Miosi o pupilla puntiforme: a cosa è dovuta?

21 Ottobre 2020
Lo stato delle pupille può indicare la presenza di una lesione nervosa o condurre a una diagnosi di intossicazione. Vi spieghiamo a cosa si deve la miosi e quali sono i campanelli di allarme.

Può sembrare insignificante, invece le dimensioni delle pupille ci dicono molto sullo stato di salute di una persona.

Questa parte dell’occhio ha una reazione fisiologica ai cambiamenti di luce, con conseguente contrazione e dilatazione. Ma non è tutto: le sue dimensioni variano a seguito del consumo di sostanze tossiche o in presenza di una lesione cerebrale. In questo spazio spieghiamo tutto quello che c’è da sapere sulla miosi.

Come si manifesta la miosi?

La miosi, come appena detto, consiste in una contrazione della pupilla. La pupilla è l’orifizio circolare situato al centro dell’iride, ovvero la parte di colore nero dell’occhio. Il suo compito è controllare la quantità di luce che raggiunge l’interno del bulbo oculare, in direzione della retina.

A questo scopo, si dilata o si contrae, in base alla quantità di luce presente nell’ambiente. Dunque, quando l’ambiente è buio, si dilaterà (fenomeno che prende il nome di midriasi). Al contrario, in presenza di molta luce, la pupilla si contrae. Insomma, è un riflesso normale e fisiologico, regolato dal sistema nervoso parasimpatico.

Questi movimenti sono possibili grazie al muscolo ciliare presente nell’occhio. Quando la pupilla si dilata, il muscolo che agisce è il dilatatore dell’iride; in questo caso, il sistema nervoso simpatico coordina l’azione.

Persona con miosi o pupilla puntiforme.
La pupilla reagisce alla luce esterna in modi diversi, contraendosi o dilatandosi.

Cause della pupilla puntiforme o miosi

Come spiegato, la miosi è un processo fisiologico che si attiva in risposta alla quantità di luce. Ciononostante, questa non è l’unica condizione che può provocare tale reazione. Di fatto, può essere dovuta a determinate sostanze o malattie, come quelle che descriviamo qui di seguito.

Consumo di oppioidi

Gli oppioidi sono derivati dell’oppio che agiscono sul sistema nervoso centrale. Possono essere assunti sia sotto forma di farmaci che di droghe, queste ultime a scopo ricreativo. Di questa categoria fanno parte il fentanil, la morfina, l’eroina e il metadone.

La loro azione esercita un meccanismo depressivo sul sistema nervoso, dunque le pupille si contraggono e reagiscono a stento agli stimoli luminosi. Secondo un articolo pubblicato dall’Università Libre Seccional Barranquilla (Colombia), l’intossicazione da oppiacei è individuabile grazie alla presenza di miosi, depressione respiratoria e perdita di coscienza, per fare qualche esempio.

Intossicazione da sostanze chimiche

Oltre agli oppioidi, molti altri agenti chimici possono causare questa condizione. Svariati farmaci riportano la miosi tra i loro effetti collaterali. Per esempio, alcuni antipsicotici, come l’aloperidolo. Lo stesso vale per i farmaci a uso topico specifici per il trattamento del glaucoma.

Sindrome di Horner e miosi

La sindrome di Horner è un insieme di sintomi che si manifestano a seguito di una lesione nervosa. Consiste nella caduta di una delle due palpebre e nella presenza di miosi. Oltre a ciò, la sudorazione del lato del viso interessato tende a essere ridotta.

Secondo un articolo pubblicato sull’autorevole fonte Acta Médica del Centro, una delle cause principali di questa sindrome è l’iatrogenesi. Si verifica a seguito di un errore medico di chirurgia maxillo-facciale, per esempio un intervento odontostomatologico, o una terapia somministrata per la nevralgia del trigemino.

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Emorragia cerebrale

In alcuni casi la miosi può comparire a seconda dell’area del cervello interessata da sanguinamento. Per esempio, in presenza di un ictus molto esteso o quando l’accidente cerebrovascolare coinvolge il talamo.

Tumore di Pancoast

Il tumore di Pancoast è una neoplasia che colpisce i polmoni. Può interessare alcune parti del sistema nervoso simpatico, responsabile di produrre l’effetto opposto alla miosi (la midriasi). La pupilla non riesce a dilatarsi e resta contratta a causa della presenza di questo tumore.

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Come si risale alla causa della miosi?

Per diagnosticare la causa della miosi, bisogna osservare lo stato generale di salute del paziente. Molte cause eziologiche responsabili del sintomo, come l’intossicazione da oppioidi o l’emorragia cerebrale, di solito sono accompagnate da un’alterazione dello stato di coscienza.

Se il soggetto è cosciente, sarebbe opportuno domandargli se ha assunto farmaci o droghe. Inoltre, bisogna osservare la reazione delle pupille agli stimoli luminosi. Il medico o l’infermiere si occuperanno di analizzare i diversi riflessi pupillari per verificare le condizioni neurologiche del soggetto.

Tra questi si trova il riflesso fotomotore, che consiste nell’osservare se la pupilla si contrae maggiormente quando esposta a fonti di luce. Un altro è il riflesso consensuale, che verifica se si contrae anche la pupilla dell’altro occhio (che non è illuminato). In questo modo sarà possibile definire se la lesione interessa un nervo periferico o un nervo dell’area cerebrale superiore.

Pupilla in primo piano.
Gli ictus, alcuni tumori e diversi farmaci possono essere responsabili di miosi persistente.

Un riflesso fisiologico

La miosi è un meccanismo fisiologico che si produce in risposta alla luce. Può anche essere secondario, dovuto cioè a un danno neurologico o a un’intossicazione da specifiche sostanze.

Rappresenta un elemento fondamentale dell’esplorazione medica e offre molte informazioni in merito alle condizioni di salute del paziente. Quando il sintomo persiste, deve portare a pensare a una patologia sottostante.

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