Prediabete: 5 dati importanti da conoscere

10 aprile 2017
Così come succede con il diabete, il prediabete non è solito presentare sintomi chiari, dunque dobbiamo sottometterci a controlli medici regolari per poterlo individuare il prima possibile

Avere il prediabete significa che i livelli di glucosio nel sangue sono più alti del normale, ma non abbastanza da formulare una diagnosi di diabete vero e proprio.

Tutti abbiamo sentito parlare o conosciamo direttamente il diabete di tipo 2: ci troviamo dinanzi ad una grave malattia che molti considerano già un’epidemia mondiale.

Si tratta di una condizione in seguito alla quale il corpo perde la sua capacità di regolare i livelli di zuccheri e la cui sintomatologia è solita impiegare molto tempo prima di dare chiari indizi sulla malattia.

È allora che i medici assumono il ruolo di protagonisti: sono loro che devono essere aggiornati su tutti gli indicatori di rischio che ci possono predisporre in modo particolare a questa patologia.

Dunque, se il nostro medico ci ha diagnosticato il prediabete, esiste un rischio considerevole di soffrire in futuro di diabete di tipo 2, così come di sviluppare problemi cardiaci ed essere maggiormente esposti ad accidenti cerebrovascolari.

Non è una situazione di poco conto. Ci troviamo dinanzi ad un problema serio che è necessario conoscere e tenere sotto controllo.

Vi parliamo dei dati più importanti al riguardo.

Attenzione: l’eccesso di zuccheri nel sangue è un problema molto serio

diagnosticare prediabete

Forse ci hanno diagnosticato il prediabete. Significa che al 100% avremo il diabete?

La risposta è no. C’è il rischio, ma non una correlazione diretta. Significa, prima di tutto, che è necessario adottare le misure necessarie, seguire i consigli medici e sottomettersi a controlli periodici.

Tuttavia, il problema è che, di solito, né il prediabete né il diabete si manifestano con sintomi evidenti, ma attenzione, perché non ricevere una diagnosi può avere gravi conseguenze.

  • Il diabete aumenta il rischio di soffrire di ostruzioni alle arterie e, pertanto, che si verifichino accidenti cerebrovascolari ed attacchi cardiaci.
  • Gli elevati livelli di glicemia danneggiano anche i nervi, causando dolore alle gambe ed intorpidimento.
  • Anche i piccolissimi vasi sanguigni della retina possono essere coinvolti: è possibile restare ciechi.
  • Non dobbiamo dimenticarci dei reni, molto sensibili agli effetti negativi dei livelli elevati di zuccheri nel sangue, al punto da poter soffrire di insufficienza renale.
  • A sua volta, un elevato livello di zuccheri nel sangue altera la funzione dei globuli bianchi; in questo modo il sistema immunitario si debilita e si è più sensibili alle infezioni.

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Chi presenta un rischio maggiore di soffrire di prediabete?

  • Le persone con precedenti familiari di diabete.
  • Le persone in sovrappeso.
  • Persone di età superiore ai 45 anni che seguono una dieta scorretta.
  • Donne che hanno sofferto di diabete durante la gravidanza.
  • Persone con abbondante grasso addominale.
  • Chi ha uno stile di vita sedentario.
  • Soffrire di ovaio policistico, a volte, determina la comparsa del diabete.

Quali sintomi sono tipici del prediabete?

Come abbiamo indicato all’inizio, uno degli aspetti più problematici riguardanti il diabete e il prediabete è l’assenza per molto tempo di una sintomatologia chiara.

Saranno i medici, in base alla nostra storia clinica e alle nostre caratteristiche, ad individuare, tramite controlli periodici, la presenza di elevati livelli di zuccheri nel sangue e ad indicare un caso di prediabete.

Tuttavia, possiamo sempre tenere a mente i seguenti sintomi:

  • Infezioni costanti
  • Avere molta sete
  • Stanchezza
  • Aumento nella minzione

Come possiamo vedere, sono sintomi molto diffusi e molto generali. Non parliamo di gravi fatti che interferiscono con la nostra vita quotidiana, pertanto non vi prestiamo attenzione.

L’aspetto più importante è non dimenticare di realizzare controlli medici periodici.

A quali prove devo sottomettermi per sapere se soffro di prediabete?

  • Glucosio a digiuno: è la prova più comune. Si basa su una semplice analisi del sangue con la quale misurare i livelli di glucosio, almeno, 8 ore dopo aver mangiato. 

Se i nostri livelli rientrano tra i 100 ed i 125 milligrammi per decilitro (mg/dl), si può già parlare di prediabete.

  • L’altra prova si basa sulla tolleranza al glucosio. Dovremo ingerire una bevanda contenente glucosio per, due ore dopo, realizzare un’altra analisi del sangue che permetterà di vedere come l’organismo lo processa.

Se il livello di glucosio rientra tra i 140 mg/dl ed i 200 mg/dl, parliamo di prediabete.

Come possiamo contrastare il prediabete?

Cambiando le nostre abitudini e seguendo i consigli datici dal medico, possiamo prevenire o ritardare in modo notevole la comparsa del diabete e del prediabete.

A tale scopo, dobbiamo realizzare i seguenti cambiamenti:

  • Basare la nostra alimentazione sulla dieta mediterranea: oli vegetali, frutta secca, legumi, frutta fresca…
  • Mantenere un peso sano.
  • Realizzare attività fisica moderata.
  • Aumentare l’assunzione di vitamina D.

Per concludere, è in nostro potere evitare lo sviluppo del prediabete e la sua successiva trasformazione in diabete. È giunto il momento di prenderci più cura di noi.

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