Sincericidio: l'importanza di pensare prima di dire la verità

Il sincericidio manca di prudenza e si scusa con idee rigide che poco empatizzano con l'interlocutore. Cosa fare per evitarlo? Ecco alcuni suggerimenti.
Sincericidio: l'importanza di pensare prima di dire la verità

Ultimo aggiornamento: 18 agosto, 2022

Il sincericidio è un argomento che non passa inosservato, poiché c’è chi è a favore dell’onestà come valore assoluto e primo, al di là delle conseguenze. Tuttavia, dall’altra parte, c’è chi è più favorevole alle sfumature.

Dire la verità, non importa quello che succede dopo? In realtà, il sincericidio comporta diverse conseguenze. In questo articolo vi diciamo di cosa si tratta e come gestirlo al meglio.

Sincericidio: quando la parola precede il pensiero

Parlare di sincericidio porta inevitabilmente a pensare alla congiunzione di due parole: sincerità e suicidio come morte. Vale a dire, di una “verità che uccide”, sconvolgente ed eccessiva. Pertanto, per capire di cosa si tratta, lo distinguiamo dalla sincerità.

Sincerità

La sincerità ha a che fare con la condivisione di un’idea, ma con la considerazione dell’altro. È una verità che è in sintonia con l’interlocutore, perché empatizza. Si tratta di essere attenti, prudenti e avvicinarsi all’altro con qualcosa che può essere utile e costruttivo.

Sinceridio

Il sincericidio non conosce limiti, non rispetta gli altri, di solito si basa sugli impulsi e, con esso, rasenta la maleducazione e la mancanza di criteri. Inoltre, dà la priorità alle proprie convinzioni, come se si trattasse di un “pacchetto” da smaltire o di una bomba a orologeria che sta per esplodere nelle mani di altri.

In altre parole, mettiamo noi stessi e le nostre opinioni al primo posto, l’altro cessa di avere importanza e ignoriamo anche il contesto della comunicazione. A volte questo è motivato dalla ricerca di avere ragione e di avere l’ultima parola. Insomma, per un interesse egoistico.

Tuttavia, dobbiamo sapere che il sincericidio ha delle conseguenze, non solo a livello individuale, ma anche nelle relazioni interpersonali.

Sincericidio: quando la parola precede il pensiero
Mentre nella sincerità c’è empatia, il sincericidio ignora le emozioni dell’altro.

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Alcuni consigli sul sincericidio

Bisogna stare molto attenti perché in nome della “sincerità” si dicono cose dannose o si trascura l’altro. Dobbiamo esercitare una responsabilità affettiva, con la quale teniamo conto dell’altra persona coinvolta.

Le nostre parole non sono ingenue o innocenti, hanno un grande peso. Pertanto, non possiamo “gettarli” al vento, proprio così. Alcune delle chiavi per non oltrepassare la linea sottile che separa la sincerità dalla totale sconsideratezza sono le seguenti.

Prendersi cura dell’altro attraverso l’assertività

Scegliamo parole giuste, misurate ed empatiche. Evitiamo espressioni assolutiste, estremiste, cariche di emozioni negative. Siamo consapevoli che le parole non sono innocue, ma sottolineano e accentuano anche le idee.

Regolare la dose di informazioni

Quando iniziamo una conversazione, dobbiamo pensare all’utilità di ciò che vogliamo dire. A cosa serve per una persona sapere questo? Vuoi sapere? Cosa ti porterà il mio commento? È importante riuscire a metterci al loro posto.

Chiediamoci da dove viene il bisogno di parlare

Molte volte lo scoop ci “brucia” in bocca; Vogliamo essere i primi a raccontarlo. Tuttavia, quando ci riflettiamo con più attenzione, ci rendiamo conto che corrisponde al proprio bisogno, di essere visti, di essere protagonisti.

Ecco perché è così importante concedersi il tempo per riflettere e capire cosa ci motiva a condividere determinate informazioni. A volte si parla anche di un’incapacità di gestire le nostre stesse emozioni e, quindi, “scarichiamo” sugli altri il modo in cui ci sentiamo.

Scegliere il momento giusto

La comunicazione ha un senso di “opportunità” che non possiamo ignorare se vogliamo che sia efficace. Non è la stessa cosa affrontare una questione delicata mentre si fa un viaggio in autobus quanto farlo nel soggiorno di casa, con la massima tranquillità.

Se vogliamo condividere notizie, dobbiamo essere all’altezza dell’occasione e trovare il momento opportuno. Anche se è vero che quando si affronta un argomento difficile non esiste un momento “perfetto”, si possono scegliere circostanze migliori.

C’è una famosa frase che dice ” una persona può dimenticare quello che diciamo, ma non dimenticherà mai come la trattiamo”.

Interrogarsi: è un’opinione o è un consiglio?

Dobbiamo stare molto attenti a presentare le nostre idee come se fossero vere, con connotazioni moralistiche e prevenute. Ad esempio, una persona vuole dire a sua sorella che è preoccupato per il suo sovrappeso. Tuttavia, prima di esprimere un giudizio, dovremmo sondare se sta facendo qualcosa al riguardo, se ha delle difficoltà, quali situazioni sta attraversando, ecc.

Dire “hai guadagnato peso”, oltre a essere un commento inappropriato sul corpo di qualcun altro ed essere distruttivo, non fa nulla nella direzione di una soluzione.

Rispettare i tempi dell’interlocutore

Una volta che decidiamo di dire qualcosa a qualcuno, dobbiamo rispettare la sua reazione, i suoi tempi, i suoi silenzi e l’impatto che ciò che diciamo può provocargli. In questo senso, dobbiamo anche sapere che non dobbiamo “buttare il sasso e nascondere la mano”. Al contrario, dobbiamo offrire uno spazio di contesa e di ascolto.

Rispettare le reciproche comunicazioni e processi
Parlare con assertività ed empatia è fondamentale per evitare le conseguenze del sincericidio.

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Prima il pensiero e poi la parola

Come abbiamo già accennato, il sincericidio risponde spesso alle nostre stesse idee, a convinzioni rigide che ci portano a considerare la “verità” come una norma o un percorso fisso, al di là delle circostanze. Cominciamo con l’accettare che la verità assoluta e unica non esiste; ognuno fa un taglio della realtà e la guarda con le proprie lenti.

A volte, agire in modo sincero è una strategia per attirare l’attenzione o per “restituire” l’altra persona per qualcosa che ci ha detto e ci ha ferito a un certo punto. Per questo è necessario fermarsi a pensare in anticipo, analizzare le proprie emozioni e la posizione da cui si parla. L’informazione è potere e spesso confondiamo l’essere onesti con l’uso di quel potere.

Allo stesso tempo, è necessario evitare di cadere nell'”unidirezionalità” della comunicazione, in cui conta solo ciò che si vuole dire e ciò che si ha da dire. La comunicazione implica sempre un altro; da qui l’importanza di tenerlo a mente ogni volta che parliamo.

Non si tratta di sincerità se esponiamo l’altra persona e la umiliamo con i nostri commenti; questo è abuso, crudo e duro. Dobbiamo essere in grado di scusarci se pensiamo di sbagliare. A volte “scappiamo” e facciamo del male agli altri. Dobbiamo fare marcia indietro, essere umili e ammettere l’errore.

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