L’età migliore è quella che abbiamo

· 17 dicembre 2015
Siamo molto più del nostro aspetto esteriore. Anche se è quello che vedono tutti, è soltanto la punta dell'iceberg.

Da giovanissimi non vediamo l’ora di raggiungere l’età dell’indipendenza, quegli anni in cui pensiamo che si nascondano i sogni, gli amori perfetti e le più belle avventure.

Più tardi, percorrendo il cammino della vita, sembra che molti di noi incassino gli anni compiuti come un colpo, limitandosi a vedere quello che mostra lo specchio o le candeline che si aggiungono sulla torta.

Non sentirsi a proprio agio con l’età che abbiamo, a volte, è in relazione al non vivere la “vita che si sperava” e anche alla perdita di equilibrio interiore. Una condizione pericolosa.

Ogni anno che passa è vita vissuta; più tempo passiamo con le persone che amiamo, più opportunità abbiamo per crescere come persone, per stringere legami con chi ci circonda.

Non è mai troppo tardi (e nemmeno troppo presto) per salire su nuovi treni o per intraprendere quelle avventure che da tempo abbiamo in mente.

E voi, quanti anni avete?

Quante volte sentiamo dire: “Non mi riconosco più allo specchio, dentro mi sento ancora giovane“. È negativo? No, in un certo senso è addirittura positivo perché dimostra che, in realtà, quello che non deve mai invecchiare è il nostro cuore.

Ho l’età che mi dà il tempo, che il mio viso dimostra, di cui parlano i miei occhi. Eppure, dentro di me lotto ogni giorno per mantenere il mio spirito giovane, uno spirito che non si stanca di sperimentare, di sentire piacere in ogni cosa che faccio.

L’incessante ricerca della giovinezza

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La storia ci racconta che Diana di Poitiers, la famosa amante di re Enrico II di Francia, fu ossessionata, per gran parte della sua vita, dall’idea di evitare la vecchiaia. Non sopportava di vedere il suo volto cambiare, i capelli diventare bianchi e di perdere il favore del re che la manteneva.

Cercò mille formule e pagò grandi somme di denaro a diversi alchimisti. Ciò che sappiamo è che arrivò all’età di 66 anni con un aspetto fragile, emaciato e malaticcio. È anche possibile che, alla fine, dimostrasse meno anni di quelli che aveva, ma a costo di quali sofferenze!

Le analisi compiute sulle sue ossa hanno rivelato che Diana de Poitiers passò metà della sua vita ad ingerire oro per lottare contro l’invecchiamento. Questo le causò una lenta intossicazione e anemia. Valse la pena?

Anche se su un altro livello, ancora oggi continua la stessa ricerca.

La ricerca ossessiva della giovinezza ci causa ansia e frustrazione. Al giorno d’oggi l’aspetto fisico e il voler a tutti costi fermare il passare del tempo sono sopravvalutati.

Se c’è qualcosa di veramente affascinante e che fa innamorare, è vedere chi accetta la propria età e riesce a vivere la vita con un’intensità e una felicità che le persone di 20 o 30 anni ancora non riescono a fare.

La vera autostima, la vera età

È semplice: chi sta bene con se stesso, con ciò che ha raggiunto nella vita, con quello che ha e quello che è, è soddisfatto della propria età. Si potrebbe pensare che questa condizione passi solo dall’accettare il viso e il corpo, ma in realtà è un discorso che va oltre l’aspetto fisico.

A volte viviamo momenti di delusione e di insuccesso personale. I periodi di malessere possono farci sentire schiacciati da un senso di impotenza e il disagio che ne deriva spesso si traduce nel non sopportare quello che vediamo allo specchio.

Vi consigliamo di leggere: I migliori consigli per aumentare la vostra autostima

  • Non c’è niente di più devastante, ad esempio, di una depressione. Ci sono momenti di crisi interiore che ci spezzano dentro e toccano tutti i livelli, soprattutto l’area esistenziale.
  • L’autostima, l’amore per noi stessi è il vero motore che ci fa andare avanti e che crea equilibrio interiore ed esterno.
  • L’autostima si conquista, giorno per giorno, ma di certo tutti abbiamo diritto ad avere giornate no e a “nutrire i nostri demoni”.
  • A volte è necessario toccare il fondo per riuscire a risollevarci. Questo non fa di noi persone deboli, ma esseri umani che sanno imparare dalle proprie esperienze. Accettare questo ci consente di riconciliarci con noi stessi e con la nostra età.
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Non mi piacerebbe avere un’altra età, sto bene con questa che ho, niente meno perché gli anni sono sogni realizzati. Perché ogni giorno vissuto fa parte della mia essenza, mi piace quello che vedo e quello che sono.

Accetto la mia età perché so che mi resta ancora tanto da fare, perché ogni giorno penso a qualche nuovo progetto che potrei realizzare e questo mi riempie di speranza. Perché se mi guardo indietro, so di essere maturata, che tutto il mio vissuto ne è valso la pena, nel bene o nel male.

Accetto la mia età perché io mi accetto e non c’è felicità più grande di chi procede tranquillo, sicuro e soddisfatto per ogni scoglio che è riuscito a superare.

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