L’apnea notturna: sintomi e trattamento

16 Febbraio 2019
L'apnea notturna è molto più frequente di quanto si possa credere. Oggi scopriremo i sintomi delle persone che ne sono affette e come si interviene sul problema.

L’apnea notturna è un problema che colpisce molte persone: si tratta di una patologia respiratoria che interferisce con una buona qualità del sonno.

Per questo, i soggetti affetti possono lamentare una forte sonnolenza durante la giornata, a causa della mancanza di un sonno ristoratore. Continuate a leggere per scoprire cosa è l’apnea notturna, quali sono i sintomi e come intervenire su questo disturbo.

L’apnea notturna

L’apnea notturna fa sì che la persona affetta smetta di respirare per qualche istante, mentre sta dormendo. Questo aspetto non passa inosservato, visto che chi soffre di questo disturbo russa molto intensamente e, all’improvviso, smette di farlo.

Quando ce ne rendiamo conto, è perché ha smesso di respirare. L’apnea si manifesta, solitamente, quando il paziente si trova nella fase REM. Senza sapere bene perché, la faringe subisce un collasso e impedisce il passaggio dell’aria. Tutto questo può succedere diverse volte in una notte. Nei casi più gravi, le persone possono anche soffrire di due apnee all’ora.

L’apnea notturna e i suoi sintomi

Uomo che russa
L’apnea notturna rende difficile entrare nella fase REM, per cui, oltre a russare, il soggetto non riposa adeguatamente

Come abbiamo visto, russare è uno dei primi sintomi dell’apnea notturna. La cosa curiosa è che le persone che soffrono questa patologia iniziano a russare molto forte non appena si addormentano.

Quando si è affetti da apnea notturna, si verifica un istante di silenzio, seguito da una sorta di affanno che non è altro che un tentativo di ricominciare a respirare. Nel momento in cui questo succede, il soggetto si sveglia o esce dalla fase di sonno profondo in cui era immersa.

Altri sintomi che potrebbe manifestare sono i seguenti:

  • Secchezza della bocca: questo sintomo è spesso dovuto al fatto di russare.
  • Mal di testa: le apnee possono scatenare un effetto secondario, visto che smettendo di respirare, il cervello non viene ben ossigenato.
  • Affaticamento: questa patologia impedisce a chi ne soffre di godere di un buon riposo. Di conseguenza, il soggetto è molto stanco durante la giornata.

Le persone affette dall’apnea notturna presentano, solitamente, problemi sul rendimento lavorativo. A volte, possono addormentarsi in posti insoliti. Ad esempio, durante una riunione di lavoro o mentre stanno guidando.

Leggete anche: Migliorare la qualità del sonno con 9 alimenti ricchi di melatonina 

L’apnea notturna e come trattarla

Se una persona presenta tutti i precedenti sintomi, dovrebbe rivolgersi al medico. Sarà questi a eseguire una serie di esami specifici per determinare se il soggetto soffra o meno di questo disturbo.

Una volta confermata la diagnosi, il medico stabilità la cura migliore a seconda del caso.

1. Eliminare le cattive abitudini

Questo è il primo modo per intervenire sull’apnea notturna. Ha a che fare con l’eliminazione delle cattive abitudini e con l’acquisizione di altre che miglioreranno la nostra salute.

Non vanno assunti farmaci né altri rimedi aggressivi. Questo metodo è adatto a chi soffre di apnea notturna lieve.

Alcune abitudini sono l’eliminazione del tabacco, la pratica dell’esercizio fisico e modificare la propria alimentazione per perdere peso. In molti casi, con questo tipo di intervento, l’apnea notturna tende a migliorare.

Potrebbe interessarvi: Rimedio naturale per combattere l’apnea del sonno

2. Utilizzare una maschera

Maschera C-pap
Una maschera C-pap evita il collasso delle vie respiratorie durante la notte

Questo secondo trattamento è quello che viene solitamente prescritto ai pazienti affetti da apnea notturna. Si tratta di una maschera (conosciuta come C-PAP, ovvero continuous positive airway pressure, ovvero la ventilazione meccanica a pressione positiva continua) che viene applicata a quelle persone che soffrono di apnea: devono indossarla mentre dormono.

Questa maschera esercita una pressione sulle vie respiratorie superiori, evitando che si blocchino. Inoltre, evita che il soggetto russi e non ha, di solito, effetti secondari.

3. Sottoporsi alla chirurgia

Quest’ultima terapia per l’apnea notturna, viene applicato solo in determinati casi. Ad esempio, se il soggetto soffre di polipi che possono ostacolare la maschera e la sua efficacia.

Inoltre, se è presente una lesione delle vie respiratorie superiori, è possibile ricorrere a questo tipo di trattamento. Tuttavia, l’opzione di trattamento preferito è l’utilizzo della maschera.

Non esiste una cura per questa malattia

Ad oggi, non è ancora stata scoperta una vera e propria cura per questa malattia. In effetti, tutti i trattamenti visti hanno lo scopo di combattere o alleviare i sintomi.

Tuttavia, abbandonando la terapia, l’apnea del sonno si ripresenterà, perché non è ancora possibile disfarsene del tutto.

Le terapie aiutano molto a migliorare la qualità della vita dei pazienti, che noteranno dei cambiamenti positivi nella qualità del sonno e si sentiranno più energici durante la giornata.

Allo stesso tempo, le persone con cui vivono saranno grate non solo per la riduzione del russamento, ma anche per quella paura che provano quando il paziente smette di respirare.

Vi è capitato di avere a che fare con persone affette da apnea notturna? Come avete affrontato il problema, se il problema ha colpito voi?

  • Ryan, S. (2016). Obstructive Sleep Apnea. In International Encyclopedia of Public Health. https://doi.org/10.1016/B978-0-12-803678-5.00311-8
  • Punjabi, N. M. (2008). The Epidemiology of Adult Obstructive Sleep Apnea. Proceedings of the American Thoracic Society. https://doi.org/10.1513/pats.200709-155MG
  • Somers, V. K., White, D. P., Amin, R., Abraham, W. T., Costa, F., Culebras, A., … Young, T. (2008). Sleep Apnea and Cardiovascular Disease. An American Heart Association/American College of Cardiology Foundation Scientific Statement From the American Heart Association Council for High Blood Pressure Research Professional Education Committee, Council on Clinical Cardiology, Stroke Council, and Council on Cardiovascular Nursing In Collaboration With the National Heart, Lung. Journal of the American College of Cardiology. https://doi.org/10.1016/j.jacc.2008.05.002