riabilitazione cardiologica non sono applicabili a qualsiasi paziente che ha sofferto di cardiopatia ischemica. Si fa una selezione di coloro che potrebbero trarre maggiori benefici dal programma. Gli specialisti, tuttavia, concordano sul fatto che a trarne vantaggio sono i soggetti che hanno sofferto o che soffrono di:

  • Insufficienza cardiaca: una patologia in cui il cuore non ha forza a sufficienza per pompare il sangue nel sistema cardiocircolatorio. Per chi ne soffre svolgere le comuni attività quotidiane diventa complicato.
  • Angina pectoris: è il dolore ricorrente al torace provocato da un minore afflusso di sangue al cuore. La riabilitazione cardiologica è fondamentale per evitare che tale condizioni sfoci in un infarto acuto del miocardio.
  • Infarto acuto del miocardio: è la patologia cardiaca grave e mortale per eccellenza. Avviene la morte delle cellule cardiache a causa dei un’importante riduzione dell’afflusso di sangue al cuore.
  • Malattia arteriosa periferica: quando l’ateriosclerosi occlude le arterie degli arti superiori o inferiori, si manifesta questa malattia arteriosa periferica. I fattori di rischio sono simili a quelli della cardiopatia ischemica.
  • Chirurgia cardiologica: quando non è possibile una soluzione alternativa all’intervento chirurgico, il paziente viene supportato dopo l’intervento con la riabilitazione cardiologica per essere reinserito nella società e nel suo ambiente naturale.
  • Trapianto di cuore: è l’ultima opzione in caso di patologia cardiaca. Sebbene non sia molto comune, i progressi scientifici permettono sempre più spesso di considerarlo un’opzione per pazienti molto gravi, che non hanno alternative.
Dolore al cuore

Fasi e staff per mettere a punto la riabilitazione

La riabilitazione cardiologica prevede tre fasi, delle quali le ultime due corrispondono al programma di esercizi e di rieducazione. Queste fasi sono:

  • Ricovero o diagnosi: si determinano le caratteristiche del paziente. A seguito di studi e valutazione da parte dello staff medico, si deciderà se il paziente è idoneo a beneficiare del programma di riabilitazione. Se la risposta è sì, allora verrà inserito nel programma.
  • Programma attivo: il paziente inizia la riabilitazione, dunque programma di allenamento, colloqui psicologici, educazione alla salute e monitoraggio medico per la supervisione farmacologica. La durata di questa fase varia a seconda delle necessità.
  • Dimissioni: la terza fase riguarda le dimissioni, quando lo staff della riabilitazione capisce cioè che il paziente è in grado di proseguire con il cambiamento del proprio stile di vita in autonomia, nel suo ambiente quotidiano.

Queste fasi prevedono una guida e un sostegno da parte di uno staff di intervento multidisciplinare. I professionisti che intervengono sono:

  • Medico cardiologo: colui che definirà il piano e deciderà il dosaggio farmacologico.
  • Infermiere: osserva il programma, registrando dettagliatamente i fatti.
  • Chinesiologo/fisioterapista: avrà il compito di gestire gli esercizi e di supervisionarli.
  • Medico fisiatra: insieme al fisioterapista, definisce gli esercizi.
  • Psicologo: si occupa dell’aspetto emotivo del paziente in riabilitazione cardiologica, rappresentando un aiuto dal punto di vista affettivo.
La riabilitazione cardiaca

Cosa prevede la riabilitazione cardiologica

Come dicevamo all’inizio, la riabilitazione cardiologica non è solo un programma di esercizi chinesiologici, ma è piuttosto una rieducazione alla salute. Per questo motivo è composta da diverse aree, tra cui:

  • Valutazione medica: lo staff medico determina il tipo di riabilitazione più indicata e di terapia farmacologica a integrazione della fase successiva a episodi cardiaci, in modo da migliorare i parametri.
  • Esercizi: nella riabilitazione cardiologica, vengono proposti esercizi adatti al paziente che serviranno a migliorare la condizione del muscolo cardiaco. Sono diversi: dalla cyclette al sollevamento pesi con supervisione.

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  • Educazione al benessere: l’obiettivo è che il paziente modifichi il proprio stile di vita. Per riuscirci, viene educato a corrette abitudini alimentari e all’attività fisica. Gli viene insegnato a gestire lo stress, in quali casi consultare il medico senza esitazione, quali abitudini sono nocive e come gestire altre malattie che potrebbero complicare la situazione.
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