Riscaldamento troppo alto: come influisce sulla salute?

22 Novembre 2019
Il riscaldamento ci permette di combattere il freddo in autunno e in inverno, ma se troppo alto può risultare dannoso per la salute. In questo articolo parliamo dei disturbi che può provocare al corpo umano.

Definire esattamente il concetto di riscaldamento troppo alto è alquanto difficile, in quanto la percezione della temperatura è estremamente variabile da soggetto a soggetto. Il freddo patito da una persona abituata a un clima caldo è diverso da quello patito da chi vive in aree geografiche in cui nevica spesso, per esempio.

Nonostante tale variabilità, si presuppone che una temperatura ambientale al di sotto dei 20 °C causi ià una sensazione di freddo; la quale aumenta con temperature più basse. Tale sensazione dipende anche da altri fattori, come l’umidità e la pressione dell’aria. Un temperatura di 10 °C in presenza di elevata umidità ambientale è percepita diversamente dalla stessa temperatura in ambienti secchi.

E non proviamo la stessa sensazione, indipendentemente dalla temperatura esterna, se siamo fermi o in movimento. Si soffre maggiormente il freddo in assenza di movimento, in quanto le cellule  non sono metabolicamente attive e non generano calore.

Per ovviare al problema del freddo e riscaldarsi, l’essere umano usa il riscaldamento artificiale. Ma come qualsiasi altro metodo artificiale, il riscaldamento troppo alto può causare disturbi nell’organismo e alcuni rischi per la salute.

Il riscaldamento ideale dovrebbe mantenere una temperatura degli ambienti intorno ai 20 – 25 ° C,  con un’umidità pari a circa il 50%. Al contrario, in caso di temperature superiori ai 25 ° C si parla di riscaldamento troppo alto.

I rischi del riscaldamento troppo alto a seconda della tipologia

Esistono due metodi di riscaldamento che se utilizzati in eccesso possono causare effetti dannosi:

  • Legna da ardere.
  • Aria condizionata reversibile.

Il riscaldamento troppo alto legato alla legna è in grado di generare gas tossici. Quando il legno degli alberi brucia, rilascia anche l’anidride carbonica in esso immagazzinata. L’anidride carbonica è un gas di scarto per l’uomo, ovvero l’organismo la espelle e ha bisogno di ossigeno.

In caso di scarsa ventilazione, il riscaldamento a legna può provocare intossicazione. Il fumo proveniente dal legno contiene anche gas denominati pesanti. Tali gas sono tossici quando inalati e causano mal di testa, nausea, vomito e persino l’irritazione delle vie respiratorie.

È fondamentale che il sistema di riscaldamento a legna venga installato correttamente con un meccanismo di espulsione del fumo. Tuttavia, anche nelle migliori condizioni di installazione, il legno può trasportare e rilasciare specifiche sostanze naturali correlate alle allergie e all’asma, come il polline.

L’altro metodo identificabile come pericoloso nei casi di riscaldamento troppo alto è il condizionamento d’aria reversibile. Tali dispositivi, se usati in modo continuo e intenso, possono asciugare l’aria nell’ambiente, eliminando l’umidità.

Con un tasso di umidità insufficiente, la pelle e le mucose sono le prime a soffrirne, in particolare le mucose delle vie respiratorie. Allo stesso tempo, il flusso d’aria generato mobilita particelle che, in soggetti  asmatici o allergici, sono in grado di aumentarne i sintomi.

Allergia ai pollini

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Gli effetti del riscaldamento troppo alto

Il riscaldamento troppo alto, qualunque sia la sua origine, può causare:

  • Infezioni respiratorie: l’ambiente secco, l’assenza di umidità e le mucose secche sono terreno fertile per batteri e virus. I bambini sono generalmente i soggetti più colpiti. Per contrastarne il rischio, è consigliabile l’uso di umidificatori ambientali e di filtri per i microrganismi.
  • Cattivo riposo: elevate temperature durante la notte rendono difficile il riposo. Al di sopra dei 20 °C, il corpo non è nelle migliori condizioni per rilassare i muscoli e raggiungere un piacevole stato di sonno. Analogamente, un’umidità molto  bassa altera la frequenza respiratoria durante il riposo.
  • Allergie e dermatiti: il riscaldamento troppo alto secca la pelle, peggiorando i sintomi della dermatite. Parallelamente, il flusso dell’aria veicolato dalla fonte di calore trasporta particelle allergiche, come polvere, polline e acari della polvere.
  • Mal di testa: il mal di testa è un sintomo molto frequente del riscaldamento troppo alto. Una temperatura troppo alta e per molto tempo provoca un certo ottundimento provocato dalla vasodilatazione. Il calore eccessivo abbassa anche la pressione sanguigna, causando un minore afflusso di sangue al cervello, accompagnato da ulteriori fastidiosi sintomi.
  • Aumento di peso: dormire a temperature troppe alte è associato all’aumento di peso. Ciò accade perché quando c’è molto caldo il corpo non brucia il grasso immagazzinato, ma al contrario lo trattiene. La notte è il momento in cui questo meccanismo di catabolismo del grasso si attiva, ma se il riscaldamento è troppo alto non lo farà.
Insonnia

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Il problema delle sostanze tossiche

Infine, le sostanze tossiche rappresentano uno dei maggiori rischi per la salute legato al riscaldamento troppo alto. Tali sostanze vengono rilasciate dai sistemi di riscaldamento e rappresentano un pericolo importante.

Una di queste sostanze è il monossido di carbonio, un gas inodore e, dunque, difficile da rilevare se causato dalla cattiva combustione. Lentamente, si sostituisce all’ossigeno dall’ambiente e del sangue, intossicando l’essere umano.

Nell’avvelenamento da monossido di carbonio si manifestano vertigini, svenimenti, nausea e mal di testa. La respirazione aumenta vertiginosamente come metodo di difesa per incamerare più ossigeno. Se l’evento non si risolve in fretta, conduce alla morte del soggetto.

Un altro gas pericoloso è il biossido di azoto. Anch’esso proviene dalla cattiva combustione degli apparecchi di riscaldamento ed è inodore. È estremamente irritante e altera la meccanica respiratoria.

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