Morbo di Crohn: tutto quello che c’è da sapere

· 15 gennaio 2018
La malattia di Crohn è una patologia infiammatoria intestinale cronica che interessa l'apparato gastrointestinale e che si manifesta in maniera intermittente nel corso della vita di chi ne è affetto

Il morbo di Crohn è una patologia infiammatoria cronica delle pareti del tratto gastrointestinale, in genere l’intestino. I sintomi associati comprendono soprattutto diarrea, dolore addominale e febbre.

Malattia infiammatoria intestinale

Le malattie infiammatorie intestinali (in inglese inflammatory bowel diseases – IBD) sono caratterizzate dall’infiammazione cronica delle pareti intestinali per cause non specificate con un andamento cronico recidivante. All’interno di questa categoria rientrano la colite ulcerosa e il morbo di Crohn.

Morbi di Crohn

La colite ulcerosa interessa solamente la mucosa delle pareti del colon, mentre il morbo di Crohn colpisce tutta la parete intestinale e qualsiasi segmento intestinale, anche se in genere in maniera segmentaria e asimmetrica.

Non si conoscono con certezza le cause del morbo di Crohn, ma la teoria più diffusa in merito è quella della patogenesi multifattoriale: in altre parole, il morbo di Crohn potrebbe essere la conseguenza di una serie di fattori genetici, ambientali, microbiologici e immunologici.

Sintomi del morbo di Crohn

  • Diarrea, in genere sanguinolenta;
  • Dolore addominale;
  • Massa addominale;
  • Perdita di peso;
  • Stanchezza;
  • Tenesmo rettale;
  • Febbre.

Il morbo di Crohn può dare luogo a complicazioni quali:

  • Ascessi;
  • Fistole;
  • Ostruzione intestinale;
  • Stenosi;
  • Malattia perianale;
  • Megacolon tossico,

È stata riscontrata una relazione tra il morbo di Crohn e una maggior predisposizione a sviluppare il cancro al colon. Tuttavia, gli studiosi non sono giunti a conclusioni più specifiche data la mancanza di eziologia certa riguardo alla patologia stessa.

Manifestazioni extraintestinali

In relazione al grado di attività:

  • Arteriopatia periferica;
  • Eritema nodoso;
  • Epiesclerite;
  • Stomatite aftosa;
  • Fegato grasso.
Arteriosclerosi

Indipendenti dal grado di attività:

  • Pioderma gangrenoso;
  • Psoriasi;
  • Spondilite anchilosante;
  • Uveite e sacroileite.

Diagnosi del morbo di Crohn

La diagnosi di malattia infiammatoria intestinale necessita di dati clinici, analisi di laboratorio e istologiche, oltre alle prove endoscopiche e radiologiche. Non esiste un test specifico per individuare la malattia.

È necessario escludere l’enteropatia celiaca e le infezioni intestinali perché entrambe comportano un’infiammazione della mucosa.

La mancanza di un’analisi specifica per l’individuazione della malattia infiammatoria intestinale comporta un rallentamento nel processo di diagnosi.

Endoscopia

L’endoscopia si utilizza per la diagnosi iniziale e differenziale per determinare il grado di estensione e di gravità delle lesioni, così come la presenza o meno di neoplasia, per valutare la risposta al trattamento e in alcuni casi è usata anche come metodo terapeutico.

Malattia di Crohn

La ileocolonoscopia è la procedura adottata durante la valutazione iniziale della malattia di Crohn.

Radiologia

Vengono portati a termine diversi studi radiologici, tra cui quelli che prevedono l’uso di mezzi di contrasto, l’ecografia, la TAC e la risonanza magnetica. Gli studio radiologici aiutano a individuare edemi, ulcere, stenosi, fistole e manifestazioni extraintestinali.

Istologia

La biopsia nel morbo di Crohn è un esame molto importante per la diagnosi differenziale con altre possibili patologie. Le principali caratteristiche anatomopatologiche del morbo di Crohn sono:

  • Distribuzione continua delle lesioni che interessano la parete intestinale,
  • Presenza di granulomi,
  • Presenza di linfociti e cellule plasmatiche,
  • Irregolarità delle ghiandole o cripte intestinali.

Analisi di laboratorio

L’esame della calprotectina determina la presenza di infiammazione intestinale in base alla quantità di questa proteina nelle feci.

Inoltre, il paziente viene sottoposto ad analisi generali per valutare le sue condizioni di salute.

Classificazione della malattia di Crohn

I pazienti vengono classificati in base all’età in cui compare la malattia, alla localizzazione della patologia e al modello della malattia stessa, secondo la Classificazione di Montreal.

  • Età
    • A1: meno di 16 anni
    • A2: da 16 a 40 anni
    • A3: a partire dai 40 anni
  • Localizzazione
    • L1: Ileo
    • L2: Colon
    • L3: Ileo e colon
    • L4: quando la patologia interessa il tratto digestivo superiore
  • Tipo di malattia
    • B1: tipo infiammatorio
    • B2: tipo stenosante
    • B3: tipo fistolizzante
    • P: quando la patologia interessa la zona perianale.

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Indice di attività del morbo di Crohn

L’indice di attività di Harvey consente di riconoscere lo stadio della malattia secondo alcuni criteri clinici.

Viene valutato il benessere generale del paziente, il dolore addominale, il numero di deposizioni liquide nell’arco della giornata, ovvero la frequenza di diarrea, e la presenza di masse addominali o eventuali complicazioni.

Il punteggio totale dell’indice può indicare una remissione della malattia, un’attività moderata oppure marcata. In base a questo, si può stabilire la gravità della patologia e il relativo trattamento.

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