Dormire bene? I nostri antenati sapevano come fare

8 Aprile 2019

Gli esperti consigliano sempre di dormire 7-8 ore per notte senza interruzioni. In questo modo, la qualità del sonno potrà migliorare anche la nostra qualità di vita.

Proprio in seguito a questo consiglio, quando ci svegliamo nel bel mezzo della notte e non riusciamo a conciliare il sonno per una o due ore iniziamo a preoccuparci. Questo fenomeno viene spesso definito come una “alterazione” del sonno. In realtà, si tratta di un processo molto più naturale di quanto pensiate e può persino rivelarsi salutare per il nostro organismo.

All’inizio degli anni ’90, lo psichiatra Thomas Wehr portò a termine un esperimento nel quale immerse un gruppo di persone nell’oscurità per 14 ore tutti i giorni per un mese. Gli servì un po’ di tempo per ottenere dei risultati, ma alla quarta settimana riuscì a scoprire che le abitudini e il ritmo del sonno dei soggetti si erano modificati.

Nonostante tutti loro fossero abituati a dormire per più di 6 ore consecutive, dopo quattro settimane dall’inizio dell’esperimento iniziarono a dormire per sole 4 ore, per poi svegliarsi durante 1-2 ore e riaddormentarsi successivamente per altre 4 ore.

I risultati dell’esperimento stupirono molti esperti del sonno. Nonostante ciò, questi decisero di continuare a sostenere che è necessario dormire 8 ore per notte senza interruzioni.

Dormire bene: diverse abitudini del sonno in diversi periodi storici

accade spesso di svegliarsi nel cuore della notte

Nel 2001, lo storico Roger Ekirch, della Virginia Polytechnic Institute and State University (USA), pubblicò uno studio durato più di 15 anni. Ekirch rivelò le evidenze storiche a sostegno di un’interessante teoria: nell’antichità, gli esseri umani dormivano in due fasi diverse.

Solo 4 anni dopo, nel 2005, Ekirch pubblicò il libro At Day’s Close: Night in Times past (Alla fine del giorno: la notte nel passato), nel quale incluse circa 500 testimonianze che provano l’esistenza di un sonno “segmentato”. Tali testimonianze includono diari, volumi di medicina, di letteratura e molte altre fonti, dall’Odissea di Omero alle tribù nigeriane.

Questo lungo studio è riuscito a dimostrare che gli esseri umani non sono sempre in grado di dormire 8 ore consecutive senza interruzioni. Secondo Ekirch, infatti, per molti di noi è più facile dormire durante due fasi più brevi che, sommate, ammontano al numero di ore consigliato dagli esperti.

Nell’antichità, i nostri antenati dormivano 3-4 ore, seguite da 2 o 3 ore di veglia, dopo le quali tornavano a dormire fino a tarda mattinata. Tutto ciò si svolgeva in un lasso di tempo di 12 ore, necessarie per ottenere un giusto riposo. Tuttavia, alla fine del XVII secolo, il modo di dormire cambiò e si adottò il metodo che conosciamo oggi.

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per dormire bene potrebbe essere necessario segmentare il sonno

Stando a quanto scoperto dalle ricerche di Ekirch, questo modo di dormire in due fasi iniziò a scomparire nel XVII secolo tra la classe alta nelle città del Nord Europa.

Ci vollero solo 200 anni perché le abitudini del sonno iniziassero a cambiare anche nel resto della società occidentale. Giunti gli anni ’20, l’idea di dormire in due fasi più brevi durante la notte era scomparsa del tutto.

Secondo alcuni esperti, il sonno segmentato è un fenomeno naturale del corpo e sono in molti a viverlo frequentemente di notte. Basandoci sulle conclusioni tratte da Ekirch, molti dei problemi che ci impediscono di dormire bene si devono alla preferenza del corpo umano di segmentare il sonno in due fasi.

Per sviluppare questa teoria, Ekirch si basò sul fatto che, verso la fine del XIX secolo, iniziò a manifestarsi ciò che oggi conosciamo come “insonnia di mantenimento”. Coloro che ne soffrono si svegliano nel bel mezzo della notte e poi hanno difficoltà a riaddormentarsi. Questo problema apparve per la prima volta proprio quando iniziò a scomparire il sonno segmentato.

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Lo psicologo Greg Jacob afferma che dormire in una sola fase senza segmentarla può essere dannoso. Ciò potrebbe essere la causa di forti attacchi d’ansia durante la notte. Il che può rendere molto difficile conciliare il sonno, a tal punto da restare svegli fino al mattino dopo.

dormire con il cellulare

Nell’antichità, il periodo intermedio tra le due fasi di sonno si usava per meditare sui propri sogni, leggere, pregare o svolgere attività spirituali. Jacobs afferma che questo tipo di attività sono fondamentali per controllare lo stress in modo naturale.

Proprio per questo, oggi è molto comune soffrire, per esempio, di ansia, stress, depressione o alcolismo. Il quadro peggiora se includiamo la tecnologia e pensiamo a come quest’ultima ha cambiato le nostre abitudini quando è ora di andare a dormire.