Potenziare la memoria conciliandola con le emozioni

23 ottobre 2016
Quando vi concentrate più sulle emozioni che su quello che state facendo, è probabile che dimentichiate le cose. Bisogna saper conciliare tutto per migliorare la memoria

La memoria e le emozioni sono strettamente relazionate. Alcuni fattori, ad esempio lo stress, possono condizionare fortemente il corretto funzionamento di alcune strutture come l’ippocampo, una parte del cervello in cui confluisce la nostra memoria emotiva.

Che ci crediate o no, prendersi cura dell’equilibrio tra l’ansia, la motivazione, la calma e le emozioni positive è estremamente importante in quanto ha incredibili ripercussioni sulla memoria.

Durante la giornata, inoltre, svolgiamo compiti che influiscono anche sulla qualità dei nostri ricordi.

Siamo sicuri che queste informazioni vi saranno di grande utilità.

Prendetevi cura delle vostre emozioni per prendervi cura della vostra salute

Un dato da tenere in considerazione riguarda il cervello: quest’ultimo ricorda con più facilità tutte le vicende con un alto contenuto emotivo, belle o brutte che siano. 

È anche importante aggiungere che, quando si ricorda, la memoria umana non funziona come una macchina o come un computer.

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I ricordi non devono essere mai presi alla lettera: possono sfuggire alcuni dettagli, potete deformare alcune informazioni o persino aggiungerne di nuove. Tutto ciò dimostra che ogni ricordo non è esattamente uguale a ciò che si è fatto o visto in realtà.

D’altra parte una cosa importante da sapere è che la memoria perde la sua elasticità man mano che si avanza con l’età. Sebbene questo sia un fatto inevitabile, sappiate che potete combatterlo, affinché accada il più tardi possibile.

Un modo per riuscirci è favorendo le emozioni positive. Vi spiegheremo come realizzare questo interessante esercizio con il quale potrete ottimizzare la vostra memoria giorno dopo giorno, migliorando anche la vostra qualità di vita.

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La memoria si “ossida” con la routine, spegnendo le emozioni

Alzarsi sempre alla stessa ora, pianificare sempre gli stessi turni di lavoro, realizzare gli stessi lavori domestici o dedicare il vostro tempo libero ad attività poco stimolanti, e che non vi divertono, influenza la qualità della memoria.

  • Se questi aspetti vi sono familiari, se siete consapevoli di essere schiavi della monotonia e non se ne parla di uscire da questo circolo ripetitivo, allora sappiate che il vostro cervello sarà quello che più di tutti soffrirà a causa di questi effetti.
  • Un cervello sottomesso alla routine quotidiana si automatizza, non riceve più stimoli che richiamino la sua attenzione. È così abituato a svolgere sempre gli stessi compiti che semplicemente si sconnette.
  • Quando il cervello si automatizza le connessioni fra i neuroni non hanno più la stessa qualità e si cade, poco a poco, in un letargo che colpisce direttamente la memoria. Così il cervello non è più agile, non è più rapido nel rispondere agli stimoli e, quasi senza rendervene conto, lo perdete poco a poco.
  • La routine quotidiana, come già avrete percepito in altre occasioni, è una grande nemica delle emozioni. Vi sentite come “spenti” e “tristi”.

Un modo per riattivarvi e per fuggire da questo letargo è riproporvi di fare qualcosa di nuovo tutti i giorni, per quanto piccolo possa essere. Sapete che non si può scappare dalla routine: bisogna lavorare, mantenere in ordine la casa e occuparvi delle vostre faccende personali.

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Dunque è necessario che dedichiate almeno 1 o 3 ore a voi stessi. Fate sempre qualcosa di diverso: oggi potete prendere un caffè in un bar nuovo, comprarvi un libro o vedervi con un’amica.

Trovate ogni giorno stimoli interessanti; in sostanza organizzate le vostre giornate.

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Imparate a vivere il presente

  • Prima di tutto la memoria ha bisogno di prendere coscienza del “qui e ora”. Quando le vostre emozioni patiscono il ricordo della sofferenza del passato o soffrono l’ansia del domani, il presente risulterà annebbiato e la vostra mente ne risentirà. Dimenticherete fatti, parole, cose che avete fatto durante la giornata e conversazioni.

Per capirlo meglio vi faremo un esempio pratico: 

Non potete fare a meno di ricordare quella persona che vi fa preoccupare così tanto; pensate sempre a ciò che dovreste dirle, al male che vi ha fatto o a quello che non vi ha mai detto. Siete così “immersi” in questi pensieri che non ricordate neppure dove avete lasciato le chiavi della macchina.

Il vostro cervello è sano e sta bene, il problema è il vostro mondo emotivo.

Imparate a rispondere solo al vostro presente e vi sentirete più leggeri. Fuggite da tutto ciò che vi tormenta e fate sempre in modo che quel “qui e ora” sia di qualità. Solo allora il meccanismo della vostra memoria funzionerà come si deve.

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Il diritto e l’obbligo di prendervi cura della vostra pace interiore

A volte avete la netta sensazione di non avere in pugno le redini della vostra vita; gli obblighi, la quotidianità o la famiglia esercitano un controllo così forte su di voi che quasi vi sentite soffocare.

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  • Questo malessere personale colpisce la vostra pace interiore e chi non si concentra sulla sua autostima, sulla sua identità o sul controllo della sua vita non gode di una buona memoria.
  • Dunque è importante che incontriate questo confine sottile e perfetto in cui star bene con tutto ciò che vi circonda, ma, allo stesso tempo, dovete avere cura di voi stessi, con i vostri spazi personali e le vostre amicizie.

Una mente felice permette di avere una memoria più potente.

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