Pterigio: cause, sintomi e trattamento

24 Settembre 2019
Lo pterigio è una lesione oculare della congiuntiva che può invadere la cornea e causare astigmatismo e riduzione dell'acuità visiva.

Nell’articolo di oggi parleremo dello pterigio. Tale nome deriva dal termine greco pterugion che significa piccola ala d’insetto. Si tratta di una lesione vascolarizzata della congiuntiva che può invadere la cornea, causando astigmatismo e riduzione dell’acuità visiva.

Interessa la linea mediana dell’occhio, nello spazio tra le palpebre superiori e inferiori. Ha forma triangolare e può anche riscontrarsi sul lato temporale, ma è più frequente sul lato nasale e può colpire uno o entrambi gli occhi.

L’insorgenza è più frequente nei climi tropicali e subtropicali ed è molto rara nei climi freddi. È strettamente correlato alle radiazioni ultraviolette, con l’esposizione degli occhi alla luce solare senza filtri o protezione.

Si verifica più spesso tra agricoltori, operai e nei soggetti impegnati in lavori all’aperto o più esposti alle radiazioni solari e alla polvere. Sembra anche essere correlato al contatto con solventi e sostanze chimiche.

Viene associato anche alla secchezza degli ambienti e alla presenza di vento che accelera l’evaporazione lacrimale. Esiste una componente ereditaria ed è legato alle patologie immunologiche.

Colpisce soprattutto gli individui tra i 20 e i 50 anni, e l’incidenza è maggiore negli ambienti rurali rispetto a quelli urbani, inoltre è prevalente tra gli afroamericani senza differenza di genere.

Pterigio

Sintomi dello pterigio

I sintomi possono variare a seconda dell’attività, delle dimensioni e della posizione dello pterigio.

Pterigio attivo

Nello pterigio attivo si osserva una lesione ispessita accompagnata da un quadro infiammatorio con iperemia e un’area biancastra all’apice del triangolo.

I sintomi prodotti dallo pterigio includono:

  • Dolore.
  • Prurito.
  • Sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio.
  • Lacrimazione.
  • Fotofobia.
  • Riduzione del campo visivo.
  • Visione doppia.

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Pterigio inattivo

È lo pterigio osservato nei paesi dal clima temperato. L’incidenza è minore, il decorso più lento e i sintomi meno evidenti o inesistenti. Appare come una lesione piatta, né infiammata né vascolarizzata e senza segni di crescita.

Lesioni agli occhi

Le dimensioni dello pterigio è direttamente proporzionale alla sua sintomatologia. Pertanto, maggiore sarà la sua estensione, maggiore sarà la superficie della cornea interessata e i suoi effetti sulla vista.

Ciò influisce anche sulla sua localizzazione. Lo pterigio che occupa la zona del campo visivo della cornea produrrà una sintomatologia più pronunciata. Mentre sarà meno evidente se presente nelle zone periferiche dell’occhio.

Stadi dello pterigio

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Trattamento dello pterigio

Trattamento preventivo

Per prevenire questa condizione, si consiglia di indossare occhiali con filtri ultravioletti con un indice di protezione tra il 90 e il 100%, dovranno essere utilizzati dalle fasce di popolazione più sensibile, in particolare i bambini. Anche i cappelli a falda larga sono utili a tale scopo.

Trattamento medico

Nei casi in cui non si producono sintomi rilevanti, si potranno utilizzare:

  • Lubrificanti o lacrime artificiali.
  • Corticosteroidi topici a basse concentrazioni in caso di infiammazione.
Lacrime artificiali
Le lacrime artificiali sono in grado di calmare i sintomi dello pterigio lieve.

Trattamento chirurgico

Nei casi sintomatici, l’unica soluzione è la chirurgia. Lo pterigio tende, di fatto, a crescere e la mancata rimozione corrisponde a un aumento dei sintomi. Esistono diversi trattamenti:

  • Asportazione semplice: viene eseguita rimuovendo il pterigio e lasciando che la congiuntiva cicatrizzi da sola. È un intervento non raccomandato perché il pterigio tende a ripresentarsi nel 40 – 80% dei casi. Attualmente, infatti, non è la soluzione consigliata.
  • Chiusura congiuntivale semplice: escissione e sutura dei bordi della congiuntiva. Tende a ricomparire nel 45-70% dei casi, quindi è raccomandato solo per le persone anziane, nelle quali le recidive sono minori.
  • Autotrapianto congiuntivale e limbale: è la tecnica chirurgica d’elezione per la minore incidenza di recidive. È indubbiamente l’intervento con minor tempo di recupero e meno ricadute. Può essere eseguita con sutura continua o con adesivi biologici per tessuto fibroso.

La preferenza nell’uso di adesivi sintetici rispetto alle suture è dovuta al fatto che essi sono biocompatibili, producono scarsa o nessuna infiammazione, e di fatto non scatenano una reazione da corpo estraneo e sono biodegradabili.

  • Autotrapianto di congiuntiva: questa tecnica viene eseguita mediante l’escissione della parte della testa e del corpo del pterigio e la successiva copertura della sclera esposta con la congiuntiva del paziente. Produce ottimi risultati, sebbene inferiori alla tecnica precedente.

Trattamento coadiuvante

Viene eseguito in abbinamento al trattamento chirurgico per ridurre al minimo il rischio di recidiva:

  • Antimitotici: evitano la replicazione cellulare e hanno lo scopo di annullare o ritardare la crescita del tessuto dello pterigio. Sebbene riducano il rischio di recidiva, hanno effetti tossici e complicazioni che spesso ne scoraggiano l’utilizzo. Il farmaco più usato è la mitomicina C.
  • Antiangiogenici: evitano la proliferazione vascolare, che fornisce i nutrienti al tessuto pterigio e ne facilita la crescita, sottraendo trasparenza alla cornea e rendendo difficile la visione. Attualmente, il bevacizumab topico è in fase di uso clinico sperimentale.
  • Beta terapia: consiste nella radioterapia postoperatoria dello pterigio con radiazioni beta per ridurre le recidive. Produce inibizione della mitosi cellulare prevenendo la recidiva. Inoltre, ha effetti simili alla mitomicina, ma con minori effetti collaterali.

In conclusione, lo pterigio è una lesione oculare vascolarizzata della congiuntiva che può invadere la cornea e causare astigmatismo e riduzione della vista.

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