Prevenire il tumore al colon con gli esami di controllo

Il 31 marzo è la giornata mondiale contro il tumore al colon. È un'occasione per far conoscere la malattia e sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione.
Prevenire il tumore al colon con gli esami di controllo

Ultimo aggiornamento: 31 agosto, 2021

Gli esperti sottolineano l’importanza di prevenire il tumore al colon, neoplasia che causa la morte di numerose persone. Proprio questo è lo scopo della giornata mondiale contro il tumore al colon, che si celebra ogni 31 marzo.

Secondo i dati disponibili, i tumori più diffusi tra la popolazione sono quello ai polmoni, tra gli uomini, e al seno tra le donne. Tuttavia, la seconda causa di tumore più frequente, in entrambi i sessi, è il tumore al colon, il quale provoca più di 700.000 morti ogni anno.

La diagnosi precoce aumenta sensibilmente le probabilità di sopravvivenza, ovvero le aspettative di vita dopo la diagnosi. In circa il 60% dei casi la sopravvivenza è di 5 anni, ma se la malattia viene diagnosticata precocemente  il valore raggiunge il 90%.

In molti sono riluttanti a sottoporsi allo screening in quanto prevede una manovra invasiva come la colonscopia. Tuttavia, consente di prevenire il tumore al colon ed è importante sensibilizzare la popolazione in tal senso.

Trattandosi di una patologia potenzialmente silente fino allo stadio avanzato, le direttive mediche suggeriscono lo screening delle persone con più di 50 anni d’età, in modo tale da rilevare precocemente lo sviluppo del tumore.

Tanti non sono ancora a conoscenza dell’esistenza di queste campagne di screening, motivo per cui la comunicazione gioca un ruolo primario nella prevenzione.

A cosa si deve il tumore al colon?

Con tumore al colon si intende la patologia oncologica che si sviluppa nell’intestino crasso e nel retto; anche nota come cancro colo-rettale.

L’intestino crasso e il retto costituiscono l’ultima parte dell’apparato digerente, dopo l’intestino tenue. È qui che si formano le feci, per poi essere espulse dal corpo portando con sé i rifiuti. Il bolo alimentare viene deidratato nell’intestino crasso e trattenuto nel retto per l’espulsione.

Per tale ragione, alcuni fattori di rischio colon sono legati al processo digestivo. L’alimentazione e i cibi, così come le abitudini alimentari in generale, sono aspetti modificabili su cui agire per prevenire il tumore al colon.

Tumore al colon.
Il tumore al colon è una malattia multifattoriale. Alcuni dei fattori di rischio sono legati al processo digestivo.

Fattori di rischio

  • Età: il cancro colo-rettale è più diffuso tra le persone che superano i 50 anni, rispetto al resto della popolazione. Ecco perché si consiglia lo screening a partire da questa età.
  • Storia familiare: se un genitore o un nonno ha sofferto di tumore al colon, i figli e i nipoti hanno maggiori probabilità di contrarlo.
  • Alimentazione povera di fibre: la carenza di frutta e verdura nell’alimentazione frena la peristalsi – i movimenti intestinali. Quando l’intestino non si muove a sufficienza, le feci permangono nel tratto digestivo più a lungo, e di conseguenza agli effetti nocivi delle tossine e degli scarti del cibo.
  • Stitichezza: come per il caso precedente, il minor movimento peristaltico si traduce in un maggior rischio di soffrire di questo disturbo.
  • Consumo di insaccati: le carni lavorate sotto forma di insaccati subiscono numerose alterazioni chimiche durante il processo di lavorazione. Ciò espone le cellule intestinali a sostanze chimiche tossiche, potenzialmente in grado di avviare un processo di replicazione cellulare incontrollata.

Sintomi precoci del tumore al colon

È possibile prevenire il tumore al colon sottoponendosi ai dovuti esami di screening, in quanto la malattia può anche essere silente. In alcuni casi, i sintomi appaiono solo quando il tumore ha già raggiunto uno stadio avanzato. Di fatto, ciò riduce le possibilità di cura e di sopravvivenza.

Uno dei sintomi tipici è il sangue nelle feci. E benché la presenza di sangue nelle feci non sia sempre il segno di una neoplasia – ma al contrario, solo nella minoranza dei casi – è bene comunque prestargli attenzione.

Può anche verificarsi un cambiamento nel ritmo evacuativo. Ad esempio, i soggetti costipati iniziano a presentare episodi di diarrea frequente, e viceversa, quelli con un buon ritmo evacuativo, manifestano stitichezza.

Anche l’improvvisa perdita di peso può esserne un sintomo indiretto. Il tumore consuma le risorse del corpo, inducendo la perdita di energia anche nei casi di un’alimentazione normale.

Infine, bisogna tenere in considerazione i dolori addominali aspecifici. In genere si manifestano come fastidi intensi, ma non localizzabili in un punto esatto dell’addome. Oltre a essere intermittenti e variabili, spesso non sono nemmeno legati all’assunzione di cibo.

Ecografia intestino.
L’intestino crasso è la parte finale dell’apparato digerente, nel quale si sviluppa il tumore al colon.

Lo screening per prevenire il tumore al colon

Dato che l’età è un fattore di rischio importante nel tumore colo-rettale, lo screening è indicato in funzione di questo aspetto e di un altrettanto importante fattore qual è la storia familiare.

Buona parte delle nazioni e delle corrispondenti agenzie per la salute, concordano sul fatto che le persone con più di 50 anni dovrebbero sottoporsi allo screening, principalmente attraverso due tipi di esame: la ricerca di sangue occulto nelle feci e la colonscopia.

Tuttavia, se il paziente presenta una storia familiare diretta o una malattia infiammatoria intestinale, lo screening è indicato indipendentemente dall’età.

La ricerca del sangue occulto nelle feci è un esame biochimico. Serve a rilevare la presenza di sangue nei campioni di feci, per evidenziare emorragie impercettibili a occhio nudo.

L’altro test è la colonscopia. Durante questo esame, effettuato sotto sedazione, viene inserito un endoscopio – un tubo flessibile con una telecamera – nel retto e nell’intestino crasso. La mucosa potenzialmente colpita può essere così osservata dal vivo, potendo prelevare campioni per la biopsia e rimuovere eventuali polipi, se presenti.

Sottoporsi allo screening

Questa iniziativa è incentrata sulla prevenzione. Le persone con più di 50 anni dovrebbero sottoporsi a una colonscopia e chiedere al proprio medico ogni quanto ripeterla. La diagnosi precoce aumenta le probabilità di sopravvivenza a lungo termine.

Proprio grazie a una rapida diagnosi è possibile stabilire un trattamento, con scarsi effetti negativi, da attuate prima dell’insorgenza di gravi complicazioni. Il consiglio è semplice: sottoponetevi allo screening!

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