La sindrome dell'ovaio policistico si cura con la dieta

Una dieta a basso contenuto di carboidrati può essere utile in caso di sindrome dell'ovaio policistico. Per quale motivo? Ecco le linee guida da seguire.
La sindrome dell'ovaio policistico si cura con la dieta

Ultimo aggiornamento: 16 gennaio, 2021

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è la causa più comune di infertilità femminile; si stima che ne soffra una donna su 10 in età fertile. La dieta è un fattore molto importante in questa malattia, spesso associata all’insulino-resistenza.

Una gestione non corretta della PCOS può causare complicazioni a medio e lungo termine, soprattutto di tipo metabolico. L’alimentazione può quindi rappresentare un punto di svolta nella prognosi della malattia.

Soffrite di sindrome dell’ovaio policistico e volete sapere come migliorare i sintomi con la dieta? Ecco alcune linee guida da seguire. Non esitate, inoltre, a consultare il nutrizionista.

Quali sono le cause della sindrome dell’ovaio policistico?

La sindrome dell’ovaio policistico è una condizione comune legata a uno squilibrio degli ormoni sessuali. In un ciclo mestruale regolare, le ovaie rilasciano un ovulo al mese; quando l’ovaio è policistico, l’ovulo potrebbe non maturare o non essere rilaciato in modo corretto.

La PCOS può causare amenorrea o mestruazioni irregolari. Un ciclo irregolare, a sua volta, può portare a sterilità o alla formazione di cisti ovariche. 

Medico spiega a paziente funzionamento dell'ovaio.
La sindrome dell’ovaio policistico è la conseguenza di uno squilibrio degli ormoni sessuali femminili.

La causa esatta della PCOS è sconosciuta. I fattori coinvolti sono diversi, tra cui la predisposizione genetica. Tra le cause riconosciute troviamo:

Alti livelli di androgeni

Gli androgeni sono considerati “ormoni maschili”, ma sono prodotti anche dal corpo femminile sebbene in piccole quantità. Le donne con PCOS presentano livelli di androgeni più alti della media. Ciò può impedire il regolare rilascio dell’ovulo a ogni ciclo mestruale, oltre a causare eccessiva peluria e acne.

Alti livelli di insulina

Si parla di insulino-resistenza quando le cellule non reagiscono a questa sostanza in modo normale; di conseguenza, il tasso di insulina nel sangue è più alto del normale.

Molte donne con PCOS presentano insulino-resistenza, specialmente se in sovrappeso oppure obese, secondo quanto indicato da una ricerca pubblicata sulla rivista CES Medicina. Queste donne hanno spesso abitudini alimentari malsane, non fanno attività fisica o hanno una storia clinica di diabete. Con il tempo, l’insulino-resistenza può degenerare in diabete di tipo 2.

Trattare la sindrome dell’ovaio policistico con la dieta

La dieta può essere un fattore molto importante nel controllo dei sintomi della PCOS. Come abbiamo detto, le donne con obesità hanno più probabilità di sviluppare questa sindrome. Mantenere un peso equilibrato diventa pertanto un fattore di protezione.

Una riduzione del peso del 5% può portare a un miglioramento di aspetti come l’insulino-resistenza, alti livelli di androgeni e altre disfunzioni dell’apparato riproduttivo.

Uno studio sulla sindrome dell’ovaio policistico pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, consiglia alle pazienti in sovrappeso di perdere peso per ridurre la gravità della malattia.

Questo fattore è più importante della composizione della dieta in sé, anche se un’alimentazione a basso contenuto di carboidrati sembra offrire maggiori benefici sia sul fronte del dimagrimento che nel controllo della glicemia.

Non sono solo le donne in sovrappeso a dover stare attente alla dieta; dovranno farlo anche le donne normolinee con livelli di insulina nel sangue più alti del normale. In altre parole, tutte le pazienti con PCOS dovrebbero valutare l’indice glicemico degli alimenti.

Donna sceglie alimentazione sana e rifiuta i dolci.
Una dieta a basso contenuto di carboidrati migliora i sintomi della PCOS.

Una dieta a basso indice glicemico può essere il giusto approccio alla malattia; questo significa evitare dolci e zucchero, oltre a limitare i cereali, il pane e le patate. La dieta dovrebbe puntare in particolare sul consumo di:

  • Frutta e verdura.
  • Frutta secca e semi.
  • Legumi.
  • Latticini e uova.
  • Carni magre e pesce.

Un articolo pubblicato sulla rivista Medical Hypothesesconsiglia il digiuno intermittente per ridurre l’insulino-resistenza, migliorare i sintomi della PCOS e i livelli ormonali.

Integratori vitaminici

Gli integratori a base di alcune vitamine possono migliorare la sintomatologia della PCOS.

Inositolo

Le donne con PCOS presentano di solito carenza di un enzima chiamato epimerasi, necessario per equilibrare i livelli di D-chiro-inositolo. Questo deficit causa un aumento dei valori di glucosio e di insulina nel sangue.

Un trattamento con D-chiro-inositolo può essere una buona opzione terapeutica. Una ricerca pubblicata sulla rivista Gynecological Endocrinology lo considera efficace poiché aiuta a recuperare una normale ovulazione. Migliora l’insulino-resistenza, riduce l’acne, l’irsutismo, il colesterolo e i trigliceridi.

Acido folico

Può aiutare a trattare l’infertilità legata alle disfunzioni ovulatorie. Sono ricchi di acido folico gli ortaggi a foglia verde, la frutta e i legumi.

Vitamina D

Una carenza di vitamina D è associata a una maggiore insulino-resistenza e all’aumento di peso.

Migliorare la dieta per trattare la sindrome dell’ovaio policistico

Seguire una dieta corretta e fare attività fisica è essenziale nel trattamento della PCOS; un’altra misura importante è il trattamento farmacologico o ormonale, soprattutto se si desidera una gravidanza.

Malgrado le cause non siano del tutto chiare, è dimostrato che la PCOS risponde in modo positivo a una dieta a base di alimenti sani e a basso consumo di carboidrati.

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