Le diete raccomandate dalla scienza

26 Agosto 2020
Esistono molte diete, ma non tutte offrono benefici per la salute. Quali sono le più raccomandate? Cosa dicono le evidenze scientifiche?

Oggi possiamo scegliere tra una moltitudine di piani dietetici in cui alcuni alimenti sono esclusi, evitati o addirittura riveriti. Ma i benefici che affermano di fornire sono reali? Quali sono le diete raccomandate dalla scienza? Cosa dicono i dati scientifici?

La verità è che gran parte della popolazione ha seguito almeno una volta una dieta, soprattutto se in voga. Spesso, però, si seguono regimi alimentari in assenza di consulenza da parte di un nutrizionista o un esperto del settore e ciò controproducente per la salute.

Alcuni modelli dietetici sembrano offrirci benefici a livello generale per via della loro composizione. Quali sono e perché sono raccomandati? Ne parliamo qui di seguito.

Quali sono le diete raccomandate dalla scienza?

Una buona dieta non aiuta solo a dimagrire, bensì è direttamente collegata a uno stato di benessere generale. Di conseguenza, deve essere varia e completa dal punto di vista nutrizionale. Ne presentiamo alcune, supportate dalla comunità scientifica.

Dieta mediterranea

I benefici per la salute umana offerti dalla dieta mediterranea godono di numerose evidenze scientifiche. È stato dimostrato il suo ruolo preventivo e terapeutico in varie patologie e presenta le seguenti caratteristiche:

  • Prevede alimenti di origine vegetale, come frutta, verdura, legumi, cereali integrali e frutta secca.
  • Include il consumo giornaliero di latticini, in particolare yogurt e formaggio.
  • Suggerisce un’abbondante assunzione di acqua e di bevande naturali, come gli infusi.
  • Consiglia un consumo moderato di carni rosse non lavorate, pesce e uova. Vanno evitate le carni lavorate.
  • Limita o evita del tutto i prodotti alimentari processati e industrializzati.

Adottare questa dieta migliora significativamente la salute. In particolare, sembra aiutare in caso di infiammazione cronica. I benefici della dieta mediterranea riguardano disturbi quali:

  • Sindrome metabolica.
  • Diabete.
  • Malattie cardiovascolari.
  • Malattie neurodegenerative.
  • Tumori.
Alimenti previsti nella dieta mediterranea.
La dieta mediterranea gode di numerose evidenze scientifiche per quanto riguarda la prevenzione delle malattie infiammatorie.

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La dieta DASH

Il suo acronimo deriva da Dietary Approaches to Stop Hypertension, ovvero “approcci dietetici per bloccare l’ipertensione”. Si tratta di raccomandazioni delineate dall’American Heart Association (AHA) che mirano ad abbassare la pressione sanguigna e a prevenire le malattie cardiovascolari:

  • Abbondante consumo di frutta, verdura, legumi e latticini a basso contenuto di grassi.
  • Basso apporto di sodio e di carni rosse.
  • Consumo basso o nullo di prodotti trasformati con zuccheri, sale e farine raffinate.

È simile alla dieta mediterranea, ma differiscono nel consumo di grassi monoinsaturi (olio d’oliva e frutta secca) e di prodotti latticini scremati.

Alcuni studi mostrano che questo modello dietetico offre anche altri effetti positivi per quanto riguarda il metabolismo osseo e l’omeostasi urinaria.

La dieta atlantica

La dieta atlantica è tipica dei paesi che si affacciano sulla costa atlantica e, come la sua “sorella” mediterranea, favorisce la prevenzione delle malattie cardiache. Si basa sulle seguenti linee guida:

  • Pesce e frutti di mare come protagonisti principali.
  • Abbondante consumo di verdure.
  • Consumo di cereali, legumi e patate come fonte di carboidrati.
  • Olio extravergine di oliva come principale grasso, soprattutto come condimento.
  • Consumo moderato di carni rosse.
Pesce nelle diete raccomandate dalla scienza.
La dieta atlantica condivide alcune caratteristiche con la dieta mediterranea. Per questo motivo è anch’essa associata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.

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La dieta a basso FODMAP

FODMAP è l’acronimo di “oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili”. Consiste soprattutto nell’esclusione di alimenti con queste caratteristiche.

È spesso usata come coadiuvante nel trattamento di malattie gastrointestinali, come la sindrome infiammatoria intestinale, in particolare nei periodi in cui è più facile soffrirne. Gli alimenti da evitare, almeno fino a remissione dei sintomi, sono:

  • Legumi come ceci, lenticchie e soia.
  • Cereali come grano, segale, orzo, amaranto e loro derivati.
  • Prodotti a base di latte intero.
  • Alcuni dolcificanti, miele e sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio.
  • Succhi di frutta industriali e alcolici.
  • Aglio e cipolla.
  • Frutta in scatola, prugne, pere, anguria e altre.

Tra gli alimenti ammessi:

  • Amido di mais, avena, riso, mais, miglio, sorgo e quinoa.
  • Zucchero e alcuni edulcoranti.
  • Tofu.
  • Pomodori, carote, zucchine, bietole e altre verdure.
  • Melone, arancia, pompelmo e altri frutti.
  • Oli, come quello di oliva o di colza.
Dieta FODMAP per la sindrome infiammatoria intestinale.
La dieta FODMAP è impiegata per il trattamento di patologie intestinali. In particolare, l’esclusione di questi alimenti migliora i sintomi della sindrome infiammatoria intestinale.

Diete raccomandate dalla scienza: cosa tenere a mente?

Sebbene tutte le diete sopra menzionate offrano benefici sostenuti dalla scienza, l’alimentazione deve sempre essere equilibrata in termini di sostanze nutritive, così da evitare problemi associati a eventuali carenze o possibili eccessi. L’ideale, dunque, è chiedere consiglio a un nutrizionista per ottenere una dieta personalizzata.

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