Prevenire la sepsi neonatale: sintomi e trattamenti

18 Maggio 2019
La prevenzione è fondamentale per evitare la sepsi neonatale, un'infezione che può persino uccidere il bambino.

La sepsi o infezione neonatale è una grave condizione che colpisce i neonati e che può causare gravi conseguenze se non riceve il giusto trattamento in tempo. Vediamo insieme come prevenire la sepsi neonatale.

In questo articolo spieghiamo le cause e le misure atte a prevenire la sepsi neonatale, ma anche i sintomi, la diagnosi e il trattamento.

Che cos’è la sepsi neonatale?

Batteri infezione
Il neonato è più incline a sviluppare infezioni a causa del mancato sviluppo del sistema immunitario.

La sepsi neonatale è un’infezione del sangue che si verifica nei neonati o nei bambini di età inferiore ai 90 giorni. Può comparire durante la prima settimana di vita (comparsa precoce) o tra il settimo e il novantesimo giorno di vita (comparsa tardiva). In entrambi i casi, si verifica a causa di:

  • Presenza di batteri, come E.coli.
  • Alcuni gruppi di streptococchi (gruppo B – EGB).
  • Il virus dell’herpes simplex (HSV).

Infezione neonatale a comparsa precoce

In generale questa patologia si verifica tra le 24 e le 48 ore dopo la nascita, poiché il bambino ha contratto la malattia prima della nascita o durante il parto. I fattori di rischio che aumentano le possibilità di sepsi sono:

  • Parto precoce
  • Presenza di streptococchi di gruppo B durante la gravidanza.
  • Infezione del liquido amniotico e/o della placenta.

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Infezione neonatale a comparsa tardiva

In questo caso l’infezione si verifica dopo il parto, perché il bambino è dovuto rimanere in ospedale per un lungo periodo o perché ha dovuto tenere a lungo un catetere.

Come prevenire la sepsi neonatale

Mamma con bambino
Trovarsi in una zona asettica e, nei casi più gravi, ricorrere agli antibiotici aiutano a prevenire la sepsi neonatale.

Come sempre, “prevenire è meglio che curare”. Per questo motivo, qui di seguito elencheremo le migliori misure per prevenire la sepsi neonatale. Prendete nota:

1. Trattamento antibiotico per la donna incinta

Se la madre soffre di patologie quali corionamnionite (infezione del liquido amniotico e la placenta) o streptococco di gruppo B, ma anche se la sepsi si è verificata in un parto precedente, la madre dovrebbe seguire un trattamento antibatterico per prevenire l’infezione neonatale precoce.

Nel caso in cui la donna incinta soffra di una qualsiasi infezione, compreso il virus dell’herpes simplex, è necessario ricorrere a un trattamento. I medici cercheranno di impedire alla donna di contrarre l’infezione o di svilupparne un’altra.

2. Asepsi nel luogo di nascita

La pulizia della casa dove starà il bambino è essenziale per impedire ai batteri di entrarvi in contatto. Ricordate che i bambini sono molto vulnerabili durante i loro primi mesi di vita.

3. Evitare di ritardare la nascita dopo la rottura delle acque

Quando alla donna si rompono le acque, il parto deve essere immediato. Deve avvenire entro le 12 -24 ore successive per prevenire la sepsi neonatale.

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I sintomi della sepsi neonatale

Bambino che piange
In caso di dubbi, è meglio consultare il pediatra per evitare ulteriori complicazioni.

In generale, le misure preventive sono essenziali. Tuttavia, è importante conoscere i sintomi per prestare attenzione a qualsiasi possibile campanello d’allarme:

  • La pelle e la parte bianca degli occhi di colore giallo (ittero neonatale).
  • Movimenti ridotti, compresa la difficoltà a succhiare durante i pasti.
  • Convulsioni.
  • Problemi respiratori.
  • Battito cardiaco lento.
  • Diarrea e vomito.
  • Bassi livelli di zucchero nel sangue.
  • Aumento della temperatura.

Se notate i sintomi di un’infezione una volta tornati a casa dall’ospedale, è meglio consultare il pediatra. Non è necessario allarmarsi, ma è meglio scartare tutte le possibilità di sepsi neonatale.

Diagnosi e trattamento

Bambino dal dottore prevenire la sepsi neonatale
Bisogna iniziare il prima possibile un valido trattamento per garantire una pronta guarigione.

Il pediatra osserverà la presenza dei sintomi sopra descritti e ordinerà delle analisi di laboratorio, come quelle descritti di seguito:

  • Analisi della proteina C-reattiva, il numero dei globuli bianchi e una emocoltura.
  • Il medico potrebbe voler esaminare il liquido cerebrospinale per determinare l’eventuale presenza di batteri. In tal caso, di solito si esegue una puntura lombare.
  • Esami delle feci, urine e colture cutanee.
  • In caso di problemi respiratori, si consiglia una radiografia del torace.

Il trattamento per i bambini al di sotto di un mese con febbre o qualsiasi altro sintomo di infezione neonatale include l’immediata somministrazione di antibiotici per via endovenosa, anche prima di aver formulato una diagnosi esatta.

Se la madre ha sofferto di una delle infezioni menzionate, il bambino riceverà un trattamento anche in assenza di sintomi. Nel caso in cui l’infezione sia stata causata da HSV, il farmaco antivirale più utilizzato è l’aciclovir.

Quando i risultati degli esami sono normali, il bambino è autorizzato a tornare a casa, ma si consiglia di eseguire delle visite di controllo periodiche.

L’infezione neonatale è una malattia grave che può persino uccidere il bambino. Per questo motivo, i medici controllano le gravidanze a distanza ravvicinata, cercando di evitare la presenza di infezioni per garantire la sicurezza della madre e del bambino.

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    Ultima revisión 4/24/2017